Aiazzone: mobili mai consegnati, vittoria in appello

La finanziaria continuava a pretendere il pagamento anche se i mobili non erano mai stati consegnati: “Venditore e finanziaria intrinsecamente legati”

Laura Maria Pia Tota Note su "I diritti di noi tutti"
Andria - venerdì 30 marzo 2018
vittoria in Appello
vittoria in Appello © n.c.

Nel 2002 un consumatore aveva acquistato dalla società Aiazzone l’arredamento di una camera da letto in vista del matrimonio della figlia per il prezzo di 4.500 €, stipulando, contestualmente e su proposta dello stesso venditore, un contratto di finanziamento per poter versare l’importo a rate alla finanziaria. I mobili acquistati, però, non erano mai stati consegnati e, nel frattempo la finanziaria continuava a pretendere il pagamento delle rate avendo già versato il totale al venditore, il quale, come è noto, aveva chiuso tutti gli stabilimenti in Italia e trasferito la sede in Israele.

L’ITER GIUDIZIARIO – In primo grado il Tribunale di Catania aveva dato parzialmente ragione al consumatore, condannando la inadempiente Aiazzone a restituire il prezzo, ma ritenendo comunque l’acquirente vincolato nei confronti della finanziaria, cui dovevano pure pagarsi le spese processuali. Il consumatore aveva proposto appello invocando i principi frattanto sanciti dalla Corte di Giustizia Europea la quale si era autorevolmente espressa in favore del consumatore riconoscendo in questi casi il diritto di procedere contro il finanziatore in caso di mancata o inesatta esecuzione delle obbligazioni da parte del fornitore del bene o del servizio (ovviamente quando l’importo finanziato viene erogato direttamente al venditore) al fine di ottenere la risoluzione del contratto di credito. Nei giorni scorsi, la Corte di Appello di Catania, ha fatto proprio il suddetto principio, nel frattempo confermato in Italia anche dalla Corte di Cassazione ritenendo “indubbia l’interdipendenza tra il predetto contratto e quello di compravendita […] non può che costituire la causa dell’intera operazione, tanto vero che Aiazzone S.p.A. è direttamente intervenuta nella stesura del contratto …”.

IL PRINCIPIO FISSATO IN APPELLO – Il contratto di vendita e quello di finanziamento sono intrinsecamente collegati e danno luogo ad un unico rapporto (stanno e cadono insieme). Se il venditore e il finanziatore vanno “a braccetto” quando vengono proposti allettanti acquisti in comode rate, devono sopportare insieme anche le conseguenze quando qualcosa va storto. Ciò si verifica anche quando il bene venduto presenta dei vizi o difformità. L’applicazione dei suddetti principi, oltre al profilo economico, tutela il consumatore per quanto riguarda l’iscrizione negli elenchi dei cattivi pagatori o nei confronti dei famigerati “recupero crediti”.

<<Con tale pronuncia – afferma l’avv. Laura Maria Pia Tota, responsabile di Confconsumatori Andria Barletta Trani - si rafforzano sempre di più le tutele a favore dei consumatori ed utenti, atteso che questa sentenza della Corte di Appello è solo una delle diverse pronunce emesse in questo settore, spesso oggetto di contenziosi civili per vicende come quella rappresentata>>.

Per informazioni, si può contattare la Confconsumatori Andria BT, con sede ad Andria alla via Firenze 37 (email: andriaconfconsuma@libero.it ; tel. 331-9758586 ; 324-9913773 ).

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