Tradimento di Stato e dei cittadini

Solo un progresso effettivo ed inclusivo, in cui ciascuno si senta partecipe attivamente di un cambiamento, può rendere attuabile l’utopia di un mondo privo di micidiali strumenti di offesa

Geremia Acri Ho un debole per i deboli
Andria - venerdì 11 gennaio 2019
Padre Alex Zanotelli
Padre Alex Zanotelli © n.c.

Il 1° gennaio la Chiesa ha celebrato la giornata mondiale della pace, il titolo del messaggio papale è stato: ‘La buona politica è al servizi della Pace’ e per l'occasione diverse voci del mondo cattolico e del mondo laico hanno lanciato appelli per denunciare le minacce alla pace che si consumano nell'indifferenza generale.

Tra queste, c'è la voce di Padre Alex Zanotelli, impegnato da sempre in prima linea a diffondere esperienze di pace in tutto il mondo ed accendere i riflettori sulle barbarie che si consumano quotidianamente a tutte le latitudini.

Il suo messaggio delinea la minaccia nucleare rappresentata dalla sfrenata corsa agli armamenti che interessa le maggiori superpotenze mondiali e sottolinea la stretta relazione tra la pace e le scelte politiche dei governanti.

Padre Zanotelli si dice particolarmente preoccupato dal trattato approvato in sede Nato dal nostro attuale Governo con cui ha dato la disponibilità a installare gli ordigni americani in Italia, come quelli che erano stati installati a Comiso negli anni ’80. Questo provvedimento è solo l'ultima mossa di una partita al rialzo fra Usa e Russia per la corsa al riarmo nucleare. Gli Usa, già con Obama e ora con Trump, hanno messo a disposizione oltre mille miliardi di dollari per modernizzare il loro arsenale atomico. La Russia sta tentando di tenere testa agli Usa cercando di avvicinarsi alla nuova potenza, la Cina, che nel 2017 ha speso ben 228 miliardi di dollari in difesa.

Per ampliare ulteriormente la propria egemonia nel vecchio continente, Trump sta sferzando i suoi alleati europei perché tutti investano in armi almeno il 2% del prodotto interno lordo. Se l’Italia obbedisse agli ordini di Trump spenderebbe cento milioni di euro al giorno in armi, già oggi ne spende 70 milioni di euro al giorno!

Si parla di cifre astronomiche, che andrebbero ad incrementare ulteriormente gli attuali numeri che già rasentano quella che potremmo definire la follia collettiva del nostro tempo: nel 2017 abbiamo raggiunto a livello planetario la cifra di 1.739 miliardi di dollari spesi in armamenti.

Infine, un appello rivolto direttamente da Padre Alex Zanotelli ai cittadini italiani, rei di restare in silenzio di fronte alle promesse elettorali dell'attuale governo, puntualmente disattese dalle azioni o, peggio, dalle omissioni messe in campo dall'esecutivo gialloverde, tra cui la non opposizione agli Usa che vogliono piazzare in Italia una settantina delle nuove bombe nucleari B61-12; il rifiuto a firmare il Trattato Onu per l’abolizione degli ordigni nucleari; la scelta di comperare altri caccia F-35, definiti oggi irrinunciabili, mentre durante la campagna elettorale erano strumenti di morte; la vendita di bombe all’Arabia Saudita che le usa per bombardare lo Yemen in violazione della legge 185/90, che vieta la vendita di armi ai paesi in guerra il movimento 5 Stelle durante la campagna elettorale ne avevano chiesto l’embargo totale.

Che le parole di pace di Padre Zanotelli riaccendano il senso di responsabilità di ciascuno di noi, come umanità, come cittadini e come Cristiani, per un impegno serio contro la folle corsa agli armamenti, soprattutto nucleari, foriera di nuove e micidiali guerre. Solo un progresso effettivo ed inclusivo, in cui ciascuno si senta partecipe attivamente di un cambiamento, può rendere attuabile l’utopia di un mondo privo di micidiali strumenti di offesa.

Un progresso che, come ricordava Papa Roncalli, S. Giovanni XXIII, nella sua enciclica "Pacem in terris", deve promuovere l’umano nella sua unità inscindibile di anima e corpo, di contemplazione e di azione, affermando che: «L’arresto agli armamenti a scopi bellici, la loro effettiva riduzione, e, a maggior ragione, la loro eliminazione sono impossibili o quasi, se nello stesso tempo non si procedesse ad un disarmo integrale; se cioè non si smontano anche gli spiriti, adoprandosi sinceramente a dissolvere, in essi, la psicosi bellica» (Lett. enc. Pacem in terris, 11 aprile 1963, 61).