Il pianto dei bambini migranti separati dai genitori al confine Messicano

Probabilmente non sbagliava Karl Kraus quando affermava «…confessiamo una buona volta a noi stessi che da quando l'umanità ha introdotto i diritti dell'uomo, si fa una vita da cani...»

Geremia Acri Ho un debole per i deboli
Andria - venerdì 22 giugno 2018

USA, Il pianto dei bambini migranti separati dai genitori al confine Messicano

In questo estratto dall'audio originale di circa 7 minuti, ottenuto dall'agenzia di notizie non profit ProPublica, il pianto di un gruppo di bambini - circa 10 in tutto - provenienti dall'Am
Il pianto dei bambini migranti separati dai genitori al confine Messicano
Il pianto dei bambini migranti separati dai genitori al confine Messicano © n.c.

Quello che sta accadendo in America, al confine tra Usa e Messico, è una sopraffazione disumana inammissibile nei confronti di innocenti bambini. Circa 2000 bambini separati da 1940 adulti con i quali hanno cercato di attraversare il confine. Questi dati sono riferibili al periodo che va dal 19 aprile al 31 maggio 2018, stando a quanto dichiarato da J. Hoffman, portavoce del dipartimento della sicurezza interna americana. Conseguenza diretta della linea politica di “tolleranza zero” adottata dal presidente americano Trump, che prevede l’arresto dei migranti che cercano di attraversare il confine con gli USA. Quello che si sta verificando è la sottrazione e il trasferimento dei piccoli innocenti in centri gestiti dai servizi sociali, senza nessuna chiara indicazione sulle procedure di ricongiungimento alle proprie famiglie.

L’Onu ha definito «inaccettabile e crudele» il trattamento riservato ai bambini migrati, mentre Amnesty International ha parlato di «forme di tortura». Dura condanna anche da parte di tre ex first lady. Laura Bush sul Washington Post ha definito la politica della tolleranza zero «crudele, immorale e straziante». Michelle Obama ha sottolineato che «…a volte la verità trascende il partito», mentre Hillary Clinton ha parlato di «crisi morale». Anche l’attuale first lady, Melania Trump, è intervenuta sottolineando che «…un paese deve essere governato anche col cuore».

«Sono profondamente preoccupato nel vedere sempre più situazioni in cui i rifugiati non ricevono la protezione di cui hanno bisogno e alla quale hanno diritto». Lo ha detto il segretario generale delle Nazioni Unite nel messaggio pubblicato alla vigilia della giornata internazionale del rifugiato, che si celebra il 20 giugno di ogni anno, in quello che potrebbe apparire come un riferimento alla drammatica situazione dei bambini migranti, circa 2000 di cui 100 sotto i 4 anni, separati dai genitori all’arrivo alla frontiera con gli Stati Uniti.

Molte testimonianze video fatte circolare in questi giorni mostrano piccoli profughi detenuti dietro reti metalliche, in condizioni a dir poco disumane, mentre invocano la presenza dei genitori.

Grandissima è stata ed è, negli stessi Stati Uniti, l’ondata di indignazione, in particolare dopo la diffusione delle immagini del centro di detenzione di McAllen, in Texas, dove i giovanissimi migranti latinoamericani sono stati raccolti in una struttura recintata, guardati a vista come pericolosi criminali.

"Papa, papa!".

In un audio pubblicato dall'agenzia non profit ProPublica, rimbalzato sui media mondiali, si sentono le voci e i pianti disperati di alcuni bambini, circa 10, provenienti dall'America centrale e separati dai loro genitori al confine con gli Stati Uniti. Nella registrazione a un certo punto, si sente anche un funzionario fare una battuta sui bimbi in lacrime: "Abbiamo un'orchestra qui. Quello che manca è un direttore".

In questo tempo sembra, che la soluzione sia da parte di ogni governo di firmare accordi e lasciare morire l’umanità nel suo dolore. Scelte politiche prive di ogni valore umano guidano ogni comunità e società a diventare spietati nei confronti dei deboli.

Probabilmente non sbagliava Karl Kraus quando affermava «…confessiamo una buona volta a noi stessi che da quando l'umanità ha introdotto i diritti dell'uomo, si fa una vita da cani...». Ma se quei cani cominciano ad abbaiare forse qualcosa può ancora cambiare!

Davanti a queste politiche di morte, cristiani e non devono più che mai esercitare l’obiezione di coscienza per contrastare questo dilagare iniquo di prepotenti senza ragione e senza cuore.

#restiamoumani

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