​Il Governo del “Divide et impera”

Cosa accade all'indomani dell'approvazione del decreto sicurezza

Geremia Acri Ho un debole per i deboli
Andria - venerdì 07 dicembre 2018
migranti
migranti © n.c.

Il Decreto Sicurezza è Legge. Il Governo del cambiamento a tinte giallo/verdi ha incassato lo scorso 1 dicembre il definitivo via libera per l’approvazione del decreto fortemente voluto dal Vive premier e Ministro dell’Interno Sig. Matteo Salvini, che ha blindato il provvedimento grazie anche alla doppia fiducia posta ad entrambe le Camere.

Lo stesso Ministro, ha affidato il suo commento politico ad un post su Twitter: "Troppi si sono arricchiti per troppo tempo con business dei clandestini. Con il decreto Salvini per i finti buoni dell'accoglienza la pacchia è finita. A sinistra si agitano e protestano? Bene. Abbiamo solo cominciato a rimediare al disastro causato al Paese dai loro governi".

Un decreto che ha, di fatto, tramutato in norme tutti gli slogan utilizzati in campagna elettorale dal segretario della Lega, ma che adesso rischia di generare una situazione ben più nefasta di quella che avrebbe voluto arginare.

A nulla sono valsi gli appelli e le raccomandazioni di autorevoli organi nazionali, tra cui il Consiglio Superiore della Magistratura, ed internazionali, tra cui un gruppo di esperti dell’ONU che hanno definito incostituzionale il decreto e hanno sottolineato come le nuove norme “minano fortemente i principi in materia di diritti umani, e porteranno senza dubbio a violazioni del diritto internazionale umanitario”.

Secondo gli esperti l’abolizione del permesso per motivi umanitari farà crescere esponenzialmente il numero di coloro che si ritroveranno in una situazione di irregolarità sul territorio. La stima è di almeno 130/140mila migranti che perderanno da subito il titolo di soggiorno, diventando quindi irregolari.

Che ne sarà di tutti questi uomini e donne, di cui molti neo maggiorenni, che si ritroveranno di punto in bianco senza documenti e, quindi, senza possibilità di guadagnarsi da vivere lecitamente?

Un problema che investirà, a cascata, anche coloro che nell’immediato verranno inquadrati in una delle fattispecie dei nuovi permessi di soggiorno per casi speciali. Questi titoli infatti, essendo configurati come autorizzazioni precarie di breve durata, quasi sempre non rinnovabili, produrranno ulteriormente, alla loro scadenza, irregolarità e lavoro nero.

Altrettanto disastrose le previsioni sulle ricadute economiche a carico dei Servizi Sociali e Sanitari territoriali e dei Comuni per l’assistenza ai soggetti vulnerabili, stimate dall’Anci, in termini di costi amministrativi, all’incirca in 280 milioni di euro.

In nome della sicurezza, si va dunque generando un inasprimento della disciplina del soggiorno che renderà più fragile la coesione sociale e aumenterà la presenza di persone in condizione di estremo disagio, potenzialmente coinvolgibili in attività illecite.

È triste e vergognoso, per un Paese che fa parte dei grandi del Mondo, che i propri cittadini non si sentano affatto sicuri: non per colpa dei neri, dei beige, dei mulatti ma per l’assenza di lavoro, per la precarietà del quotidiano; per le difficoltà nel conciliare lavoro e cura della famiglia.

Un Paese che conta oltre 5 milioni di persone in condizioni di povertà assoluta, uomini e donne che ogni giorno si scontrano con le fragilità del nostro welfare: con l’impossibilità di accedere alle cure sanitarie perché la pensione o lo stipendio non bastano per arrivare alla fine del mese; con i più giovani costretti a rinunciare a proseguire gli studi perché “non se lo possono permettere”, con le giovani coppie che devono far quadrare i conti per potersi concedere la gioia più grande di donare la vita.

Le proposte-soluzioni dei veri problemi quali sono? Dove sono?

Una si intravede: “Divide et impera” il migliore espediente di una tirannide o di un'autorità qualsiasi per controllare e governare un popolo è dividerlo, alimentare l’allarme sociale per distogliere l’opinione pubblica dalle vere urgenze del Paese e ottenere consensi politici senza preoccuparsi di trovare soluzioni strutturali a temi complessi.

Il testo del Decreto:

http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2018/10/04/...