La nota

Elezioni: nella storia tante buone intenzioni che si perdono il giorno dopo le votazioni

Le cronache e le voci, ancora oggi, ci raccontano di piroccole e pungicchi che si promettono per i più deboli, molto più sottili e pericolosi per il futuro della Città e della Nazione

Politica
Andria martedì 15 settembre 2020
di Aldo Tota
Elezioni comunali
Elezioni comunali © n.c.

La storia delle elezioni a qualsiasi livello è lastricata di buone intenzioni che si perdono strada facendo nella nebbia degli interessi e dei soliti compromessisalvapoltrone.

Già nella antica Roma erano in uso i mezzi più spregiudicati per assicurarsi i consensi. Narrano le cronache dell’epoca di aspiranti alle cariche pubbliche che, oltre alle normali operazioni di propaganda, nel Foro effettuavano vere e proprie compravendite di voti,o promettevano in cambio banchetti, favori e altri benefici.

Intrallazzi e compravendite che erano tollerati anche nelle epoche successive; si pensi alla Repubblica Veneta che aveva un cortile del Palazzo Ducale nel quale si svolgevano le trattative tra elettori e candidati alla carica di senatore. Il cortile chiamato brolio, ha poi dato il nome di broglio agli affari sporchi elettorali. E più recentemente nei primi anni dell‘Unità, oltre ai funzionari statali che operavano da veri e propri galoppini del Partito di Governo, c’erano i mazzieri (uomini assoldati dalla malavita per condizionare il voto) che armati di piroccole (simili a manganelli) e pungicchi (pugnali di legno duro) si mettevano in azione. Nell’Italia meridionale, poi, nel secondo dopoguerra si radica sempre più il voto di scambio e il clientelismo, realizzati spesso con una politica di importanti provvedimenti mirati a soddisfare grandi interessi privati e la disponibilità di un vasto bacino di voti.

Ma ora in quest’epoca che si vanta di essere notevolmente evoluta,dopo tante lotte, esperienze negative, dopo tanti sacrifici umani nel segno della democrazia e della legalità, dopo gli insegnamenti di uomini grandi negli ideali e nei fatti, i condizionamenti alle libere votazioni non sarebbero dovuti esistere nelle attuali dimensioni. Eppure le cronache e le voci, ancora oggi, ci raccontano di piroccole e pungicchi che si promettono per i più deboli, molto più sottili e pericolosi per il futuro della Città e della Nazione.

Venti liste per evidenziare l’accalcarsi di pretendenti al posto in Consiglio Comunale di Andria e poi chissà che altro dopo! Ciò nonostante in questa tornata elettorale, non si registrano grandi novità o partecipazioni della società civile particolarmente interessanti: molte verginità ricostruite e diversi cambi di maglia cui ormai sempre più frequentemente la politica ci ha abituati negli ultimi anni. Venti liste e tanti candidati che speriamo almeno in parte siano animati da buoni propositi per riportare la Città ad un decoroso livello di amministrazione, dopo le ultime stagioni, non certo esaltanti, conclusesi con il rischio del dissesto. Forti interessi e tanti soldi che circolano, fanno temere che non ci sia più tanta fiducia nella politica e nel futuro di questa Città; e lo si percepisce parlando con la gente. Molta rassegnazione e un lasciarsi andare al solito giro di promesse, di amicizie e parentele, di favori fatti e promessi, salvo poi il giorno dopo lamentarsi di come vanno le cose in Città.

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I commenti degli utenti
  • Domenico Matera ha scritto il 15 settembre 2020 alle 09:21 :

    Mi stupirei del contrario,,, non è la prima volta che volano buone intenzioni tutte le parti,,, Cambiano i ministri ma no la minestra!!! Come dice una canzone!! Rispondi a Domenico Matera

    Imma Berardino ha scritto il 15 settembre 2020 alle 19:24 :

    Come si dice conta il pensiero... Rispondi a Imma Berardino