Monopoli, guardando il centro storico verso il cielo

Nel suo centro storico, non si arriva per caso, ma per scelta

Domenico Tangaro Capire la Puglia
Andria - venerdì 25 maggio 2018

Monopoli, guardando il centro storico verso il cielo

A Monopoli, nel suo centro storico, non si arriva per caso, ma per scelta...
Monopoli
Monopoli © n.c.

A Monopoli, nel suo centro storico, non si arriva per caso, ma per scelta, superando la cortina degli edifici di basso livello costruiti negli ultimi cinquant’anni da un’ingegneria edile speculativa.

Oggi il suo centro storico è vissuto ed è densamente abitato da italiani e stranieri d’ogni nazionalità in abitazioni e palazzi, intorno alle chiese e al Castello Aragonese. È conservato con gran cura dagli abitanti, ed è ancora molto interessante sotto l’aspetto architettonico e ambientale perché si sviluppa intorno ad un piccolo porto di barche per pescatori, che s’insinua in esso come una cala della vicina Costa Merlata più a sud.

Del porto, ciò che più appare evidente è il susseguirsi dei tetti piani a terrazze alternati a cupole di chiese urbane e a campanili barocchi. È stato, agli inizi, un centro abitato Apulo vissuto intensamente in epoca Medievale e ancor prima in epoca Bizantina e Normanna; una piccola città marinara e come tale oggetto d’invasioni e di attacchi pirateschi dal mare, per la posizione geografica strategica sul Mare Adriatico tra i porti di Bari e Brindisi.

Passeggiando per i vicoli del borgo antico fatto di vie strette, arabe, concluse tra isolati e piazze piccolissime, lo spazio del cielo ritagliato tra i cornicioni e le facciate ha conservato, insieme al cielo azzurro, una sua intima identità non scalfita dal tempo nè dagli uomini contemporanei.

Infatti, seguendo i cornicioni che si stagliano verso il cielo, si percepiscono dettagli architettonici significativi che raccontano la sua storia, ossia, l’occupazione dei Veneziani e l’insediamento degli Spagnoli più tardi che ne rafforzarono le difese, segnando il suo volto architettonico sul fronte del mare con il Castello Aragonese e i Bastioni con i cannoni che, dal porto si estendono verso sud, sino alle spiagge di sabbia, tra cale e scogliere.

Il Castello sorge sul mare in prossimità del porto su una pianta poligonale che, durante la sua costruzione inglobò alcune preesistenze sul fronte del mare, come l’antica chiesa di San Nicola de Pinna; parte di un Cenobio Brasiliano e un’antica Torre difensiva di epoca Romana.

Ma l’impulso urbanistico più forte e visibilmente importante è avvenuto in età Barocca con il rifacimento di antiche chiese come la Cattedrale, fondata all’inizio del XII secolo, ma di fatto ricostruita tra il XII e il XIII secolo.

È uno degli esempi più significativi del Barocco in Terra di Bari a cui si è sommata nel Settecento, la monumentale facciata con il suo campanile scolpito in tufo, finemente lavorato a bassorilievo e la piazza, sulla quale si apre il prospetto della cattedrale, modellando una gran parete senza finestre, dimostrando la significativa potenzialità dell’architettura nell’ideazione e modellazione scultorea dei luoghi pubblici e privati di una città.

All’interno della cattedrale sono visibili e gelosamente conservati e custoditi i dipinti di Palma il Giovane e Francesco De Mura, nonché un’icona originale Bizantina del 1280 della Madonna della Madia, quest’ultima arrivata, secondo la leggenda popolare, dal mare su una zattera colma di tronchi accatastati.

Di minore importanza, coeva alla Cattedrale è la chiesa di Santa Maria degli Amalfitani eretta nel secolo XII secolo, voluto da marinai amalfitani, costruita su un insediamento rupestre, ma di fattezze architettoniche Romaniche, che si articola su tre navate chiuse da absidi perimetrali che sono ben visibili anche dall’esterno dell’edificio, ritagliata tra case di tufo bianche dei pescatori, chiese rupestri e soprattutto un cielo azzurro contro cui si stagliano tutti i tetti del centro storico di Monopoli.

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