Ipertensione arteriosa: cos'è e come curarla

Circa 15 milioni di italiani soffrono di ipertensione arteriosa. In media ne sono affetti all'incirca il 33% degli uomini e il 31% delle donne, di cui rispettivamente il 19% e il 14% in condizione di rischio

Domenico Di Noia La salute del cuore
Andria - venerdì 11 ottobre 2019
ipertensione
ipertensione © n.c.

La pressione è la forza con cui il cuore spinge il sangue nelle arterie per far arrivare ossigeno e nutrimento a tutte le cellule del nostro corpo. Con il freddo o in montagna la pressione sale; con il caldo, al mare o in città, la pressione scende.

L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha identificato l'ipertensione come la principale causa di mortalità cardiovascolare. L’ipertensione arteriosa è correlata in modo significativo, con un aumento del rischio di sviluppare complicanze cardiovascolari e cerebrovascolari. Conosciuta anche come “killer silenzioso”, talvolta non comporta alcun sintomo e agisce nell'ombra, degenerando in complicanze severe, talvolta dall'esito mortale. Circa 15 milioni di italiani soffrono di ipertensione arteriosa. In media ne sono affetti all’incirca il 33% degli uomini e il 31% delle donne, di cui rispettivamente il 19% e il 14% in condizione di rischio. Ovvero con valori pressori ben oltre la norma. Quando la pressione si definisce alta? Quali sono le cause che possono determinarne l’insorgenza e soprattutto è possibile prevenire o evitare l’ipertensione? Si ritiene ideale una pressione contenuta fra 115-130 mmHg nei valori massimi (pressione sistolica) e fra 75-85 mmHg nei valori minimi (pressione diastolica). Possiamo parlare invece di ipertensione quando la pressione massima sarà superiore ai 140 mmHg e la minima ai 90 mmHg. La pressione arteriosa diventa poi a rischio laddove i parametri si elevano ulteriormente.Quando si misura la pressione arteriosa si registrano due valori. Il valore più alto indica la pressione più elevata presente nelle arterie raggiunta durante la contrazione cardiaca (sistole). Il valore più basso indica la pressione più bassa presente nelle arterie raggiunta subito prima che il cuore inizi una nuova contrazione (diastole). La pressione arteriosa è riportata come pressione sistolica/pressione diastolica, per esempio, 120/80 mmHg (millimetri di mercurio). Questa lettura è riferita come “120 su 80. Nel corso della giornata la pressione arteriosa può subire delle variazioni transitorie, legate per esempio all'ora del giorno; all'attività fisica: (durante l'esercizio fisico, la pressione arteriosa aumenta(l'entità dell'aumento varia in relazione al tipo e all'intensità dell'esercizio fsico) ;allo stato emotivo: intense emozioni, stress e ansia possono aumentare temporaneamente la pressione arteriosa; di contro, il rilassamento e i momenti di relax hanno l'effetto opposto, cioè comportano una riduzione temporanea della pressione arteriosa.

La Società Europea dell’Ipertensione Arteriosa (ESH) e La Società Europea di Cardiologia (ESC) per la definizione di ipertensione arteriosa, riportano i seguenti valori di riferimento

Categoria

Pressione Sistolica mmHg

Pressione Diastolica mmHg

Ottimale

< 120

e

< 80

Normale

120-129

e/o

80-84

Normale Alta

130-139

e/o

85-89

Ipertensione - Stadio I

140-159

e/o

90-99

Ipertensione - Stadio II

160-179

e/o

100-109

Ipertensione - Stadio III

Maggiore o uguale 180

e/o

Maggiore o uguale a 110

Ipertensione sistolica isolata

Maggiore o uguale a 140

e

<90

Una particolare forma di ipertensione è l'ipertesione da camice bianco. Le cause sono prevalentemente legate a una tipica “reazione d’allarme” dovuta a fattori psico-emozionali. Nel caso di diagnosi di “ipertensione da camice bianco”, i pazienti devono essere tenuti comunque sotto controllo poiché bisogna valutare le condizioni che possono indurre alla scelta di iniziare il trattamento. Solo nel 5% dei casi, l’ipertensione è correlata a condizioni cliniche preesistenti come ad esempio particolari patologie renali, i disturbi ormonali, le patologie congenite, l’aterosclerosi o l’uso di sostanze ad azione ipertensiva (farmaci, alcol, liquirizia). Nel restante 95% dei casi, invece, non vi è una unica causa accertabile. Esistono però delle condizioni o dei fattori di rischio che possono predisporre allo sviluppo di ipertensione: fra questi l'età, il fumo di sigaretta, l'eccesso di peso corporeo, la sedentarietà, l’ipercolesterolemia (livelli elevati di grassi nel sangue), il diabete, lo stress e la familiarità. Nella maggior parte dei casi l’ipertensione è asintomatica. Questo significa che non dà disturbi specifici e che molti pazienti possono convivere bene e a lungo con la pressione alta senza saperlo. Solo di rado l’ipertensione si manifesta con palpitazioni, vertigini, cefalea, nervosismo, stanchezza, ronzii, fosfeni (lampi di luce) e altri disturbi visivi. La diagnosi di ipertensione si basa: sulla misurazione della pressione arteriosa con apparecchi automatici che permettono un'auto-misurazione e che possono essere utilizzati facilmente dalla persona stessa per tenere sotto controllo la pressione anche al proprio domicilio. Sono di grande utilità per una valutazione accurata l'Elettrocardiogramma,la Visita cardiologica e l' Ecocardiogramma: che rappresenta indubbiamente la metodica di riferimento per la sua elevata sensibilità e specificità diagnostica.

Il monitoraggio pressorio delle 24 ore (Holter Pressorio 24h o ABPM =Ambulatory Blood Pressure Monitoring) è un test non invasivo che consente di registrare la pressione arteriosa (P.A.) continuativamente per 24 ore, mediante un piccolo apparecchio fissato in vita con una cintura o a tracolla. Il giorno di inizio esame viene posizionato l’apparecchio e il bracciale inserendo gli opportuni parametri prima di avviarlo. Il paziente indosserà l’apparecchio per le successive 24 ore, annotando sul diario Fornito ogni dato utile: orario delle attività svolte nelle 24 ore (lavoro, pranzo, riposo, ecc.), eventuali sintomi avvertiti (cefalea, vertigini, ecc.) e la terapia assunta indicandone l’ora. Durante le 24 ore la pressione verrà misurata automaticamente ogni 20 minuti di giorno e ogni 30 minuti di notte, ma il paziente potrà sempre avviare una misurazione manualmente in caso si presenti un particolare disturbo (vertigine, senso di svenimento ecc. ecc.). Trascorse le 24 ore, il paziente tornerà presso l’ambulatorio cardiologico dove il personale sanitario rimuoverà l’apparecchio. I dati acquisiti saranno successivamente esaminati ed elaborati dal Medico Cardiologo.

TERAPIA: in caso di ipertensione moderata o grave, la correzione delle abitudini alimentari e di stile di vita, (quali la dieta, che oltre ad essere sana e bilanciata, deve anche prevedere la riduzione del consumo di sale e caffè; l’abolizione del fumo; la riduzione o l'eliminazione degli alcolici, la pratica di una regolare attività fisica) deve essere associata anche a una terapia farmacologica. Questa, dietro prescrizione medica, può prevedere il ricorso a diuretici, beta-bloccanti, ace-inibitori, calcio-antagonisti, antagonisti del recettore dell’angiotensina II che possono essere utilizzati da soli o in combinazione, modulando le modalità di trattamento da caso a caso. Tutte le molecole citate possono essere usate da sole o in combinazione. Alcune combinazioni, come per esempio ACE-inibitore + diuretico o ARB + diuretico o ACE-inibitore + Calcio Antagonista sono in commercio in associazione in una unica compressa, per migliorare la compliance del paziente.

PREVENZIONE: L’ipertensione arteriosa può essere generata dall’effetto combinato di fattori genetici ereditari (figli di ipertesi hanno maggiore probabilità di sviluppare l’ipertensione rispetto ai figli dei normotesi) e di fattori ambientali, come lo stress, l’eccessiva introduzione di sale e l’obesità. Ad oggi, sono state identificate alcune forme di ipertensione arteriosa su base genetica, la cui bassa prevalenza nella popolazione tuttavia non giustifica uno screening genetico esteso. Nella maggior parte dei casi, come è stato chiarito, l’ipertensione arteriosa è invece dovuta ad abitudini di vita non corrette. Fin da giovani è consigliabile, quindi, mantenere la pressione arteriosa a livelli desiderabili e seguire alcuni semplici comportamenti che possono essere riassunti in dieci regole d’oro: Perdere i chili di troppo. La pressione arteriosa spesso aumenta di pari passo con il peso.Fare esercizio fisico. Quantificabile in un tempo compreso fra la mezz'ora e un'ora al giorno per più giorni a settimana, con attività che possono variare dalla camminata, al fare le scale, a qualche esercizio con i pesi, a un giro in bicicletta Seguire una dieta sana. Per tenere sotto controllo il peso corporeo, la prima regola è limitare il consumo di grassi, a favore anche del mantenimento entro parametri più adeguati i livelli di colesterolo nel sangue. Cereali integrali, legumi, verdura e frutta secca sono i cibi consigliati nella dieta quotidiana contro l’ipertensione. È poi fondamentale ridurre l’apporto di condimenti di origine animale (burro, panna) a favore dell’olio extra vergine di oliva o dell’uso di aglio, cipolla e spezie per insaporire le pietanze.Ridurre il sale. Anche una riduzione minima può apportare significativi benefici alla pressione. Il consumo di sale (sodio) quotidiano non deve superare i 5 gr al giorno, pari a un cucchiaino, facendo attenzione anche a quello ‘nascosto’ negli alimenti. Vanno quindi ridotti i cibi pronti, quasi sempre ricchi di sodio, i dadi da brodo, i formaggi stagionati, i salumi e gli alimenti conservati. Limitare alcol e alcolici. Meno è meglio è. Il limite da non superare è di un'unità alcolica (un bicchiere) al giorno per le donne e per gli uomini over 65 e di due unità alcoliche (due bicchieri) per gli uomini sotto i 65 anni. Niente fumo. Il fumo è nemico anche della pressione e induce l’innalzamento dei valori pressori. È da evitare anche il fumo passivo. Limitare il numero di caffè. È ancora allo studio l'effetto della caffeina sulla pressione. Per stabilire quanto la caffeina faccia male a chi soffre di pressione alta, il consiglio è di misurarla 30 minuti dopo aver bevuto un caffè o una bibita con caffeina. Se aumenta di 5-10 punti, meglio limitarne il consumo. Ridurre i fattori di stress. Stress e ansia possono temporaneamente alzare la pressione. Se non è possibile eliminare tutti i fattori scatenanti, è bene concedersi delle pause di relax e qualche esercizio di respirazione, ricorrendo anche allo yoga, alla meditazione o a dei massaggi che possono allentare tensioni neuromuscolari. Monitorare la pressione. Regolarmente attraverso automisurazioni e periodici controlli medici specialistici. Un aiuto da amici e parenti. Per seguire uno stile di vita più sano e prendersi meglio cura di se stessi, è utile coinvolgere i famigliari nel raggiungimento del proprio obiettivo o dei ‘buoni’ propositi. Come da esempio, svolgendo l’attività sportiva in compagnia.

In Conclusione: L’ipertensione arteriosa può essere considerata un importante problema sociale in continua crescita e dagli enormi costi economici, in primo luogo per le gravi complicanze cardiovascolari che è in grado di determinare.

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