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La nuova sede del consiglio regionale vista dall’interno

Una struttura avveniristica occupata da una classe politica che, nella maggior parte dei casi, stride con l’idea di futuro che si percepisce quando si arriva in Via Gentile

Politica
Andria mercoledì 13 marzo 2019
di Michele Lorusso
La nuova sede del consiglio regionale vista dall’interno
La nuova sede del consiglio regionale vista dall’interno © AndriaLive

La nuova sede del consiglio regionale pugliese è, ormai, nota per le inchieste sulle plafoniere dai costi esorbitanti, il presunto trasloco senza agibilità e da tutta una serie di inchieste che si potrebbero definire “normali” in un paese come l’Italia, dove per qualsiasi appalto c’è quasi sempre un’inchiesta della magistratura.

Entrando nella nuova struttura, tutto ciò è lasciato fuori dalle ampie vetrate di vetro (alcune delle quali già in frantumi). Già dai primi passi, sembra essere catapultati in un “palazzo” avveniristico, tipico di alcune sedi delle Istituzioni europee.

Pass con codice qr, tornelli automatizzati e guardie che presidiano gli ingressi, senza ben che minimo controllo su ciò che si introduce all’interno. Superati i varchi, è qui che si rimane davvero stupiti.

Una struttura metallica con grandi vetrate che protegge all’interno quello che dovrebbe il cuore pulsante della democrazia e delle decisioni che riguardano tutti i pugliesi, mentre a lato ci sono gli uffici dei singoli gruppi consiliari, caratterizzati da lunghi corridoi e numerose stanze, occupate da consiglieri e da collaboratori.

Ed è proprio all’interno di questo cuore che vi è la “sala” dove si riunisce il parlamentino pugliese, ricoperto interamente di legno e caratterizzato, anch’esso, da tanta tecnologia e proiezione, in tempo reale, del tempo degli interventi e delle votazioni. L’unica pecca sono i posti a sedere, sia del pubblico che dei consiglieri regionali, davvero ridotti al minimo indispensabile.

Anzi, a dire il vero, un’altra pecca c’è, ed è il livello e la qualità di gran parte della politica che occupa quella “stanza” che stride con la concezione cosmopolita trasmessa dall’intera struttura. Frequenti sospensioni per mancanza di numero legale, discussione su diversi temi di cui non se ne sente l’urgenza, mentre, fuori da quelle vetrate la realtà rivendica altro, ovvero, il diritto a curarsi, a un futuro diverso e migliore.

La nuova sede, nonostante tutto, è operativa. Ora, si spera che con la tornata elettorale del 2020 si consegni ai pugliesi una classe politica che non stoni con ciò che l’intera struttura trasmette ai visitatori.

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