Territorio turismo e cultura. Il pane quotidiano

Tra territori c’è una sfida competitiva, a chi attrae di più e a chi affascina di più il turismo e la conoscenza. Non possiamo continuare a perderla

Andria - venerdì 01 febbraio 2019
Matera
Matera © AndriaLive

Matera capitale della cultura: straordinario successo. A vedere le immagini tutti ci domandiamo: perché nel nostro territorio per il turismo è un by pass? Perché Castel del Monte e altre risorse di storiche, materiali e di cultura , che dovrebbero rappresentare la leva per lo sviluppo di qualità, sono sottoutilizzate e non generano valore economico e sociale?

Al di là delle analisi complesse, la risposta è abbastanza chiara: ogni risorsa, ogni sito, ogni operatore è solo; lo è la guida che a Castel del Monte non ha riferimenti territoriali, lo è il conduttore di BeB, il ristoratore di eccellenza, lo è il distretto rurale a Montegrosso, e così via. In una parola, territorio, cultura e turismo sono un sistema o sono marginali.

Per esempio:

1. Attorno a Castel del Monte si può organizzare un contratto di programma con il Ministero Beni culturali, gli operatori, il Parco e le istituzioni per garantire ricettività, fruizione che va di pari passo con la qualità

2. Promozione e valore dei siti territoriali (Canne, Canosa, Castel del Monte, Cattedrali e Castelli, Centri storici) devono essere un tutt’uno, come gestione, immagine, marketing

3. C’è uno spazio enorme per start up tecnologiche e gestionali per una nuova gestione dei beni culturali e territoriali: accoglienza e reti , realtà virtuale e Information Tecnology applicate alla fruizione, controllo, e conoscenza dei beni culturali e territoriali, logistica turistica, etc. Pensate a Montegrosso come albergo diffuso e una grande Hall del territorio e Paparicotta come luogo pubblico;

4. Una fondazione, o strumento equivalente, che veda insieme le intelligenze giovanili, gli operatori turistici e agroalimentari, le istituzioni per conoscere, tenere, finanziare, promuovere il sistema

Tanti ragazzi nella comunità, eroici devo dire, si misurano con le speranze e le difficoltà che questa prospettiva suscita: ci credono e ci sperano. Prima di tutto sulle loro forze e le loro intelligenze; tanti altri vanno via, perché da soli è dura e non si resiste.

Ma anche a chi ragazzo non è più spetta un compito importante. Gli sforzi di molti dimostrano che ci sono energie enormi, disperse. Matera dimostra che si può fare. A partire dalla coesione delle comunità e dal valore dei progetti. Non preoccupiamoci delle risorse finanziarie: ce ne sono e sono sprecate!

Preoccupiamoci di qualcuno che unisca, che progetti, che accompagni, invece di rimandare, impoverire e disperdere le energie.

Tra territori c’è una sfida competitiva, a chi attrae di più e a chi affascina di più il turismo e la conoscenza. Non possiamo continuare a perderla. Ne va veramente del presente (non solo del futuro della nostra terra. Come nei paesi coloniali, non basta possedere la materia prima, che c’è, eccome).

Senza una risposta di governo all'altezza dei drammi e delle sfide, anche la opportunità Turismo e Territorio svanisce: come per altro, turismo, cultura e territorio sono un bene comune, che va capito, difeso, promosso, da curare e amare con le azioni. Ho provato ad indicare alcuni punti di un progetto. Tanti altre idee sono migliori e possibili. Il compito che ci siamo dati è: non farle più soffrire di solitudine e abbandono.