I dettagli

I “Mephitis” cercano adepti: crowdfunding per pubblicare il primo Ep

Cuore pulsante del progetto musicale è Davide Roberto, percussionista andriese, che si è esibito anche per la popstar Madonna

Spettacolo
Andria martedì 22 gennaio 2019
di La Redazione
Davide Roberto
Davide Roberto © n.c.

Musica e parole, una messa in onore della Dea Mefite: sax, percussioni, basso, contrabbasso e chitarre, quattro musicisti, o meglio, quattro adepti che con brani di radice Worldmusic fortemente impregnati da sonorità jazz, vi accompagneranno per mano dentro la bocca degli inferi: la Valle d’Ansanto nella verde Irpinia, tra culto e leggenda.

“Est locus Italiae medio sub montibus altis, nobilis et fama multis memoratus in oris, Amsancti valles”

“C’è un posto nel mezzo dell’Italia sotto alti monti, nobile e celebrato per fama in molte contrade, la valle di Ansanto”

Publio Virgilio Marone.

Il progetto “Mephitis – Piccola Raccolta di Brani Mortali” nasce dalla necessita di raccontare una storia, quella della Mefite della Valle d’Ansanto. Poco conosciuta ai più, questa valle si trova nell’irpinia del Nord vicino all’epicentro del terremoto che devastò quel territorio negli anni ’80. Una valle pluricitata da molti autori Latini, uno su tutti Virgilio che nell’Eneide la descrive come la bocca dell’inferno per via di questioni politiche legate alla popolazione che in quei tempi occupava quelle terre: i Sanniti. Ma cos’è davvero la valle della Mefite? 
Una solfatara, o quasi. In mezzo al fitto verde dell’irpinia si sprofonda nel bianco cenere della valle dove la pioggia, le esalazioni tossiche e il terreno fortemente argilloso hanno dato vita a queste pozze bullicanti.

La leggenda vuole che la dea Mefite, un tempo divinità protettrice e simbolo di fertilità, si trasformi in uno spirito malefico. Fin dall’antichità l’acqua della Valle è stata utilizzata per curare ogni genere di malattia e di epidemia come rimedio magico e divino.

Per poter beneficiare di quest’acqua miracolosa bisogna scendere nella valle, dove sia per la conformazione geologica, sia per le esalazioni tossiche è davvero pericoloso addentrarsi. Si rischia la morte in meno di mezz’ora. «Un dualismo che ci ha subito affascinati- raccontano i Mephitis-. Come può un posto essere così mortale e così benefico allo stesso tempo?»

Il culto della dea durò circa mille anni e ancora oggi è diffusa la convinzione che, nei pressi della Mefite, si aggirino demoni di orribili fattezze che si divertono a trascinare gli sfortunati viandanti nella bocca dell’inferno.

«Le pozze bullicanti non sono mai secche. Si rigenerano, sempre. Fin quando gli animali andranno a dormire ai piedi della Dea, essa non smetterà mai di piangere la maledizione che l'affligge. Una solitudine beffarda e infame quella di Xoanon, la donna che soffocava i suoi affetti nel suo stesso pianto».

“Mephitis”sarà un EP, appunto una “Piccola Raccolta di Brani Mortali”.
Abbiamo immaginato di raccontare il mito e la leggenda attraverso la musica e le parole, la formula infatti sarà quella di una vera e propria messa in onore della dea. Lo sviluppo si sorregge su quattro brani di radice Worldmusic mista ad alcune sonorità Jazz dove le melodie la fanno da padrone. I brani saranno le preghiere e la loro voce saranno loro, i musicisti, nelle vesti di adepti della dea estranei da qualsiasi forma di giudizio. L’arduo compito del sacerdote è stato affidato ad un attore (Andrea Colangelo) che tra una preghiera e l’altra condurrà il pubblico mano nella mano a godere del sacro rito, leggendo un testo sacro scritto proprio per l’occasione da Igor Geat.

Mephitis Ensemble: 
Quattro musicisti, quattro amici, quattro adepti. Il progetto nasce da un idea di Andrea Marchesino, foggiano, chitarrista classico per studi musicista Jazz per passione. Un anno dopo il suo arrivo a Roma decide di fondare il gruppo e di pubblicare per la prima volta un suo lavoro di musiche originali affidandosi agli incontri anch’essi magici avvenuti nella Capitale.


Matteo Marseglia:
 La voce del cinghiale. Sassofonista jazz e compositore Matteo è di Anzio, una piccola città di mare vicino Roma. Viaggia e studia composizione e strumento in Germania dove acquisisce un linguaggio prettamente jazzistico senza abbandonare mai la sua passione per la WorldMusic.


Davide Roberto: Nativo di Andria, è il cuore pulsante del progetto. Si forma a Roma come Percussionista, approcciando a vari stili della World Music. Grazie al percorso di studi in Etnomusicologia si avvicina al repertorio di musica tradizionale pugliese e del centro sud Italia con una tesi di laurea inerente il tamburello italiano. Negli anni approfondisce la passione per il ritmo incontrando molti stili differenti di musica etnica dal klezmer alla musica popolare Brasiliana.


Giovanni Scamardella:
 Bassista e Contrabbassista, Giovanni è il più piccolo della banda ma dotato di un grandissimo istinto musicale. Napoletano verace, figlio di liutaio, cresciuto a pane e musica popolare. Da pochi anni studia Jazz a Roma dove in poco tempo ha iniziato a collezionare una considerevole serie di concerti nella capitale.

Per poter pubblicare il loro primo EP, hanno deciso di iniziare una Campagna di "Crowdfunding su “Produzioni dal Basso”, una piattaforma funzionale e trasparente. L’obiettivo è raccogliere 5.000,00 euro, non sono soldi donati a fondo perduto, ogni cifra elargita dà la possibilità di ottenere una ricompensa:

- con una donazione di 10 euro, una copia del disco Mephitis - Piccola Raccolta di Brani Mortali (consegna a mano o con corriere non inclusa);

- con una donazione di 50 euro, cinque copie del disco Mephitis - Piccola Raccolta di Brani Mortali (consegna a mano o con corriere non inclusa);

- con una donazione di 100 euro, dieci copie del disco Mephitis - Piccola Raccolta di Brani Mortali(consegna a mano o con corriere non inclusa);

- con una donazione di 300 euro, coproduzione del disco ed inserimento del proprio logo sulla copertina;

- con una donazione di 500 euro, House Concert: i Mephitis si esibiranno live direttamente in casa vostra;

- con una donazione di 1.000 euro, presentazione in Teatro del disco con la voce narrante di Andrea Colangelo.

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