Le “emo(azioni)” nel sentiero dello yoga

Un'abitudine ottima per la nostra salute emotiva

Rosa Tortora Benessere InEquilibrio
Andria - sabato 22 dicembre 2018
Le “emo(azioni)” nel sentiero dello yoga
Le “emo(azioni)” nel sentiero dello yoga © n.c.

Si è rilevato che, al variare degli stati di coscienza, come, per esempio, nella meditazione o nelle situazioni di stress, si producono variazioni misurabili a livello dei linfociti, a livello del sistema endocrino e del sistema gastrointestinale.

Cioè si sta scoprendo che il nostro organismo è un sistema - non una macchina - in cui ogni parte parla con ogni altra parte e c'è un linguaggio comune fatto di molecole chimiche e di energie, che è in grado di mettere in comunicazione ogni cellula del corpo con ogni altra e queste con l’ambiente.

Gli orientali tutto questo ce l'avevano ben presente molto prima di noi. Per le culture orientali non esiste nel modo più assoluto una netta separazione mente-corpo, per cui non stupisce che molte delle discipline di integrazione mente-corpo arrivino dall'oriente, a partire dallo Yoga.

Pertanto anche da un punto di vista fisiologico, e non solo filosofico, l’individuo dev'essere considerato in termini olistici (olos in greco significa “tutto”, “intero”). Infatti, è ormai da tempo provato che i sistemi nervoso, endocrino e immunitario comunicano tra loro. Ciò significa che la mente, le emozioni e il corpo non sono entità separate, ma interconnesse.

Inoltre le prove dell'importanza delle emozioni rispetto al benessere fisico dell'individuo aumentano costantemente.

Le tecniche di rilassamento, per esempio, portano armonia nell’individuo. I rispettivi ritmi della mente e del corpo si allineano e si unificano, creando una circolazione sintonica delle energie, fonte di benessere, che faceva esclamare agli antichi: “mens sana in corpore sano”.

Corpo e mente non sono due mondi separati, ma sono due parti, in continua influenza reciproca, di un tutt'uno: l'uomo nella sua unità somato-psichica. Da insegnante, uno dei concetti che più spesso mi trovo a chiarire a proposito dello yoga è quello che rende questa disciplina diversa dal pilates, o da ogni altra forma di attività motoria.

Se molte posizioni o molti movimenti mimano quelli delle suddette discipline, perché ci ostiniamo a insistere sul fatto che lo yoga non è ginnastica?

Perché (per fare degli esempi) lo yoga non nasce per e non mira alla tonificazione fisica e richiede al praticate ben più che copiare i movimenti dell’istruttore; coinvolge l’essere umano nella sua totalità e lo invita ad indagare le profondità del suo mondo interiore; aspira, infine, a raggiungere una consapevolezza sempre crescente di se stessi e della propria realtà.

Appare evidente che ci troviamo di fronte ad una pratica completamente diversa rispetto al corso di fitness in palestra. Una pratica che lavora su di noi, sulla nostra mente e sulle nostre emozioni.

Attenuando lo yoga delle asana, dei saluti al sole, delle pratiche più dinamiche, ci troviamo di fronte ad una disciplina che ci invita a sedere e a osservare il nostro respiro. Semplice?

Provate! Non appena avremo incrociate le gambe, chiuso gli occhi e sintonizzato la nostra attenzione sul fluire dell’atto respiratorio, vi renderete conto di quanto questo esercizio, apparentemente banale, sia intenso. Il respiro è infatti il modo più immeditato e diretto per connetterci con il nostro “dentro”, lì dove ribollono tutte le emozioni che proviamo.

Prendere coscienza delle emozioni, osservarle, imparare ad accettarle sono tutti passi di un cammino che dura una vita.

Lo yoga ci invita a distaccarci dal tumulto delle emozioni, per calmare i flussi perpetui delle modificazioni mentali.

Asana, meditazione, pranayama sono tutti strumenti che aiutano a raggiungere questa difficile meta: come possiamo scrutare il fondo del mare, se questo è turbato dalla tempesta? È indispensabile che le onde si calmino e l’acqua torni quieta e trasparente. Analogamente, così funziona per la nostra mente, costantemente agitata e fluttuante.

Siamo abituati a pensieri che saltano nella nostra mente, incessantemente; a immagini che si sovrappongono, a giudizi che in ogni istante vengono verbalizzati. Tutto questo lavorio che, come sapete, non cessa mai, può divenire logorante e ossessivo. Pertanto vi invito a prenderne coscienza e a provare delle strade che vi aiutino a sviluppare pazienza e a riprendere il fiato.

Lo yoga è una di esse, e se vi lascerete avvolgere dalla pratica, sarà un vero toccasana per il vostro stato emotivo e mentale.

Sappiamo quanto possa essere disorientante entrare in contatto con la propria interiorità in modo diretto e profondo. La proposta dello yoga, da questo punto di vista, può dirsi quasi rivoluzionaria in un mondo che ha fatto della fretta della superficialità i suoi punti cardinali.

Lo stile di vita occidentale raramente propone delle occasioni di introspezione e silenzio interiore dunque il frastuono emotivo dentro di noi, talvolta, risulta assordante.

Per questo riteniamo che, tra l’altro, la pratica yoga sia così salutare proprio per noi uomini del 21 secolo: ci offre un’occasione preziosissima di metterci in risonanza con la nostra vibrazione interna e propone una strada per connettersi alle proprie emozioni in modo lucido, fiducioso e equilibrato.