Dichiarazione dei redditi 2019

Scadenze del 2019 dopo la proroga al 30 settembre

Fedele Santomauro Economia, lavoro & fisco
Andria - venerdì 26 luglio 2019
Dichiarazione redditi
Dichiarazione redditi © n.c.

Il D.L. n. 34/2019 (decreto “Crescita”), convertito in legge con successive modificazioni dalla legge n. 58 del 28 giugno 2019, all’art. 12-quinquies ha stabilito la proroga al 30 settembre 2019 dei versamenti delle imposte previsti per il 30 giugno per i soggetti che esercitano attività economiche per le quali sono stati approvati gli Indici Sintetici di Affidabilità fiscali (ISA).

Attorno al tema si è creata non poca confusione ed incertezza.

Inizialmente, infatti, la proroga era stata stabilita con D.P.C.M. al 22 luglio a seguito dei ritardi nel rilascio degli applicativi degli ISA da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Gli ISA (Indici Sintetici di Affidabilità), che hanno sostituito gli studi di settore, si applicano a partire dal periodo d’imposta 2018 e hanno lo scopo di favorire l’emersione spontanea delle basi imponibili e stimolare l’assolvimento degli obblighi tributari. I software per il calcolo degli indici e i file necessari per tale calcolo sono stati messi a disposizione dall’Agenzia Entrate con tempistiche tali da rendere impossibile il calcolo ed il versamento delle imposte entro la scadenza originaria del 30 giugno.

Il primo aspetto da chiarire riguarda chi deve applicare gli ISA da quest’anno.

A tale proposito, si ricorda che, con il provvedimento dell’Agenzia delle entrate 30 gennaio 2019, n. 23721/2019, sono stati approvati 175 modelli che devono essere compilati dai contribuenti ai quali si applicano gli ISA, ovvero, ancorché esclusi dall’applicazione degli stessi, che sono tenuti comunque alla loro presentazione.

Si tratta di soggetti che, nel periodo d’imposta 2018, hanno esercitato in via prevalente una delle attività economiche del settore dell’agricoltura, delle manifatture, dei servizi, delle attività professionali e del commercio per le quali risultano approvati gli ISA, con i decreti ministeriali 23 marzo 2018 e 28 dicembre 2018.

Una volta individuati i contribuenti che applicano gli ISA, ai fini della proroga di cui si discute, occorre considerare anche che sono previste alcune esclusioni nell’applicazione dei nuovi indici.

In particolare, ne sono esclusi:

  • i contribuenti che hanno iniziato o cessato l’attività nel corso del periodo d’imposta;
  • i contribuenti che dichiarano ricavi o compensi di ammontare superiore al limite stabilito dal decreto di approvazione o revisione dei relativi ISA (a tal fine, per alcuni ISA valgono regole specifiche in merito alla quantificazione dei ricavi per tener conto anche delle rimanenze);
  • i contribuenti che non si trovano in condizioni di normale svolgimento dell’attività;
  • i contribuenti che si avvalgono del regime forfetario, del regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità e che determinano il reddito con altre tipologie di criteri forfetari;
  • i contribuenti che esercitano due o più attività di impresa, non rientranti nel medesimo ISA, qualora l’importo dei ricavi dichiarati relativi alle attività non rientranti tra quelle prese in considerazione dall’ISA relativo all’attività prevalente, comprensivi di quelli delle eventuali attività complementari previste dallo specifico ISA, superi il 30% dell’ammontare totale dei ricavi dichiarati;
  • i contribuenti con categoria reddituale diversa da quella per la quale è stato approvato l‘ISA e, quindi, prevista nel quadro dei dati contabili contenuto nel modello ISA approvato per l’attività esercitata;
  • gli Enti del Terzo settore non commerciali che optano per la determinazione forfetaria del reddito di impresa (art. 80, D.Lgs. n. 117/2017);
  • le organizzazioni di volontariato e le associazioni di promozione sociale che applicano il regime forfetario (art. 86, D.Lgs. n. 117/2017);
  • le imprese sociali (D.Lgs. n. 112/2017);
  • le società cooperative, società consortili e consorzi che operano esclusivamente a favore delle imprese socie o associate e le società cooperative costituite da utenti non imprenditori che operano esclusivamente a favore degli utenti stessi;
  • i soggetti che esercitano, in ogni forma di società cooperativa le attività di “Trasporto con taxi” - codice attività 49.32.10 e di “Trasporto mediante noleggio di autovetture da rimessa con conducente” - codice attività 49.32.20, di cui all’ISA AG72U;
  • le corporazioni dei piloti di porto esercenti le attività di cui all’ISA AG77U.

Sotto un punto di vista oggettivo, sono stati prorogati i versamenti legati alle imposte risultanti dalla dichiarazione dei redditi:

  • IRES, IRPEF e addizionali;
  • IRAP;
  • IVA annuale per chi ne aveva scelto il differimento;
  • eventuali altre imposte legate alla dichiarazione dei redditi quali cedolare secca, acconto del 20% per i redditi a tassazione separata, IVIE / IVAFE;

contributi previdenziali (IVS, Gestione separata INPS, contributi CIPAG).

La proroga riguarda anche il versamento del diritto CCIAA 2019, considerato che lo stesso va effettuato entro il termine di versamento delle imposte sui redditi.

Da un punto di vista soggettivo, la proroga dei versamenti vale per tutti i contribuenti soggetti agli ISA, anche solo “potenzialmente” (in quanto esclusi per legge), tra cui i contribuenti forfettari.

Ciò è stato chiarito anche tramite l’intervento dell’Agenzia delle Entrate, con la Risoluzione n. 64/E del 28 giugno 2019. Nel documento di prassi l’Agenzia conferma che rientrano nella proroga tutti i soggetti che esercitano attività economiche per le quali sono stati approvati gli ISA, specificando che rientrano nella proroga i contribuenti che per il periodo d’imposta al 31 dicembre 2018:

  • applicano il regime forfettario agevolato o di vantaggio (i cosiddetti “forfettari” e “minimi”);
  • determinano il reddito con altri criteri forfettari;
  • dichiarano clausole di esclusione dagli ISA;
  • i soggetti che partecipano a società, associazioni ed imprese interessate dalla proroga.

Non sono invece prorogati i versamenti per i soggetti che, pur esercitando attività economiche per le quali sono stati approvati gli ISA, dichiarano ricavi o compensi di ammontare superiore al limite stabilito, per ciascun ISA, dal relativo decreto ministeriale di approvazione.

Le disposizioni si applicano anche ai soggetti che partecipano a società, associazioni ed imprese interessate dalla proroga ai sensi degli artt. 5, 115 e 116 del testo unico delle imposte sui redditi (quindi, per esempio, ai soci di società di persone e di Srl “trasparenti”). Per i soci/amministratori di Srl “non trasparenti” (soggette agli ISA), in base a quanto precisato in passato dall’Agenzia delle Entrate (Risoluzione 16 luglio 2007, n. 173/E), la proroga dovrebbe essere riferita esclusivamente al versamento dei contributi previdenziali.

Il contribuente avrà comunque la possibilità di rateizzare l’importo dovuto a decorrere dal 30 settembre e quindi con un massimo di 3 rate.

Si deve considerare che la prima rata decorre dal 30 settembre 2019, dopodiché:

  • i titolari di partita IVA (quindi ad esempio le ditte individuali, le società) dovranno versare la seconda rata entro il 16 ottobre 2019 e la terza ed ultima rata entro il 18 novembre 2019 (il 16 novembre cade di sabato).
  • I non titolari di partita IVA (quindi ad esempio i soci delle società) dovranno versare la seconda rata entro il 31 ottobre 2019 e la terza ed ultima rata entro il 2/12/2019 (il 30 novembre cade si sabato).

Le seconde e terze rate dovranno essere gravate della maggiorazione dello 0,40%, versando i relativi interessi.

Si ricorda che il saldo non è dovuto se l’importo non è superiore a:

  • 12 euro per IRPEF, addizionali ed IRES;
  • 10,33 euro per IRAP.

Per l’addizionale comunale IRPEF l’acconto va versato entro il termine di versamento del saldo IRPEF. Per l’addizionale regionale non sono dovuti acconti.

Entro i termini per il versamento del saldo delle imposte, è dovuto anche il saldo relativo alla cedolare secca, all’IVIE e all’IVAFE, dell’imposta sostitutiva per i contribuenti assoggettati al regime dei minimi/forfettari nonché dei contributi INPS per i soggetti iscritti alla gestione separata/artigiani/commercianti.

La rata del secondo acconto andrà versata entro il 2 dicembre 2019 (il 30 novembre 2019 cade di sabato), senza possibilità di rateazione.

Il versamento delle imposte deve avvenire tramite modello F24.

Si ricordano le regole di pagamento degli F24:

  • gli F24 con saldo a 0, sia dei titolari e non di partita IVA, devono essere presentati esclusivamente in via telematica, tramite i servizi messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate (Entratel o Fisconline);
  • gli F24 a debito senza compensazioni, sia di titolari e non di partita IVA, possono essere presentati in via telematica, tramite i servizi messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate (Entratel o Fisconline) o con home banking;
  • gli F24 a debito con compensazioni di titolari di partita IVA, devono essere presentati esclusivamente in via telematica, tramite i servizi messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate (Entratel o Fisconline);
  • gli F24 a debito con compensazioni di non titolari di partita IVA, possono essere presentati in via telematica, tramite i servizi messi a disposizione dall’Agenzia delle entrate (Entratel o Fisconline) o con home banking.

Non possono avvalersi della proroga “lunga” i contribuenti non soggetti agli I.S.A., quindi ad esempio i dipendenti, i pensionati, chi deve dichiarare redditi da immobili, anche in cedolare secca, redditi occasionali o altri “diversi” o altri tipi di redditi non di impresa o da attività di lavoro autonomo oppure chi esercita una delle attività d’impresa/lavoro autonomo per le quali però non è stato approvato l’ISA.

Per questi contribuenti la scadenza resta quella fissata originariamente:
30/6/2019 (spostata all’1/7/2019 in quanto festiva);
– (ma) si potranno avvalere di 30 giorni in più con l’aggiunta però dello 0,40% alle somme dovute;
– potranno rateizzare il versamento di quanto dovuto, con le stesse scadenze degli anni precedenti.

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