Si chiedono le dimissioni di Giorgino dalla Bat e dal Gruppo di Azione Locale

«Provincia e GAL ostaggio di squallide alchimie di potere»

L'avv.to Gennaro Lorusso deposita istanza alla provincia di procedere alla surroga immediata dei consiglieri comunali decaduti

Politica
Andria mercoledì 15 maggio 2019
di La Redazione
provincia Bat
provincia Bat © n.c.

“Quer pasticciaccio brutto...” lo avrebbe definito Carlo Emilio Gadda, mutuando il titolo del suo più famoso romanzo, anche se non ambientato in via Merulana a Roma bensì in piazza San Pio X ad Andria, sede della Provincia di Barletta – Andria – Trani.

Una Provincia, dunque, ostaggio di assurde alchimie di potere da parte dell'ex Presidente, Nicola Giorgino - si legge nella nota a firma di Forza Italia Andria e Forza Italia Bat e dell'avv. Gennaro Lorusso (già Consigliere Provinciale “Insieme per la BAT”) -.

Una scelta sciagurata e priva di qualsiasi legittimazione politica che sta provocando un corto circuito per un Ente già provato dalle ristrettezze e anomalie della legge Del Rio.

Cosa è accaduto nelle scorse ore? Proviamo a fare un riepilogo.

È accaduto che per il Consiglio Provinciale che avrebbe dovuto tenersi nella giornata del 13 Maggio, è avvenuta una doppia convocazione, grazie ad una spericolata interpretazione della normativa vigente da parte dell'apparato amministrativo della Provincia stessa, non sappiamo quanto autonomo e non nuovo a tali “innovazioni” del diritto amministrativo e del TUEL.

Inizialmente sono stati convocati i consiglieri che dovevano subentrare ai consiglieri andriesi sospesi per effetto del commissariamento del Comune di Andria.

Successivamente, questa convocazione veniva annullata prevedendo l'incredibile convocazione degli stessi consiglieri andriesi già sospesi dalla carica con decreto prefettizio.

Insomma, un pasticcio davvero indegno per un Ente pubblico, che noi denunciamo con forza e che non può che avere un unico beneficiario: l'ex Presidente Giorgino, al solo fine di mantenere in piedi ancora per alcune settimane lo “status quo” e le leve del potere, necessarie ad alimentare il proprio consenso in questa fase elettorale pro Emilia-Romagna, impedendo allo stesso tempo ai consiglieri subentranti di esercitare pienamente il legittimo ruolo previsto dalla legge.

A questo proposito, per il tramite del Consigliere Gennaro Lorusso, a cui si è aggiunta per adesione anche la firma della consigliera Di Pilato, è stata depositata una nota-esposto indirizzata al Segretario Generale ed al Vice Presidente della Provincia, finalizzata a chiedere l'immediato ripristino del plenum del Consiglio Provinciale con i consiglieri subentranti, alla luce del pacifico orientamento della giustizia amministrativa rigorosamente applicata dalle amministrazioni provinciali di tutta Italia.

Tutto ciò sarà reso noto al Prefetto della Provincia di Barletta-Andria-Trani per chiedere il ripristino della legalità in Provincia.

L’ex sindaco lasci senza indugio le perdute residue poltrone, alle quali ancora è incollato e abbarbicato, compresa quella del GAL “Le città di Castel del Monte”, anche se sappiamo bene che il GAL è formalmente una società privata e che le dimissioni non sono automatiche.

Tuttavia, è oltremodo inopportuno che egli continui a rappresentare il Comune di Andria nel GAL, visto che non ricopre più la carica di Sindaco e non può certo rappresentare gli interessi di un Ente commissariato e retto da una gestione neutra.

Nel 2010, pur non essendo obbligato, l'ex Sindaco Vincenzo Zaccaro, con un gesto di correttezza istituzionale, rassegnò immediatamente le dimissioni dalla società consortile, consentendo proprio a Giorgino di subentargli, in qualità di nuovo rappresentante legale dell'Ente appena eletto.

Vedremo se a questa sensibilità e correttezza istituzionale, da Giorgino sempre declamata a parole e, per la verità, mai attuata nei fatti, seguiranno atti finalmente con un minimo di coerenza».


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L'approfondimento: l'esposto presentato dall'avv. Gennaro Lorusso e dall'avv. Laura Di Pilato:

A seguito della mancata approvazione nel Comune di Andria del bilancio di previsione (fattispecie di cui all’art. 141, comma 1, lettera c) il Prefetto dott. SENSI ha, con decreto n. 0010037 del 29..04.2019, sospeso con effetto immediato ilConsiglio Comunale fino all’emanazione del relativo decreto di scioglimento e comunque per un periodo non superiore a 90 giorni e, contestualmente ha nominato il Viceprefetto Vicario dott. Gaetano Tufariello Commissario Prefettizio per la provvisoria gestione dell’Ente, con i poteri del Sindaco, della Giunta e del Consiglio.

A tal riguardo si rileva che l’art. 1, comma 65 della legge 56/2014 stabilisce che “Il Presidente della Provincia decade dalla carica in caso di cessazione dalla carica di Sindaco”, mentre l’art. 69 della precitata legge individua come eleggibili alla carica di Consigliere Provinciale i Sindaci ed i ConsiglieriComunali in carica (del territorio provinciale), condizionando tuttavia la suddetta carica (provinciale) al permanere di quella comunale la quale ultima, cessando, determina invece la decadenza dalla prima.

Ai sensi dell’art. 78 della L. 56/2014 il legale rappresentante della provincia BAT, stante l’esigenza di assicurare in via immediata, nell’interesse pubblico, la funzionalità dell’Ente (ricostituzione del plenum del consiglio provinciale) avrebbe dovuto prendere atto del decreto prefettizio del 29.04.2019 e procedere alla surroga dei consiglieri provinciali decaduti dalla carica di consiglieri comunali.

Nel caso di specie la Provincia BAT, attraverso alchimie interpretative non ha inteso procedere alla ricostituzione immediata del plenum del predetto consiglio provinciale, difatti il Vice Presidente Pasquale De Toma, con nota pec datata 08.05.2009, protocollo 0014843-19, ha inviato per conoscenza ai Consiglieri Comunali di Andria la convocazione del Consiglio Provinciale fissato per il 13.05.2019, il cui ordine del giorno non prevede alcun procedimento di surroga dei consiglieri provinciali decaduti ipso jure dalla carica di consiglieri comunali.

Quindi in forza del combinato disposto dell’art. 141 TUEL e art 65 e 69 della L. 56/2014 si deve ritenere che verificatosi l’effetto dissolutorio del Consiglio Comunale di Andria, per mancata approvazione del bilancio di previsione, il Sindaco e i consiglieri sono ipso iure decaduti con effetto immediato rispettivamente dalle cariche di Presidente e Consiglieri della Provincia, così come affermato da numerose sentenze del Consiglio di Stato e dalla circolare n. 1/2014 del Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie ove ha esplicitamente chiarito ed affermatola decadenza solo ove perdessero (i Presidenti di Provincia) i requisiti di Sindaco.

Tra l’altro la questione della doppia decadenza per il sindaco-presidente di Provincia in caso di scioglimento del consiglio comunale è stata portata dinanzi al Giudice amministrativo (Consiglio di Stato sent. n. 4227/2017) il quale dopo aver ripercorso il quadro normativo di riferimento di cui all’art. 141 TUEL e art. 69 della legge 56/2017, ha ritenuto che il verificarsi dell’effetto dissolutorio del consiglio comunale, nelle ipotesi di cui all’art. 141 (nel caso di specie ipotesi di cui all’art. 141, comma 1, lettera c) determina ipso jure la decadenza immediata dalla carica di Presidente della Provincia.La medesima sentenza ha affermato, ancora una volta, che non si possono fare alchimie quando le norme di legge, che regolano il funzionamento degli organi amministrativi, sono di inaudita chiarezza, come nel caso dell’ipotesi contenuta nell’art. 141 TUEL.

Tale pacifico orientamento è stato da ultimo seguito dalla Provincia di Brindisi che con deliberazione di consiglio provinciale del 27.02.2019 n. PRCAG/2/2019, prendendo atto del Decreto Prefettizio emanato in data 07.02.2019, con il quale è stata disposta la sospensione del Consiglio Comunale di Ostuni, con contestuale nomina di un Commissario Prefettizio per la provvisoria amministrazione del Comune medesimo, ha proceduto alla surroga immediata del consigliere provinciale decaduto dalla carica di consigliere comunale (tra le altre v. anche la delibera del Consiglio Provinciale di Latina del 12.02.2018 n. 2).

Quindi confidando nel principio di buona fede, efficienza ed efficacia dell’azione amministrativa si invitano gli organi in indirizzo ad attivare con celerità tutte le procedure tese al ripristino del plenum del consiglio provinciale tanto alla luce del pacifico orientamento della giurisprudenza amministrativa rigorosamente applicata dalle amministrazioni provinciali.

Andria, li 13/05/2019



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