Specchio specchio della mia fame

Riconoscere le proprie emozioni è il primo passo per dimagrire

Addolorata Carretta Dimmi cosa (e come) mangi e ti dirò chi sei
Andria - venerdì 27 aprile 2018
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dimagrire © n.c.

Il cibo è lo specchio di quello che abbiamo dentro.

Riconoscere le proprie emozioni è il primo passo per dimagrire.

La fame non è tutta uguale ed uguale per tutti, ma cambia in base alle emozioni che viviamo.

A volte il cibo diventa il surrogato delle emozioni che viviamo o che vorremmo vivere: invece di abbandonarci all’eros ci abbandoniamo al carboidrato, o quanti litigi che non abbiamo il coraggio di affrontare e sfociano in abbuffate compulsive?

Molto diversa invece è la fame di chi sente oppresso ,dal rimpianto per occasioni perdute , dalla fame di chi col cibo si crea una zavorra che lo riaggancia alla vita reale.

Il cibo non è solo una fonte di calorie ma un porto di emozioni, un approdo di sogni, fantasie, desideri, immagini.

Il cibo è carico di significati, sul cibo proiettiamo il nostro modo di vivere. Piluccare tutto il giorno senza sosta è tipico di chi è alla ricerca di un supporto continuo, una carezza ; stare a dieta tutto il giorno e poi cedere la sera è segno di chi è molto severo con se stesso ma poi arriva il momento che crolla.

Mettiamo nel piatto tutto ciò che riequilibra il nostro stato emotivo.

Osservare la nostra fame aiuta a ripercorrere la catena delle nostre emozioni e quindi a ripartire da noi stessi come step iniziale per un programma di dimagrimento.

Le emozioni che si possono nascondere in un piatto posson dirci che abbiamo fame perché siamo arrabbiati, apatici o impotenti.

La fame da rabbia è quella più vorace che ci conduce ad abbuffate anche notturne. È quella fame che subentra per tutti quei “ NO” che nella vita non riusciamo a pronunciare nascondendo la nostra aggressività che riversiamo nel piatto.

Addentare il cibo, invece che il “nemico” diventa l’unica forma di aggressività che ci si concede.

Come affrontare questo “nemico” ? con due passaggi : accettare e accogliere il nostro pensiero cattivo o la nostra aggressività innata parte integrante di noi stessi perché negarla significherebbe aumentarne il carico e poi arrivare ad esplodere ; il secondo passo è concedersi qualche piccolo spazio di affermazione di sé, litigare spesso significa affermare il proprio io. Esplicitare : non sono d’accordo, non condivido il tuo punto di vista fa bene all’anima, reprimere ed opprimere ci potrebbero rendere solo ingombranti e grassi.

Invece quando si dice :”mi sono sistemata, tutto ok, tutto tranquillo” sopraggiunge quel ruminare cibo di continuo, quasi per tutto il giorno,per combattere la noia restando inchiodati al divano. Siamo di fronte alla fame da apatia, quella fame che sopraggiunge per coprire i vuoti, l’inerzia di una routine che ti sta stretta. La vera chiave di svolta per combattere questa fame è introdurre un piccolo cambiamento ogni giorno che spezza la malsana routine che si è creata.

Cambia una piccola abitudine e cambierai pian piano te stessa. Ma per il cambiamento ci vuole coraggio , non sappiamo cosa fare eppure qualcosa la facciamo : mangiamo, mangiamo per impotenza

Ci diamo dei piccoli premi sottoforma di dolcetti, di carboidrati. C’è sempre qualcosa di insormontabile tra chi si consola con gli zuccheri e una vita insoddisfacente. Questi si chiamano alibi. In questi casi accettare che non è il mondo a bloccarci ma solo noi stessi, è la vera mossa rivoluzionaria per rifiorire ad una nuova vita e ritrovare il peso forma.

Ogni emozione quindi è in grado di nutrire, un pianto può essere liberatorio, una discussione animata può pacificarsi e farci recuperare equilibrio anche a tavola.

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