Rientro senza traumi

‘Da domani, dieta e palestra’. Quanto a buoni propositi, settembre è un po’ come Capodanno. Ma passare dal mojito in spiaggia al caffè in ufficio è più facile a dirsi che a farsi

Rosa Tortora Benessere InEquilibrio
Andria - venerdì 20 settembre 2019
rientro senza traumi
rientro senza traumi © n.c.

Con settembre alle porte è ormai giunto il momento di riporre ombrellone e sdraio per tornare ad allenarsi. Il decalogo del buon praticante, dice che anche d'estate bisognerebbe allenarsi e non rimanere a poltrire per tre mesi, allo stesso tempo, però, molta gente ritiene giusto fare il contrario!

Purtroppo in tre mesi di stop si rischia di perdere gran parte di quello che con tanta fatica e sudore si era conquistato nel lungo e buon inverno. Il grosso problema è ripartire e farlo in modo razionale e produttivo affinché la nuova stagione porti i suoi frutti. Sicuramente il primo consiglio è di ripartire piano, con la giusta calma e la giusta intensità, gli apparati che ad inizio estate erano ben allenati ora si sono "arrugginiti" e una partenza troppo intensa porterebbe solo problemi e forse traumi.

La spiaggia è ormai un lontano ricordo e l'abbronzatura inizia ad affievolirsi. Non resta dunque che sostituire il trolley con la borsa della palestra, e riprendere l'allenamento per cercare di espiare gli eccessi di cocktail, dolci, pizze di mezzanotte & co che hanno costellato (meritatamente) la nostra estate.

Probabilmente non riusciremo a correre con la stessa efficacia pre-ferie, e nemmeno i nostri addominali risulteranno tanto vigorosi quanto nelle ultime settimane di giugno. Ma potrebbe essere sufficiente dare tempo al tempo: riprendiamo l'attività senza ansia da prestazione e senza mettere eccessivamente sotto pressione il nostro fisico, incominciando magari con un po' di attività a bassa intensità. Dopo qualche sessione un tantino più faticosa del solito le cose inizieranno a tornare alla normalità.

Riprendiamo gradualmente, dunque, ma in modo rigoroso. Possiamo incominciare, per esempio, con un paio di allenamenti a settimana, da distribuire tra giorni lavorativi e fine settimana; per poi cercare di aumentare la frequenza, anche in base ai nostri obiettivi. È importante, però, non lasciarsi vincere dalla pigrizia.

C’è chi anche in vacanza si è tenuto in allenamento, tra arrampicate, trekking o nuotate al mare, ma per chi ha preferito il totale relax passare dal lettino alla palestra può essere una prospettiva tutt’altro che allettante: Ma è ampiamente dimostrato che l’attività fisica diminuisce lo stress stimolando la produzione di endorfine che vi farà sentire più felici e sereni, a beneficio della mente e del corpo. Anche per questo motivo, per sperimentare nuovamente la piacevole sensazione provocata da questo ormone, abbiamo voglia di continuare ad allenarci giorno dopo giorno. Agendo sul buonumore, le endorfine abbattono quel senso di tristezza che la sindrome da rientro inevitabilmente porta con sé.

Per cui, tutti giù dal divano: «La ripresa deve essere graduale, anche negli allenamenti ‘fai da te’. Ci si può far consigliare da un personal trainer un programma che alterni tre allenamenti diversi, per non annoiarsi». L’ideale è farlo senza la musica in cuffia, ma imparando ad ascoltare il proprio corpo.

Inoltre, un’attività fisica regolare è di grande aiuto anche per combattere tensioni e dolori muscolari. Si tratta di disturbi che soprattutto i primi giorni di lavoro e specie se dovete stare diverse ore in piedi o seduti alla scrivania, tenderanno a ricomparire come diretta conseguenza di posture prolungate e, a volte, scorrette oltre che della tensione emotiva.

La pratica sportiva è un’attività prima di tutto piacevole, che può aiutarci sia a riprendere il ritmo della routine consueta, sia a spezzarlo con un po’ di movimento che rende più semplice distrarsi dagli impegni più noiosi e sfogare l’insoddisfazione e lo stress. I benefici dunque non si limitano solo a quelli immediati sul corpo e sul benessere, possono renderci meno traumatico il rientro dalle vacanze.

È importante scegliere l’attività giusta in modo che lo sport non venga vissuto come l’ennesimo impegno ma come un’attività di svago.

Lascia il tuo commento
commenti
Altri articoli
Gli articoli più letti