Postura ed emozioni

Come la postura influenza i processi emotivi e cognitivi

Rosa Tortora Benessere InEquilibrio
Andria - venerdì 15 febbraio 2019
Postura ed emozioni
Postura ed emozioni © n.c.

La postura è un’espressione somatica e comportamentale determinata da fattori strutturali, biochimici e, psichici.I fattori strutturali vengono determinati dal modo con cui il corpo reagisce a stimoli esterni, come stare seduto, in piedi, correre, comminare. Mentre i fattori biochimici dipendono dai cambiamenti metabolici indotti dall’ambiente circostante, ovvero da attività come mangiare, bere, respirare. I fattori psichici sono le relazioni emotive che derivano dalla percezione soggettiva che ognuno ha dell’ambiente circostante (es. sensazioni, bisogni).

Tutti questi fattori si influenzano vicendevolmente, creando una reazione funzionale o disfunzionale dell’intero sistema corporeo e quindi della postura.

Faccio un esempio. Se ci sentiamo depressi e poco vitali tendiamo a respirare meno, probabilmente a mangiare di più (fattori biochimici), a fare meno movimento e a diventare più sedentari (fattori strutturali). Questo a lungo andare modificherà la postura, che diventerà gradualmente “molle” e “pigra”, caratterizzata da torace incassato e spalle chiuse verso l’interno. Questa postura, a sua volta, non farà altro che spegnerne gradualmente le energie e la vitalità, sedimentando in questo modo lo stato psico-fisico.

Invece se ci sentiamo efficienti, orgogliosi di noi stessi, tendiamo a sentirci più energici, più predisposti all’agire che al sentire. Di conseguenza la respirazione diventerà più regolare e garantirà il giusto apporto di ossigeno all’organismo, rendendolo ancora più vitale ed energico. La postura, a lungo andare, diverrà solida, ben strutturata e radicata, caratterizzata da torace gonfio (grazie a un’ampia respirazione toracica), spalle aperte e schiena dritta.

Un ruolo fondamentale spetta alla respirazione. A tal proposito studi scientifici affermano che limitando la propria assunzione di ossigeno, il corpo rallenta i processi metabolici deprimendo il proprio livello energetico e spegnendo le passioni. Quindi, limitare la respirazione riduce la naturale mobilità del corpo favorendo la formazione di tensioni muscolari. Infatti se i movimenti respiratori, che costituiscono la matrice dell’espressione emozionale, vengono bloccati a causa di condizioni emotive alterate, diventano tensioni muscolari croniche.

Dunque, le tensioni muscolari, possono essere espressioni di tensioni emotive represse, che se non trattate portano a una tensione cronica dell’intera fascia muscolare. Viceversa, tensioni muscolari croniche, a lungo termine, influenzano e stabilizzano l’emotività della persona.

Quindi possono le emozioni influenzare la nostra postura?

E’ ampiamente dimostrato dalla psicosomatica che c’è una correlazione indissolubile che collega psiche, organi, visceri e colonna vertebrale. Le situazioni che viviamo nella vita di tutti i giorni, suscitano in noi diversi tipi di emozione: rabbia, gioia, paura, disgusto, sorpresa e molto altro. Le emozioni generano una serie di cambiamenti che avvengono a livello corporeo esterno come nella mimica del nostro viso, nei toni della voce e della gestualità corporea. A seconda dell’emozione che si prova, la nostra postura cambia, perché ogni emozione è associata a particolari segnali del corpo.

Se osserviamo le nostre spalle quando siamo tristi ci rendiamo conto che esse tendono a chiudersi, il torace è incassato e la schiena si incurva. Assumendo questo tipo di postura, il nostro corpo invia al cervello un segnale ben preciso: sono depresso, sono triste.

Quando, al contrario, siamo entusiasti e felici la nostra postura è sicuramente più sicura ed aperta. L’assunzione di una posizione eretta manderà un messaggio positivo al nostro cervello che gioverà, non solo al nostro umore, ma anche al nostro livello di energia. La postura è quindi la posizione che assume il nostro corpo, attraverso la quale comunichiamo a noi stessi e agli altri il modo in cui affrontiamo il mondo e viviamo le emozioni. Approfondendo l’argomento, potremmo scoprire che c’è relazione fra indigeribilità psichica e stomaco, fra malinconia e polmoni, fra sensi di colpa ed intestino crasso, fra collera e fegato. Migliorando le probabili asimmetrie del nostro corpo e la nostra capacità respiratoria, molti degli effetti negativi causati da una cattiva postura e dai vissuti emozionali che influiscono sulla nostra vita quotidiana, miglioreranno spontaneamente grazie anche a una migliore distribuzione energetica. Questo si ripercuote in maniera positiva sull’individuo quindi possiamo dire che, così come uno stato emotivo può influenzare il nostro corpo, questo a sua volta influenza le nostre emozioni ed i nostri pensieri.

La postura può essere corretta? Si!

È sempre possibile fare un lavoro per modificare in meglio la propria posizione del corpo.

Quando si inizia un percorso per correggere la postura fisica, si consiglia di iniziare con la consapevolezza posturale e poi passare agli esercizi di flessibilità o di forza.

Si evince che per trattare uno stato emotivo negativo si può lavorare tramite la ginnastica posturale sul cambio di postura, sia statica che dinamica, favorendo il miglioramento dell’umore e aumentando l’energia vitale: mantenere la testa alta e le spalle dritte migliora il benessere psicologico, genera una migliore immagine di se stessi e, di conseguenza, favorisce l’inserimento sociale e nell’ambiente di vita, generando la sensazione di avere il controllo delle proprie sensazioni e del proprio corpo.

Lo passo successivo è una ginnastica integrata e globale, allo scopo di interiorizzare la corretta postura che il soggetto dovrà assumere in maniera automatica quotidianamente, sia in stazione eretta, sia durante i movimenti: possiamo genericamente indicare che gli elementi principali sono: torace più gonfio, grazie a un’ampia respirazione, spalle ben aperte e colonna dritta, movimenti fluidi e vigorosi.

In questo modo, l’intero sistema posturale diverrà nel tempo ben strutturato e solido, prevenendo l’insorgenza di nuove modificazioni, a livello fisico, biochimico e psicologico.

“Tutti gli sforzi, sia fisici che mentali, a cui abbiamo sottoposto il nostro corpo nel corso della vita, si manifestano attraverso la postura.”

Il corpo non dimentica e reagisce con un diverso atteggiamento posturale ad ogni sollecitazione o dolore.

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