La denuncia

Invasione di parrocchetti monaci, Fareambiente: «Pericolo per cittadini ed ecosistema»

Miscioscia: «Una minaccia che potrebbe determinare conseguenze devastanti anche per le ripercussioni sull’avifauna autoctona (passeri, merli, pettirossi e usignoli)»

Andria lunedì 07 settembre 2020
di la redazione
Pappagalli verdi
Pappagalli verdi © Coldiretti Puglia

«L’allarme lanciato dalla Coldiretti Puglia sull’invasione di una specie dell’avifauna “aliena” individuata nei pappagalli meglio identificati come “parrocchetti monaci” e/o “parrocchetti dal collare”, non può e non deve essere sottovalutato non solo per i danni che provocano alle produzioni agricole mandorlicola e frutticola ma anche per la minaccia che rappresentano per il nostro eco-sistema ambientale locale oltre che per la sicurezza e la stessa salute dei cittadini per via non solo del pericolo rappresentato dai loro nidi che arrivano a pesare fino a 150 kg. con un diametro di un metro che potrebbero crollare al suolo sotto il loro stesso peso, ma anche per le malattie che possono trasmettere agli uomini come la psittacosi (malattia infettiva), l’influenza aviaria o la salmonellosi» ha dichiarato il coordinatore di Fare Ambiente Benedetto Miscioscia.

«Una minaccia che potrebbe determinare conseguenze devastanti anche per le ripercussioni sull’avifauna autoctona (passeri, merli, pettirossi e usignoli) e portare alla sua estinzione a causa della pericolosa e impari competizione innescata. Insomma, un vero e proprio pericolo per il nostro ecosistema naturale e per la nostra salute che non va sottovalutato e che le istituzioni preposte hanno il dovere di prendere urgentemente in considerazione.

Infatti il parrocchetto monaco, originario dell’America meridionale, unitamente a quello del collare, originario dell’Africa, sono le uniche specie esotiche a carattere invasivo stabilmente nidificate in Italia che preoccupa anche per la velocità impressionante con la quale si riproducono. Specie peraltro la cui introduzione è vietata in Europa dal 2007.

Insomma – ha concluso Miscioscia - un’invasione di specie “aliene” che non appartengono al nostro naturale Habitat che va assolutamente fermata e/o ridimensionata di cui la nostra Regione deve prendere in seria e doverosa considerazione, prima che si perda completamente e pericolosamente il controllo».

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I commenti degli utenti
  • Indignato ha scritto il 14 settembre 2020 alle 14:00 :

    Uccideteli tutti. È questo che vuol dire il miscioscia Rispondi a Indignato

  • Anna di ha scritto il 09 settembre 2020 alle 07:11 :

    Sono animali docili e allegri a differenza di piccioni e gabbiani che ormai hanno invaso le città 😰. Le malattie sono potenzialmente trasmissibili all'uomo da tutti gli animali. Smettiamola con questi titoli acchiappa like, piuttosto evidenziate il timore degli agricoltori e basta. Rispondi a Anna di

  • Rudy ha scritto il 09 settembre 2020 alle 00:30 :

    Sono parrocchetti dal collare. Non monaci quelli in foto e non sono dannosi Rispondi a Rudy

  • Non mettero ha scritto il 08 settembre 2020 alle 21:09 :

    I parrocchetti non hanno fatto gniente di male siete andati a catturarlo da una parte e portati qui per uccidere i piccioni e vantando eme adesso ne parlate come se fosse stata un'altra persona come cazzo lì avete portati lì rimandate regalatevi alla gente e nn uccideteli Rispondi a Non mettero

  • piero arpaia ha scritto il 07 settembre 2020 alle 19:37 :

    I parrocchetti sono stanziali in Andalusia e al di là del gran casino che fanno, nessuno si è mai lamentato in Spagna della loro presenza, nessun problema poi per la fauna locale e per l'agricoltura...... E allora??? Rispondi a piero arpaia

  • Stl ❤ ha scritto il 07 settembre 2020 alle 10:15 :

    Nel giardino della scuola Cafaro quanti ne vedevamo e sentivamo ogni giorno. .. Rispondi a Stl ❤