Piazza d’Uomo

Una perturbazione che ha alzato il vento della legalità per le strade di Andria

Mirella Caldarone Punto di vista
Andria - venerdì 12 luglio 2019
Marcia per la legalità
Marcia per la legalità © Mirella Caldarone

Andria maltrattata. Andria dimenticata. Andria addormentata. Andria abbandonata. Andria amata. Andria adorata. Andria fedele. Andria amorevole. Andria che spera.

E Andria che spara: abbandono, disamore e oblìo, dunque.

C’è stata una chiamata. Sana, bella, intelligente, pacata. Una perturbazione che ha alzato il vento della legalità per le strade di Andria.

Il megafono l’ha azionato il Forum di Formazione socio-politico della diocesi di Andria. E molti hanno risposto: singoli cittadini e organizzazioni. Sono accorsi i costruttori di un futuro migliore, un futuro in cui non si debba temere di essere affiancati da uno scooter mentre siamo a passeggio nell’ordinaria quotidianità. E, invece, ora, quei bicicli a motore sfrecciano seminando violenza, anche solo uditiva, e spadroneggiano sulle strade della città.

La scìa umana del 1° luglio ha contrapposto il Rumore del Silenzio con sua Marcia per la Legalità.

Andria, dunque, c’è. Esiste quell’anima buona della città che sembra soccombere alla tracotanza dell’illegalità.

Quel silenzio ha esercitato la Speranza. E la speranza può operare il Perdono. Essa costruisce, anziché abbattere.

La Speranza sia il contraltare dell’odio, perché l’odio trasforma i popoli in bestie senza più ragione.

La legalità è la speranza migliore per sventare la volontà dei pochi di avere il guinzaglio in mano, asservendo i molti a disegni criminali e di potere.

L’Uomo in piazza è un motivo per restare.

Ogni Piazza d’Uomo è il megafono della voce di Dio.