​La scommessa democratica

Veleggiamo ormai ad Andria verso le trenta liste: dateci qualche elemento di razionalità

Le nostre elezioni amministrative questa volta sono drammaticamente serie e mi piacerebbe che i candidati sindaci scegliessero una comunicazione serena e razionale, senza claque o rumori di fondo

Politica
Andria sabato 08 agosto 2020
di Vincenzo D'Avanzo
Andria - panorama con campanile di San Domenico e Torre dell'orologio
Andria - panorama con campanile di San Domenico e Torre dell'orologio © Mirella Caldarone

Conosco bene (almeno credo) i cinque candidati sindaci, la loro storia, la loro collocazione politica, passata e presente. Da quando il falso ciclone del 1993 ha travolto i partiti organizzati democraticamente, Andria, come in Italia, non ha più avuto leaders, nel senso di capi di una gerarchia che si esprimeva democraticamente dalla sezione locale fino ai vertici anche nazionali. Ora lo schema democratico si è rovesciato: qualcuno si autoproclama capo e si organizza alla ricerca di una base. Questo ragionamento ovviamente non è generalizzabile, ma lo schema sostanzialmente è questo (veleggiamo ormai ad Andria verso le trenta liste e quindi dobbiamo immaginare un migliaio di candidati a contendersi quello che poi è solo uno strapuntino: infatti il consigliere comunale non ha più il "potere" di una volta). Per questa ragione approfitto dei social per seguire tutte le manifestazioni dei singoli candidati e devo dire che è apprezzabile la fatica che essi mettono in campo per distinguersi uno dall'altro. È per ora solo una distinzione retorica perché i temi veri, quelli che incidono sulla vita quotidiana dei singoli e della collettività, non sono stati ancora affrontati. Chi segue le trasmissioni politiche in televisione nota che nello studio tra gli spettatori c'è una figura singolare: è colui che ogni minuto circa invita all'applauso. Poveretto non è in grado di seguire i ragionamenti che si svolgono per cui la stessa gente applaude un oratore e poi il suo avversario, e non sempre l'applauso scatta al momento opportuno. Ecco la stessa cosa sta succedendo nei comizi e nelle manifestazioni nostrane: a ogni affermazione parte un boato di voci e di applausi spesso in contraddizione con quello che l'oratore afferma.

Le nostre elezioni amministrative questa volta sono drammaticamente serie e mi piacerebbe che i candidati sindaci scegliessero una comunicazione serena e razionale, senza claque o rumori di fondo. Il popolo deve prima capire se andare a votare: il dramma più serio. In molti sostengo “questa volta a San Riccardo vado fuori e alla cabina non mi vedranno, tanto son tutti uguali”. Bisogna poi capire perché e per chi andare a votare. Io ho imparato a fare i comizi da Almirante prima e poi da Moro. L'indirizzo di Almirante me lo diede il dott. Calvi, dentista, dal leader missino imparai a parlare a braccio. Devi guardare quelli che ti stanno di fronte oltre la claque: ti accorgi se ti seguono e soprattutto ti suggeriscono le parole. Con Moro fui autodidatta. La prima domanda la feci a mio padre dopo il primo comizio in piazza Catuma: parlava cosi difficile e gli chiesi come mai i braccianti capivano lo stesso? Mio padre rispose: «Perché parla dei problemi della gente, quelli veri di ogni giorno». Ad un comizio che ho seguito sui social ho notato l'oratore gridare troppo (segno di debolezza) e farfugliare parecchio che può essere emozione ma anche carenza di concetti da esprimere.

Ecco, signori candidati: vi voglio bene tutti per il coraggio che manifestate - l'avessero avuto anche tanti professionisti che amano vivere con le mani in tasca - ma la prova elettorale si supera con le idee, i progetti quelli realizzabili, quelli che toccano anche il marciapiede sporco, le buche nelle strade, per salire fino ai sogni di cambiamento o trasformazione, passando per le categorie socialmente deboli che non vanno umiliati con l'assistenza ma integrati con i servizi sociali. Con Michele Vitti ci provammo nel 1986 quando "cambiammo" l'assessorato “all'assistenza” in assessorato ai “Servizi sociali”, e fu una piccola rivoluzione. Silenziosa.

Noi vogliamo scommettere sul futuro, dateci qualche elemento di razionalità.

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I commenti degli utenti
  • MICHELE TEDESCO ha scritto il 09 agosto 2020 alle 05:54 :

    Vincenzo come al solito la tua analisi è corretta e profonda, possiamo solo sperare in una giovane ondata di vera politica con rappresentanti all'altezza! Rispondi a MICHELE TEDESCO

  • Dago ha scritto il 08 agosto 2020 alle 09:04 :

    Uno vuole fare il sottopasso a via Bisceglie gli altri vanno a fare promesse agli abitanti del quartiere San Valentino poi sono tornati in auge quelli che,"dammi il voto che poi a te ci penso io,"quelli dei 5s che si vantano sempre del reddito di cittadinanza e nessuno vuole più lavorare. Per togliermi di torno in tipo,gli ho promesso il voto, voleva nome cognome indirizzo e numero del seggio dove vado a votare...Parlano tutti di rinnovare e cambiare,ma in fondo....NON CAMBIA MAI NIENTE 👳😷😷😷😷😷 Rispondi a Dago

  • Leonebiancazzurro ha scritto il 08 agosto 2020 alle 07:50 :

    Anch'io ho trovato squallido l'attacco nei confronti di una persona che qualche settimana fa era un rappresentante di peso del proprio schieramento. Condivido il suo articolo Rispondi a Leonebiancazzurro