Una città possibile

Torniamo ad essere Cuore e Mente

Mirella Caldarone Punto di vista
Andria - venerdì 05 luglio 2019
uno schermo di lacrime
uno schermo di lacrime © Mirella Caldarone

Una città è un organismo vivente. I suoi viali, le arterie; le strade e i vicoli, il sistema venoso in cui fluttuano gli abitanti in perpetuo movimento.

Un paese ha un Cuore, organo propulsore, ed una Mente, generatrice di strategie per il benessere della comunità: questi organi pulsano nell’Istituzione madre di un paese, il Palazzo di Città, da cui partono le direttive per la fisiologia generale.

Una città è un insieme di tessuti che svolgono funzioni tra loro integrate, un sistema che riunisce organi differenti e che permette lo svolgersi in maniera coordinata del loro complesso di funzioni.

Un organismo sano ha un bel colorito, emana un buon odore, sta in piedi da solo nella fierezza della sua salute.

Qualcosa si è inceppato nella fisiologia della nostra città. Ce ne accorgiamo dalle metastasi, giacchè osserviamo fenomeni che affondano le radici in cause distali.

Osservo questo ammalato con i sintomi di una inconsueta e preoccupante mancanza di equilibrio, turbato, sconvolto, squilibrato. Lo guardo attraverso uno schermo di lacrime, tante quante sono le micro e macro violazioni messe in atto nella vita quotidiana di questa comunità.

Per anni è mancato un buon afflusso di sangue a tutti i distretti dell’organismo, i tessuti sono sofferenti. Questa ischemia ha tolto ossigeno alla parte migliore della comunità, lasciando grande spazio a cellule tumorali che hanno preso il sopravvento.

Ora tocca al sistema immunitario reagire per impedire l’avanzare della necrosi sociale.

Il futuro di questa città non può seguire la stessa traiettoria di decadimento progressivo degli ultimi anni. Serve invertire una rotta che ci sta portando dritti al fondo.

Ci sono tutte le risorse necessarie. Serve metterle insieme in un progetto di risanamento: mente e cuore devono tornare a generare un metabolismo collettivo lontano dagli schiamazzi selvaggi delle prepotenze.

Serve premiare le capacità, le competenze, la legalità. La Cultura sia lo strumento per elevare l’inciviltà e portarla allo stato di vivibilità.

Serve restituire ossigeno ad un organismo che vive in anaerobiosi.

Le tante voci dell’anima buona di questa comunità si riuniscano sotto un unico grido di guarigione: Andria, una città possibile!

Tiriamo via lo schermo e proviamo a contemplare, senza filtri, il cammino del sole all’orizzonte sulla vetta della nostra città. Restiamo affacciati a guardare l’arcobaleno e i colori della festa. Lasciamoci commuovere dal canto delle rondini.

Torniamo ad essere Cuore e Mente.