Le Basiliche e le chiese di Puglia

Luoghi urbani della vita e dello spirito nella città contemporanea

Domenico Tangaro Capire la Puglia
Andria - venerdì 20 aprile 2018

la Basilica di San Nicola

Tour all'interno di una delle basiliche più caratteristiche di Puglia
La basilica di San Nicola
La basilica di San Nicola © n. c.

In Puglia, dall’anno 1000 d.C. in poi, l’architettura ha vissuto una vera stagione filosofico-culturale.

L’esempio più visibile di tale fermento sono le basiliche, cattedrali e chiese che, ancora oggi, costellano tutta la regione.

I motivi che crearono questa condizione sociale sono leggibili in due elementi costitutivi; uno politico-religioso, l’altro etico-sociale: la stabilità del governo del territorio, sotto il dominio dei Normanni prima e degli Svevi più tardi, garantivano sicurezza ambientale agli abitanti nello sviluppo degli scambi commerciali sia terrestri, attraverso le poche strade, che marini per tramite dei numerosi porti, a supporto, soprattutto, dell’attività agricola messa in atto sul vasto territorio bonificato.

I piccoli borghi e le poche città capoluogo crearono intorno a se, sia la gestione del territorio rurale sia la definizione dei centri urbani più importanti di Puglia costruendo, a fianco o a poca distanza dagli edifici del potere politico e militare, basiliche, cattedrali e chiese consacrate alla religione cattolica.

A guardarli bene, i borghi e le città di Puglia, oltre ad essere ricche di basiche e cattedrali hanno, nei centri urbani sia storici che contemporanei, una fitta presenza di chiese che definiscono, a loro volta, i territori urbani delle parrocchie gestite tutt’oggi dai parroci; ampie aree urbane assimilabili a quartieri densamente abitati, delimitati da strade ed edifici; veri poli di riferimento cittadino e religioso.

Questa valutazione storico-urbanistica-architettonica descrive e disegna la forza di coesione dei centri urbani e dei luoghi abitati, i quali si sono definiti nel tempo sia con la presenza degli edifici ad uso abitativo, ma anche e soprattutto, con la presenza, al centro di essi, di basiliche, cattedrali e chiese; tutti luoghi per lo spirito che hanno disegnato contestualmente, anche l’appartenenza ai ceti economici, sociali e culturali.

Il disegno urbanistico, dunque, è fortemente legato all’importanza economico-sociale, dimostrata attraverso la presenza e le adiacenze tra i palazzi signorili, le abitazioni popolari e i luoghi di culto nei borghi, nelle città e nel vasto territorio agricolo, ricco di chiese rupestri, abbazie, basiliche, cattedrali e chiese urbane, che delineano una antica dimensione culturale sia nelle alte sfere della società civile, sia nella popolazione, a cui si sommava una dimensione filosofico-spirituale che univa uomini e donne di vari livelli sociali ed economici intorno ad un’idea dell’uomo, di Dio, della vita e del suo ruolo nella società civile, supportata dall’attenzione devozionale intorno al culto dei santi.

Inoltre, la presenza nei borghi e nelle città di basiliche, cattedrali e chiese, sono la testimonianza, nella società, di una consolidata consapevolezza della necessità di spiritualità nell’uomo, oltre alla materialità della vita quotidiana. Una spiritualità, che si è consolidata nel tempo in tutti i livelli sociali e che ha permesso una coesione sociale e una condivisione d’intenti, modellando profondamente le forme delle città, con la presenza in essa, assidua e costante sul territorio, dei luoghi di culto e dello spirito.

Si percepisce una forza urbanistica aggregatrice delle basiliche, delle chiese e dei luoghi parrocchiali tanto da definire, in molti casi, identità urbane precise e forti; coesioni urbanistico- sociali che non derivano dalla presenza di edifici o luoghi pubblici, privati e commerciali, ma soprattutto dalla presenza dei luoghi di culto, luoghi sempre aperti alla popolazione, che permettono, a chiunque, di entrare liberamente, senza filtri, con la precisa funzione di creare un luogo per concedersi una pausa di riflessione etica, sulla vita, per sé e per gli altri.

Sono luoghi dove la luce fioca, il silenzio, il rispetto, la condivisione, l’altruismo, i rapporti di relazione, costituiscono le fondamenta della loro esistenza. Valori che modellano sia le forme dell’edificio, sia le forme urbane della città e dei borghi, creando nei centri urbani di Puglia aree, intorno alle parrocchie e alle chiese, costituenti luoghi fisici e spirituali. Una necessità dell’uomo di ieri comedell’uomo di oggi che cerca, continuamente, un riferimento fisico, sociale, etico e filosofico.

Da queste considerazioni si intuisce che, la costruzione dei centri urbani e delle periferie della Puglia, non possono avvenire solo attraverso servizi, luoghi e funzioni pubbliche, ma anche e sopratutto attraverso la presenza di chiese, intorno a cui si costruiscono comunità, supportate da un sistema parrocchiale di riferimento per lo spirito e per il tempo libero come gli oratori, in stretta relazione agli abitanti, con cui si condividono una crescita comune, sostenendo l’idea che, l’uomo, vive di cose materiali ma nutre, dentro di se, anche forti spinte spirituali che ne definiscono il suo ruolo sociale, le scelte e le intuizioni per la sua vita quotidiana, in una nuova e rinnovata città contemporanea.

L’esempio più evidente in Puglia è la Basilica di Bari dove, il 9 maggio del 1087, arrivarono le reliquie di San Nicola, vescovo di Myra, trafugate dai marinai baresi. Papa Urbano II, due anni dopo, nel 1089, raggiunse la città per consacrare la cripta della basilica e per deporre le reliquie del santo in essa. Da quella data incominciò l'afflusso dei pellegrini da ogni parte del mondo e nello stesso anno, cominciò la costruzione della Basilica di San Nicola e del borgo intorno ad essa che sarà portata a termine otto anni più tardi, nel 1197, intorno a cui si è autocostruito uno dei centri storici più importanti di Puglia.

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