Troppi parcheggi a pagamento

Oltre al danno anche la beffa

Berardino Marilena Il consumatore tutelato ed informato
Andria - venerdì 12 aprile 2019
Strisce blu
Strisce blu © n.c.

Il colore dominante della città giorno dopo giorno sta diventando il blu. Blu come le strisce per i nuovi parcheggi a pagamento che in questi giorni sono state realizzate su un lato di via Ferrucci e Via Attimonelli. Per non parlare poi del centro storico dove è tutto blu, come tutti blu, solo per citare un paio di esempi. Oltre al danno - automobilisti costretti a pagare per parcheggiare le loro auto - anche la beffa. O meglio le beffe visto che, per quanto riguarda il centro storico e la zona Via Regina Margherita, i residenti o i dipendenti che hanno acquistato gli abbonamenti non hanno la garanzia di avere posti loro riservati.

Quello dei parcheggi a pagamento in città sta diventando un vero e proprio caso con cittadini sempre più infuriati perché non solo devono fare i conti con un servizio di trasporto pubblico insufficiente (pensiamo all’annosa questione dell’interramento della ferrovia Barinord che dovrebbe collegare Via Barletta con Via Bisceglie), ma soprattutto, ed è un loro legittimo diritto, se vogliono utilizzare la propria auto per parcheggiarla devono solo pagare. E questo perché trovare aree di sosta non a pagamento è come vincere un terno al lotto. Il tutto in dispregio a quanto previsto dalla legge e sancito anche da alcune sentenze della Cassazione. Come la 116.

Le sezioni unite civili della Cassazione, nella sentenza, hanno sottolineato come “nei centri urbani - a esclusione delle zone a traffico limitato, delle aree pedonali e da quelle di particolare rilevanza urbanistica - gli amministratori comunali hanno l’obbligo di realizzare, sempre, aree di sosta libera accanto ai posteggi a pagamento a fascia oraria”. Obbligo che girando per la città, in molte zone, non sarebbe stato rispettato. Non solo. L’articolo 7, comma 8 del Codice della strada, stabilisce che “qualora il Comune assuma l’esercizio diretto del parcheggio con custodia o lo dia in concessione ovvero disponga l’installazione dei dispositivi di controllo di durata della sosta su parte della stessa area o su altra parte nelle immediate vicinanze, deve riservare una adeguata area destinata a parcheggio rispettivamente senza custodia, o senza dispositivi di controllo di durata della sosta”.

La sosta a pagamento in gran parte della città, tra l’altro, sarebbe in contraddizione con la libertà individuale di movimento - libertà sancita dall’articolo 16 della Costituzione - che ribadisce che il Comune deve, “su parte delle stessa area, ovvero su altra parte, nelle immediate vicinanze (.….), riservare una adeguata area destinata a parcheggio, rispettivamente senza custodia o senza dispositivi di controllo della sosta”. Di fatto il mancato rispetto della giusta proporzione tra parcheggi liberi e a pagamento consente ai cittadini di poter chiedere - e ottenere - l’annullamento delle multe per il mancato pagamento del ticket. All’utente della strada, infatti, deve dunque essere - in via di principio - garantita la fondamentale libertà di poter scegliere tra il parcheggio a pagamento e quello libero da vincoli. Ma in città così non è. O si paga o si paga. Insomma di fatto in questo modo l’unica cosa che sarebbe garantita è quella che viene definita “una fonte (mascherata) di introito”.

Così facendo, l’autorità comunale rischierebbe di incorrere in un uso non corretto (o, tecnicamente, in un abuso) del potere attribuitole e, pertanto, è necessario quanto prima risolvere questa anomalia che sta danneggiando i nostri concittadini.

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