Le dichiarazioni

Archimede, Ventafridda: «L’Istituto strumentalizzato ai fini di mera propaganda politica»

«L’Archimede ha sempre occupato solo il 30% dell’intero stabile, subendo l’assenza di qualsivoglia manutenzione, nonostante le continue e circostanziate richieste di intervento alle Istituzioni competenti»

Politica
Andria giovedì 28 maggio 2020
di La Redazione
La Dirigente Anna Ventafridda
La Dirigente Anna Ventafridda © nc

Riceviamo e pubblichiamo la replica della dirigente scolastica dell'Ipsia Archimede in merito all'articolo pubblicato in data del 27 maggio in cui l'avv. Di Pilato denuncia gli sprechi di denaro pubblico per il fitto oneroso della struttura di via Barletta:

«L’Ipsia Archimede viene citato inopportunamente in un video presente sui social e in testate giornalistiche di interesse locale in cui chi scrive pare voglia evidenziare l’esosità del canone di locazione dello stabile in cui è allocato detto Istituto a seguito di un contratto tra provincia BAT e un soggetto privato, contratto stipulato nell’assoluta estraneità degli attuali occupanti.

È opportuno precisare che tale contratto di locazione è attivo da circa un ventennio, acceso a beneficio di tre diverse Istituzioni scolastiche, due delle quali, solo recentemente, hanno liberato la parte di immobile rispettivamente occupata.

L’Archimede ha sempre occupato solo il 30% dell’intero stabile, subendo l’assenza di qualsivoglia manutenzione, nonostante le continue e circostanziate richieste di intervento alle Istituzioni competenti.

Inevitabile, poi, il dubbio che la lettera anonima a cui si allude nel video e negli articoli sopra richiamati, giunta proprio in concomitanza degli eventi lì annunciati sia strumentale al perseguimento di fini personali di qualcuno.

In prossimità della consultazione per il rinnovo del Consiglio comunale infatti, trovo assai biasimevole che oggi l’Istituto venga strumentalizzato ai fini di mera propaganda politica in una contesa nella quale non si intende essere trascinati, avendo avuto negli anni contatti esclusivamente istituzionali e trasparenti.

Chi si propone come paladino della verità, infine, candidandosi peraltro alla guida di una città, non dovrebbe diffondere notizie tratte da lettere anonime, nel rispetto dell’articolo 333 del codice di procedura penale (che vieta l’utilizzo di fonti anonime) e in spregio di ogni principio etico e deontologico».

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