L'intervista

Continua a macinare ruoli in tv, a teatro e al cinema: a tu per tu con Agata Paradiso

Una conversazione sul presente e sul futuro dello spettacolo, mentre arrivano parti in "Lolita Lobosco" con Luisa Ranieri, “Fino all’ultimo battito” con Bianca Guaccero, “Upside down” con Fabio Troiano, produzioni Netflix

Spettacolo
Andria giovedì 25 febbraio 2021
di La Redazione
Continua a macinare ruoli in tv, a teatro e al cinema: a tu per tu con Agata Paradiso
Continua a macinare ruoli in tv, a teatro e al cinema: a tu per tu con Agata Paradiso © n.c.

Il mondo dello spettacolo è in forte crisi – come accade a tanti altri settori economici e culturali – a causa delle restrizioni dettate dalla pandemia in corso. Ma la fiamma della passione negli artisti non si spegne, nonostante tutto, e porta a ottimi risultati anche a livello locale.

Tra le attrici andriesi, spiccano la zazzera di ricci e le lentiggini di Agata Paradiso, appassionata di cinema, teatro, e televisione. Dal 2010 ha iniziato a studiare e a mettersi in gioco: «Entrai in una libreria e i miei occhi caddero su una locandina che promuoveva un laboratorio teatrale per adulti. Decisi di partecipare. Da lì è partito tutto»

È partita la voglia di recitare e la scoperta di Agata della sua essenza: «Il motore, la spinta e l’incontro che mi ha cambiato l’esistenza. Nel frattempo studiavo, ho una laurea in Scienze della Formazione ed una tesi sperimentale in “Teatro come strumento di riabilitazione sociale”.  Dal punto di vista teatrale nel 2013, assieme a Michele Ruta scriviamo il cortometraggio “Quello che resta”, l’anno successivo scrivo lo spettacolo “Sogno o son io” occupandomi anche della regia. Parte dunque l’esperienza con il cinema attraverso il lungometraggio “Nuns” per la regia di Giovanni Aloisio e nel 2017 arriva il “Mudù” con Uccio De Santis e la sua allegra compagnia». In questi tre anni si sono susseguite comparsate in tv (Forum, ad esempio); presentazione di eventi regionali, pubblicità, videoclip. «Nel mese di Luglio ho coronato un sogno: condividere il palcoscenico con un mostro sacro della regia, Ferzan Ozpetek in occasione della presentazione del suo libro “Come un respiro”».

Arriviamo ai giorni nostri quando, con una pandemia in corso, e tanta voglia di riscatto nonostante il tempo non permetta grandi cose dal punto di vista culturale e di spettacolo, Agata non si dà per vinta: da settembre è all’interno del laboratorio/compagnia di Vito Signorile presso il teatro Abeliano di Bari. Arrivano anche le comparse nella fiction “Lolita Lobosco” con Luisa Ranieri e “Fino all’ultimo battito” con Bianca Guaccero, Marco Bocci e Violante Placido, e poi il film “Upside down” con Fabio Troiano. Comparse di tutto rispetto accanto a volti noti del piccolo schermo. A giorni esce anche su Netflix “Quella sporca sacca nera”, una serie tv Western italo-americana per Netflix, a cui Agata ha preso parte.

«La pandemia ha messo tutto in discussione, anche gli obiettivi che ci eravamo posti e i modi per raggiungerli. Il virus può bloccare i corpi, i loro movimenti, ma non può fermare le idee, le propensioni, le passioni e i desideri che scalpitano ancor di più quando li tieni chiusi. Auspico che di tutto questo parlare e desiderare ci si ricordi poi quando la normalità tornerà e che possa diventare “normale” anche ciò che prima non lo era, come avere uno spazio adeguato: un teatro. È bello entrare in un teatro fatto a teatro. L’attore ha bisogno di pubblico, dello spazio scenico, e non basta la sola fantasia. Ha bisogno di quinte, di un sipario, di una galleria, di un camerino… Ricordiamocelo quando torneremo alla tanto bramata quotidianità perché non si può fare un Netflix della cultura. Il teatro on line esiste ma non deve resistere… è, oggi, solo sopravvivenza».

  

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