Voci del silenzio

Pasqua, dentro le mura della mia storia

Mirella Caldarone Punto di vista
Andria - sabato 20 aprile 2019
Pasqua, dentro le mura della mia storia
Pasqua, dentro le mura della mia storia © Mirella Caldarone

Andria, dentro le mura della mia storia. È stata la scoperta di un mondo.

In un rapporto immutabile con la fede nella testimonianza del Vangelo, il mondo religioso è depositario di sapienze devozionali che annullano la distanza di tempo che separa noi dagli eventi raccontati nei testi sacri, per divenire contemporanei.

Un vissuto, quello della Settimana Santa, rappresentato da duemila anni e che sopravvive grazie a qualcuno che si prende cura, da secoli, delle travi di legno religiosamente incrociate, dei sepolcri, simboli di percorrenze obbligate, dei paramenti liturgici, dei simulacri e delle reliquie, oggetti di culto nel passato come nel presente.

Nella serietà della dedizione sta tutta la tensione di una appartenenza convinta, calata nel profondo dell'essere, direi quasi marchiata nella pelle, che spesso svela storie personali di dolore.

La fotografia si fa urna sacra di tutta l'intimità che si respira nei momenti di raccoglimento e concentrazione, propri della preparazione dei riti o delle preghiere private attorno ai simulacri appena portati in spalla nel percorso della processione.

Le immagini divengono scrigni per custodire emozioni o per raccontare il dolore della Madonna, di una madre che sopporta anche il dolore di sopravvivere alla morte del proprio figlio, ieri come oggi.

Esse raccontano bellezza, dedizione, simbologie.

Sono icone di una realtà religiosa che si svolge nel silenzio assordante della privatezza, prima ancora di divenire pubblica rappresentazione.

Fotogrammi che parlano, a me, di una esperienza di condivisione profonda.

Fotografie, voci del silenzio.