Bambini Gifted

Il “dono” dell’iperdotazione cognitiva

Studio Propsy ​Penso, Reagisco, Ottengo
Andria - venerdì 06 aprile 2018
Bambini Gifted
Bambini Gifted © n.c.

Le ricerche condotte sulla popolazione scolastica iperdotata hanno dimostrato che l’incidenza è stimabile in un range che va dal 2% al 5%,

I bambini gifted sono “ persone che mostrano un livello eccezionale di performance, se confrontati con i loro pari, in una o più delle seguenti aree: abilità intellettiva generale, specifica attitudine scolastica, pensiero creativo, leadership, arti visive e dello spettacolo” (NAGK – UK).

Sebbene l’eterogeneità del profilo cognitivo, i bambini iperdotati hanno delle caratteristiche comuni. Si caratterizzano per la precocità negli apprendimenti, per il loro pensiero creativo, per una sorprendente curiosità per molti argomenti (inclusi concetti astratti che i coetanei faticano a comprendere), adorano le sfide intellettuali eil ruolo da leadership.

Nonostante queste incredibili capacità cognitive, possono incontrare difficoltà ad adattarsi all’ambiente scolastico sia da un punto di vista didattico che sociale. Si riscontra, inoltre, uno sviluppo disarmonico: molto avanzato e precoce da un punto di vista cognitivo, ma adeguato all’età o in ritardo da un punto di vista emotivo e/o sociale/psicomotorio. Tali disarmonie sono all’origine di frequenti difficoltà di adattamento che possono evolvere in negativo, specialmente durante l’adolescenza (es. disturbi dell’umore).

La scuola come tutela l'iperdotazione?

Contrariamente a quanto si possa immaginare, gli studenti di talento hanno “bisogni speciali”: non sempre ottengono voti alti o riescono bene in tutto ciò che viene loro proposto, a causa di perdita di motivazione, scarso impegno e/o interesse, mancanza di stimoli o di un contesto supportivo. Presentano diverse problematicità in classe: pongono resistenza nello svolgimento dei compiti per casa, o li svolgano con superficialità e disattenzione; si sentono frustrati a fronte dell’andamento della classe e della ripetitività di alcuni concetti; si ribellano alla routine e alla prevedibilità delle situazioni proposte, pongono domande imbarazzanti e si aspettano valide spiegazioni, spesso sognano a occhi aperti o monopolizzano la discussione in classe e rispondono senza attendere il proprio turno. Pertanto, si rifiutano di uniformarsi alle esigenze della classe e si oppongono al lavoro cooperativo. Infine, può essere visto come problematico il loro reagire in modo esagerato, o piangere con estrema facilità per una semplice critica.

Gli studenti che presentano un potenziale tale da superare le aspettative in varie discipline hanno la necessità di trovare insegnanti che comprendano il loro stile di apprendimento differente e adottino misure e strategie didattiche che rendano possibile la crescita e lo sviluppo del loro talento

I docenti innanzitutto devono riconoscere i diritti di questi alunni ad essere capiti e il diritto ad essere destinatari di adeguati interventi e modalità didattiche, relazionali, motivazionali.

Creare un ambiente partecipativo, sfidante che privilegi l’approccio del problem solving, predisporre materiali qualitativamente diversi (secondo il principio dal più semplice al più complesso ed elevato), in modo da offrire a ciascuno la possibilità di agganciarsi alla sua zona di sviluppo prossimale e raggiungere, di volta in volta, secondo tempi e capacità diversi, nuove conoscenze, abilità, competenze, i migliori risultati rapportati alle proprie potenzialità.

Offrire spazio alla creatività,, animare il pensiero critico, praticare la metariflessione e l’autovalutazione.

Insegnare la resilienza al fallimento e la costruzione di un pensiero positivo su se stessi, attraverso il riconoscimento e l’accettazione dei propri limiti come delle proprie potenzialità.

“Cosa prova un bambino prodigio?”

“Non ti senti superiore agli altri, anzi, ti senti strano, diverso, fuori luogo... e non sai perché. Essere un bambino prodigio è un'arma a doppio taglio. Poter vedere il mondo da questa prospettiva è meraviglioso, ma anche pericoloso, come camminare sull'orlo di un abisso.”

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