Inquinamento e malattie cardiovascolari

È ormai noto che il peggioramento della qualità dell'aria che respiriamo comporta un aumento dei problemi di salute nei bambini e negli anziani e una maggiore incidenza di malattie cardiocircolatorie, respiratorie e tumori

Domenico Di Noia La salute del cuore
Andria - venerdì 04 ottobre 2019
Inquinamento urbano
Inquinamento urbano © n.c.

L'Oms riconosce che l'inquinamento atmosferico è un fattore di rischio critico per le malattie non trasmissibili (NCD), causando il 24% di tutti i decessi per malattie cardiovascolari, il 25% per ictus, il 43% per malattia polmonare ostruttiva cronica e il 29% per cancro ai polmoni. Il pericolo maggiore è rappresentato dai notevoli disturbi generati dalle polveri fini e dall’ozono. La lotta all'inquinamento atmosferico è oggi una priorità per tutti i Paesi industrializzati. È ormai noto, infatti, che il peggioramento della qualità dell'aria che respiriamo comporta un aumento dei problemi di salute nei bambini e negli anziani e una maggiore incidenza di malattie cardiocircolatorie, respiratorie e tumori. Numerosi studi epidemiologici hanno evidenziato una stretta correlazione tra inquinamento atmosferico ambientale e patologie cardiovascolari. Per di più, l'esposizione al diossido di azoto e alle emissioni di particelle sottili aumenta il rischio di sviluppare ipertensione, diabete di tipo 2 e patologie che rientrano tra le principali cause delle malattie cardiovascolari.

La salute dei bambini e degli adulti migliora in modo relativamente rapido se diminuisce il tenore in inquinanti atmosferici. Le misure di miglioramento della qualità dell'aria hanno quindi un effetto positivo misurabile sulla salute della popolazione.

Inquinamento acustico: Per rumore si intende “un suono non desiderato, privo di informazioni utili per l’uomo, che induce sensazioni fastidiose e sgradevoli fino a provocare, in particolari condizioni, effetti sanitari gravi ed irreversibili sia sull’apparato uditivo che sull’intero organismo”. L'inquinamento acustico è causato soprattutto da un'eccessiva esposizione a suoni e rumori di elevata intensità. Questo può avvenire in città e in ambienti naturali. La legge n. 447/1995 art. 2 fornisce la definizione di inquinamento acustico: “l'introduzione di rumore nell'ambiente abitativo o nell'ambiente esterno tale da provocare fastidio o disturbo al riposo e alle attività umane, pericolo per la salute umana, deterioramento degli ecosistemi, dei beni materiali, dei monumenti, dell'ambiente abitativo o dell'ambiente esterno o tale da interferire con le normali funzioni degli ambienti stessi”. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) ha affermato che il frastuono delle grandi città è un problema ambientale secondo solo all’inquinamento atmosferico. Automobili, moto, mezzi pubblici, traffico aereo: oggi i rumori a cui siamo sottoposti quotidianamente sono molto più frequenti e intensi rispetto a 40 anni fa e sono sempre più numerosi gli studi che indicano come nel tempo l’inquinamento acustico provochi stress, patologie cardiovascolari e disturbi del sonno. Solo negli Stati Uniti si stima che circa 100 milioni di persone siano esposte a livelli di rumore “malsani”, mentre in Europa l’esposizione continuativa al rumore, è responsabile del 3% delle morti per cause cardiache , per un totale di 210.000 decessi evitabili. Uno studio svolto nei dintorni dell’aeroporto inglese di Heathrow ha evidenziato una correlazione tra gli alti livelli di rumore prodotto dagli aeromobili e un maggior numero di ricoveri ospedalieri e morti per ictus, e altre malattie cardiovascolari. Non è una novità che il rumore degli aerei o del traffico stradale, specie quello delle ore notturne, è in grado di aumentare il rischio di ipertensione arteriosa. Si è stimato che una riduzione anche di soli 5 dB potrebbe diminuire la prevalenza di ipertensione dell’1,4 % e di disturbi coronarici dell’1,8%, con un beneficio economico quantificato in 3,9 miliardi di dollari l’anno solo negli Stati Uniti.

Inquinamento termico: il caldo eccessivo può produrre, più o meno direttamente, una serie di segni e sintomi, molti dei quali connessi alle funzionalità dell’apparato cardiovascolare: abbassamento della pressione sanguigna, fino ad arrivare alla sincope (perdita di coscienza transitoria); il colpo di calore, un disturbo causato da una temperatura troppo alta, associata ad un elevato tasso di umidità e alla mancanza di ventilazione, a cui l'organismo non riesce ad adattarsi, e' un’emergenza medica e può provocare gravi danni a vari organi, ed in particolare al cervello, fino al decesso. Quanto all’apparato cardiovascolare, la calura favorisce una dilatazione dei vasi a livello periferico, ed è una particolare minaccia per i cardiopatici e, in particolare, per chi soffre di scompenso cardiaco. Il caldo può potenziare l’effetto di molti farmaci per la cura dell’ipertensione e di molte malattie cardiovascolari.

“Grazie a Dio gli uomini non possono volare e devastare il cielo come hanno fatto con la terra” (Henry David Thoreau).

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