L'analisi

Il Consiglio comunale del 29 marzo decisivo per le sorti dell'amministrazione Giorgino

Intanto i creditori aspettano e sperano di ottenere i soldi dal Comune di Andria

Politica
Andria martedì 26 marzo 2019
di La Redazione
Comune di Andria
Comune di Andria © AndriaLive

Approvazione stato di attuazione dei programmi e documento unico di programmazione (D.U.P) per il triennio della programmazione finanziaria 2019-2021 oltre al Bilancio di Previsione Finanziario. Questi gli argomenti all’ordine del giorno della seduta consiliare del 29 marzo, fissata per le ore 18.30 a Palazzo di Città.

Il Partito Democratico intanto fa sapere che non parteciperà al voto sul bilancio, decisione in linea con quanto fatto già per l’approvazione delle “tariffe” che è un atto propedeutico all’approvazione del bilancio di previsione. Un provvedimento, quest’ultimo, che arriva sul filo del rasoio, in termini di tempo visto, posto che l’approvazione del bilancio di previsione è prevista entro e non oltre fine mese.

E consigliere comunale l'avv. Giovanna Bruno motiva così la scelta del Partito Democratico:«In merito alle tematiche di natura economico-finanziaria non possiamo prendere parte a provvedimenti che sin dall'inizio hanno previsto, da parte dell’amministrazione, l'esclusione politica dei gruppi di opposizione. Purtroppo non c'è condivisione prima che si giunga al consiglio comunale. I primi documenti che riguardano il bilancio ci sono stati messi a disposizione solo in questi giorni. Vi è anche da segnalare che molti di questi risultano illeggibili poiché scansionati male. Se ci fosse stata la volontà di condividerli per tempo, anche attraverso la conferenza dei capigruppo, l’amministrazione avrebbe permesso a noi una partecipazione, e quindi un apporto seppur minimo, nel merito delle delibere».

Quanto all'accesso al fondo di rotazione, propedeutico al piano di riequilibrio, l'avv. Giovanna Bruno sottolinea l'esistenza di notizie confuse: «Non c'è nulla di ufficiale. Voci di corridoio sono piuttosto differenti e tutto ciò contribuisce soltanto ad alimentare il caos. C'è preoccupazione soprattutto tra i creditori del comune di Andria in merito ad alcune voci che circolano e che vedrebbero, da parte dell’amministrazione, la trattazione del credito ovviamente al ribasso».

Ed è proprio in merito ai creditori che riportiamo alcune osservazioni avanzate da cooperative e imprese le quali sarebbero state convocate nei giorni scorsi a Palazzo di città per essere sottoposte ad un’indagine perlustrativa che vedrebbe la proposta da parte del Comune di definizioni tombali della posizione creditizia.

In pratica, sembrerebbe che il Comune stia utilizzando la capienza economica messa a disposizione dal Governo centrale per far fronte alle procedure di concordato con i creditori, facendo una proposta di transazione con i creditori a "saldo e stralcio", decurtando il 20, il 30 e anche il 40% dell’intero credito.

Una proposta che ovviamente molte cooperative e imprese non accetterebbero poiché, il fondo messo a disposizione dal Ministero non prevede la decurtazione dell’importo debitorio del comune. O meglio, in questa fase il Comune di Andria può adottare una trattativa in decurtazione (al ribasso) ma fermo restando che il capitale integrale del credito rimanga inalterato. In pratica l’amministrazione potrebbe assegnare un’anticipazione del credito che comunque dovrà saldare per intero.

Il piano di rientro, attualmente depositato al MEF e alla Corte dei Conti, è in attesa di essere "istruito" per ottenere l'approvazione o il rigetto. Tempi lunghissimi che pregiudicano ulteriormente la posizione dei creditori.

Insomma, confusione e totale disinformazione su una vicenda dai contorni ancora fumosi.

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