In crisi il concetto di rappresentanza

AAA leadership cercasi

L’appello a tutta la classe che dovrebbe essere dirigente affinché dia un occhio al sociale oltre che al privato e se c’è da dare una mano al pubblico che si faccia avanti

Politica
Andria giovedì 07 febbraio 2019
di Vincenzo D'Avanzo
leadership
leadership © n.c.

La democrazia funziona se il popolo riesce ad eleggere rappresentanti all'altezza del compito. La storia di uno vale uno è solo demenziale perché la somma poi fa zero.

Garibaldi aveva appena consegnato l'Italia meridionale al re piemontese che immediatamente fu distrutto il nostro apparato burocratico e il nostro esercito: entrambi all’avanguardia rispetto ai tempi. Cominciò la rapina delle nostre opere d'arte e soprattutto dei nostri soldi. Furono triplicate le tasse perché dovevano aggiustare le nostre strade, ma del denaro raccolto, 50 lire andarono al centronord e solo 15 al sud. E questo schema sarà seguito fino all'avvento della Repubblica quando finalmente il sud potette esprimere dirigenti della levatura di Moro, Croce, Salvemini, ecc. Queste personalità oltre a regalarci la migliore Costituzione del mondo, cercarono di preparare il sud alla grande sfida che Moro intuì si sarebbe dipanata nel Mediterraneo: un sud industrializzato per essere interlocutore delle emergenze che si sarebbero rivelate con l'arrivo sulla scena delle potenze arabe spinte dal petrolio. La industrializzazione avvenne ma questa volta furono gli enti locali a evidenziare i propri limiti: mentre al nord i comuni si indebitavano per fare le opere pubbliche, il sud invece ebbe una classe dirigente abituata al risparmio della mentalità contadina. Capitava poi che lo Stato ogni tanto appianava i debiti dei comuni per cui al nord arrivavano i soldi e al sud niente. Non a caso il quinquennio amministrativo 1986/91 rimarrà alla storia come il più fecondo per Andria: oltre 200 miliardi di investimenti in opere pubbliche: mai si è realizzato così tanto. Senza parlare di altri interventi decisivi, dalla 167 ai Piani di insediamenti produttivi e al piano regolatore e quant’altro. E gli effetti si videro, basta per tutti il documento dell’ordine degli architetti e ingegneri che registrava la ripresa della economia andriese. Solo con le opere pubbliche si risolvono i problemi occupazionali e sociali. Se il palazzetto dello sport(il più grande dell’Italia meridionale) fosse entrato nei circuiti dello sport e dello spettacolo gli effetti sarebbero stati ancora superiori. Una visione, un progetto al servizio del potere.

Detto questo il problema attuale del sud è l’assenza di leaders. Attenzione ci sono leader che illuminano la storia e questi sono rari, ma anche leaders che trascinano i territori. Attorno a Moro c’erano decine di leaders provinciali e cittadini che sorreggevano le sue intuizioni. Ora abbiamo una classe dirigente a cui manca l’abc della politica, mi riferisco ovviamente ai falsi eletti perché in pratica sono stati nominati. È la selezione che garantisce una buona classe dirigente e la selezione passa esclusivamente attraverso il voto di preferenza, che porta il popolo a conoscere il suo rappresentate e l’eletto a rendere conto agli elettori. Dopo le europee del 1975 il Pci era prossimo al sorpasso sulla DC. Alle politiche del 1976 la Dc ribaltò il pronostico perché riuscì a fare le liste pescando tra la società civile, mentre il Pci rimase ingabbiato nei quadri del partito. Il popolo si riconosce nel leader, sempre. L’arrivo di un parlamentare muoveva le masse. Se invece capita che un parlamentare attraversi la città e nessuno se ne accorge vuol dire che è in crisi il concetto di rappresentanza, non risolto dal cambio del termine. Se dici portavoce non capisci se il suo ruolo è quello di portare nei centri di potere la voce del popolo o invece portare al popolo la voce del potere, cioè fare solo propaganda.

Scoppia il caso della Xylella che rischia di stravolgere la storia del nostro territorio e nessuno se ne occupa seriamente a Roma nonostante le indicazioni della Unione Europea. La gelata colpisce i nostri oliveti facendo saltare un raccolto (e speriamo che sia il solo) e nessuno se ne occupa mentre basta una nevicata al nord perché tutti si mobilitano: stanno ancora cadendo gli alberi dello stradivari che già sono pronti i finanziamenti ecc. fino ad arrivare all’incidente della Barinord: ormai siamo vicini al terzo anniversario e non si parla di nulla mentre a Genova fervono i lavori (per ora solo a parole per la verità).

Ora i partiti di un tempo sono fuori uso, le stesse aggregazioni sociali che prima scaldavano i motori nella prepolitica sono oggi avvolte dalla nebbia dell’individualismo o del settorialismo. Intanto all’orizzonte ci sono due scelte fondamentali: le autonomie regionali e la regionalizzazione della scuola. Se attuate entrambe sarà la fine dell’unità d’Italia, alla faccia dei garibaldini e dei partigiani. Le regioni che si sono arricchite dilapidando il sud e grazie ai lavoratori del sud (emigrazione) ora ci voltano le spalle. Nel mercanteggiamento che ogni notte si svolge a palazzo Chigi il sud (che pure conta due protagonisti su tre: Conte e Di Maio) è sottodimensionato per carenza di idee. Si pensa ancora a un popolo bue, etichettato con il timbro della povertà a vita. Non ci servono le mance. Posso dare un dato sul quale chiedo conferma al comune: tra gli aventi diritto al reddito di inclusione solo il 20% ha fatto domanda. Tutti gli altri hanno preferito la dignità alla elemosina.

Il futuro dell’Europa è nel Mediterraneo, se riusciremo a perseguire l’obiettivo fin quando potremo sfruttare le risorse petrolifere (anche le nostre). Occorrono leaders capaci di strategie di lungo periodo. Purtroppo all’orizzonte non se ne vedono, tutti impegnati a difendere il proprio orticello. L’appello, se permettete, è a tutta la classe che dovrebbe essere dirigente (professionisti, uomini di cultura, imprenditori ecc.) perché si dia un occhio al sociale oltre che al privato e se c’è da dare una mano al pubblico ci si faccia avanti. Ma soprattutto si dia al popolo lo strumento selettivo più efficace, quello che aggancia al territorio gli eletti. Passerà alla Storia chi opera non chi straparla.

Lascia il tuo commento
commenti
Le più commentate
Le più lette