Costi-benefici per la (bassa) velocità della bari nord

Abbiano pagato la debolezza di questo capoluogo pugliese, la quarta città in Puglia, e continueremo ancora (parzialmente) a pagarla

Andria - venerdì 22 febbraio 2019
Bari Nord
Bari Nord © n.c.

La cronaca di questi giorni ha portato alla ribalta il termine composto costi-benefici. Come tutto ormai nel nostro paese, da un metodo scientifico e imparziale per prendere decisioni buone per la comunità, si è trasformata in una contesa strumentale, ridotta a post ideologici.

Esempio: tra i “costi” dell’opera si sono calcolate le minori accise (tasse) sulla benzina: come se l’aumento di tasse locali deciso per coprire il dissesto del comune di Andria fosse benefico perché causa più entrate. La logica è la stessa, e nel metodo scientifico la coerenza logica è d’obbligo.

Non intendo prendere posizione sulla TAV in questa sede, ma da questa sconcertante vicenda si esegue: su scala europea? Per i trasporti? Per l’ambiente? Per il bilancio pubblico? Per puri scopi elettorali?

L’analisi costi benefici è stata anche un alibi per cui la Bari Nord ha continuato a spaccare Andria e a causare tanti danni alla città e alla sua economia. Il progetto di interramento è stato avviato nel 1998, incluso nei fondi comunitari nel 2006 e da allora sottoposto a verifiche costi – benefici.

Ma la verifica ha riguardato il sistema dei trasporti, ed ha dato sempre esiti scarsi perché l’interramento del tratto urbano non aggiunge molto alla velocità ed economicità dei trasporti.L’analisi fatta non era sbagliata, per il sistema dei trasporti è giusta, scientifica. È stato sbagliato l'indirizzo, lo scopo. Quindi si è perso tutto il periodo dal 2006 in poi, e siamo sul filo di lana per il periodo 2014-2020, comunque il progetto in corso non elimina la ferita sul cuore di Andria: la ferrovia, a quanto si sa, dovrebbe essere interrata ma non coperta, procedere in trincea.

Questo significa eliminare uno o due passaggi a livello (cosa non inutile certo), ma non riconnettere parti della città che non comunicano e non sarà possibile recuperare l’area di sedime dei binari per riqualificare interamente volto e funzioni di metà della città.

Quando la analisi costi benefici è stata eseguita nessuno ha tenuto conto dei costi per la città e dei benefici del progetto per centomila persone, che superano immensamente i costi. Costi di traffico inquinamento, tempo, caos urbano, ecc. ecc. Se avessero calcolato i costi/benefici da questo punto di vista, l’interramento sarebbe già avvenuto da tempo.

Non voglio fare una analisi tecnica: la verità è che nessuno dei nostri rappresentanti ha imposto un diverso metodo di finanziamento dell’interramento della Ferrovia: Nei fondi europei esistono le misure per la rigenerazione urbana, per i sistemi di città, per i capoluoghi, ecc. ecc. Gli investimenti statali vengono decisi da accordi con la Regione in cui si inseriscono le opere più diverse senza il vincolo costi-benefici peri trasporti: e questi fondi hanno finanziato imponenti opere anche di interramento in città grandi un decimo circa di Andria.

Abbiano pagato la debolezza di questo capoluogo pugliese, la quarta città in Puglia, e continueremo ancora (parzialmente) a pagarla. Quindi ci siamo presi i costi e lasciato ad altri i benefici. La tragedia del treno che ci ha colpiti è anche figlia di questa logica per cui chi prende i benefici (i concessionari) non sopporta i costi, che si scaricano sulla collettività.

È vero che un metodo scientifico non può essere sottoposto a votazione: vi immaginate la teoria della relatività votata in un blog? Ma è anche vero che una democrazia deve rendere trasparenti le decisioni e le scelte, e se non sono facili da intendere il compito dei politici è quello di capire, chiarire e far partecipare. Altrimenti anche per il governo e le istituzioni i benefici saranno per alcuni (chi ha il potere) e i costi per tutti gli altri.