Le sardine del sogno democratico

Pesci deboli che però insieme si fanno forza e rappresentano perfettamente la nostra società: gente debole, demoralizzata e rassegnata ma che insieme è in grado di annegare l'odio portando a galla il bene

Gabriele Losappio Una finestra sul Mondo
Andria - venerdì 20 dicembre 2019
sardine
sardine © n.c.

Un giorno, precisamente una notte, praticamente dal nulla, quattro ragazzi riuniscono le loro menti e decidono di compiere un gesto banale nella forma ma infinitamente complesso nella pratica. Non si tratta né dell’inizio di una canzone di Venditti né dell’incipit di un romanzo d’avventura filo-anarchico, ma della creazione del movimento apartitico più importante della storia recente italiana. Quattro menti che, con alla base un’insofferenza repressa negli anni, pongono in essere il loro spericolato desideratum chiamando all’attenzione quanti più utenti di Facebook possibili, pubblicizzandosi con la pagina evento “6000 sardine contro Salvini”.

Il numero indicava l’obiettivo preposto di partecipanti che, nella più rosea delle suggestioni, avrebbe occupato Piazza Maggiore a Bologna. Il tutto per contrastare la campagna elettorale del leader del carroccio che, nella stessa data, 14 novembre scorso, si sarebbe svolta in vista delle prossime elezioni regionali in Emilia. Contro tutte le aspettative l’appello richiama numerosissime persone, e quella piazza sarebbe diventata l’epicentro di una risonante scossa che avrebbe poi accarezzato altri luoghi, diffondendosi a macchia d'olio. Da Bologna a Modena, finendo a Roma e attraversando persino il continente e l’oceano, arrivando a toccare Francia e Stati Uniti. Questi i risultati dopo appena un mese di attività, con un percorso appena tracciato e un futuro ancora fortemente in bilico. Il simbolo, le sardine appunto, richiama principalmente al loro essere deboli, ma, al tempo stesso, di muoversi strette in gruppo. Così ognuno ne realizza facoltativamente una rappresentazione e la condivide in piazza con gli altri, in un clima di assoluta fratellanza e di festa. Non c’è da stupirsi che la “colonna sonora” di questa organizzazione pacifica sia “Bella ciao”, un canto dai plurimi significati e dalle plurime contestualizzazioni. Tale raggruppamento è nato per contrastare e bloccare le azioni di un uomo che da tempo sfida e oltrepassa scherzosamente i confini della costituzione, per non considerare le ripetute menzogne promulgate di post in post e in ogni apparizione istituzionale e non.

Tuttavia l’antisalvinismo non può di certo ritenersi in sé sufficiente, avendo un apparato di pensieri volti ad annientare un nemico, in quanto questo significherebbe unirsi al gioco di quest’ultimo. Questo i fondatori l’hanno ben compreso, perciò hanno iniziato a sviluppare un programma che, seppur precoce, potenzialmente può diventare efficace. Si è partiti dal chiedere che le attività dei politici vengano svolte nelle sedi istituzionali molto di più rispetto alla misera partecipazione avvenuta negli ultimi tempi, in cui un video in diretta sui social vale molto più di un confronto democratico in parlamento (finte proposte di matrimonio a parte), giungendo all’ultimo dei primi sei punti del programma che prevede l’abolizione del decreto sicurezza. Primaticcio, ma interessante da seguire negli sviluppi. Come è stato promesso dal cervello delle sardine, nessuno di loro si candiderà alle prossime elezioni. Ciononostante, pare piuttosto riduttivo fermarsi a un mero discorso di propaganda svoltasi nelle piazze, anche perché l’influenza da loro esercitata potrebbe divenire ben notevole. Eppure, nel più utopico dei casi, potrebbe non essere obbligatorio fondare un partito considerando l’esistenza di una felice isola Baconiana in cui le coscienze di tutti gli elettori e di tutti i politici sono razionalmente capaci di distinguere il bene del popolo dal suo male e di considerarvi anche i diritti umani, quelli che qui da noi perdono contingenza ogni giorno che passa.

In linea di massima quindi il termine rivendicato orgogliosamente “apolitico” ha un significato troppo astratto per risultare funzionale. C’è piuttosto l’idea di slegarsi da tutte le altre fazioni, le quali invece hanno cercato di cavalcare l’onda come il più abile degli sciacalli, vedi il Partito Democratico, con scarsi risultati. Le sardine, che da seimila sono adesso cresciute fino a un centinaio di migliaio, devono confrontarsi innanzitutto nell’ardua sfida contro i gattini di Salvini e dei suoi seguaci, arma tanto grottesca quanto proficua da un punto di vista mediatico, e successivamente contro tutti gli scettici che non hanno minimamente compreso quale sia il fine della loro attività. A detta di ciò più volte sono stati invitati in tv o intervistati in una delle tante piazze da loro gremite e nella quasi totalità dei casi vi è stato più un duro attacco verbale che una riserva di spazio e tempo per fornire le necessarie spiegazioni a chi ne aveva bisogno. Il movimento, dice Mattia, è nato e continua ad agire per contrastare un’ideologia politica e un modo di eseguirla errati e che non tengono in considerazione differenti diritti inalienabili, ossia l’uguaglianza, la libertà, il rispetto reciproco, con un dovuto lasso di area anche alla corretta informazione che mai come oggi è uno dei temi maggiormente cruciali per un buon sistema. La diffidenza con cui vengono guardati dai più sta proprio nella cecità di fronte a certe materie, le quali non vengono ritenute degne di nota o che vengono date per scontate. Il modo di fare politica odierno è prettamente propagandistico, si fa più campagna elettorale che il bene pubblico, l’uso drasticamente errato della tecnologia ha fatto sì che una fake news postata su instagram con tanto di slogan sia più accreditata di un’azione contro l’antisemitismo o il razzismo o un’Unione Europea più unita (come le solite e inutili polemiche sul MES). Le sardine sono educate, non offendono e ci invitano tutti ad un utilizzo più consapevole e corretto dei social e del linguaggio politico. Le sardine simboleggiano un’intolleranza accumulata nel corso del tempo di persone libere, quali i cittadini italiani, il cui arbitrio è stato però intellettualmente oppresso per anni e anni, dopo aver subito una sorta di lavaggio del cervello volto a ribaltare completamente quei valori che ci hanno sempre contraddistinto. Le sardine sono pesci deboli che però insieme si fanno forza e rappresentano perfettamente la nostra società: gente debole, demoralizzata e rassegnata ma che insieme alimenta una forza disarmante in grado di annegare l'odio portando a galla il "bene"

La superficialità e l’immediatezza della retorica sono stati partecipi di questa distopia, degna della peggior distorsione possibile del sillogismo Aristotelico. Si è convinta la massa del fatto che dare una risposta semplice a problemi complessi fosse risolutivo sempre, a prescindere da quanto realmente si sia fatto per risolvere quei grattacapi. Oggigiorno rappresentare l’opposizione significa a priori essere in disaccordo praticamente su tutto. Non conta più l’idea, ma la figura, un principe machiavellico che mostri tutte le qualità richieste all’occorrenza, senza realmente possederle. Indi per cui riempire le piazze per invocare a gran voce un cambiamento e una presa di posizione coerente con la nostra forma di governo in vigore non è inopportuno, anzi fa dedurre come la speranza sia ancora viva in un collettivo di individui che formano la società. Questo perché finché una parvenza di raziocinio continuerà a essere presente nell'uomo esisterà anche il bene, mentre la tirannia psicologica sparirà inesorabilmente.

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I commenti degli utenti
  • Franco ha scritto il 21 dicembre 2019 alle 08:26 :

    le sardine difficilmente possono resistere nello stagno nella politica, l'unica alternativa e che si buttino a mare. Rispondi a Franco

    Gabriele Losappio ha scritto il 25 dicembre 2019 alle 11:19 :

    E poi se siamo così pessimisti in partenza non avremo mai una reazione a un sistema sbagliato.. Se ci dobbiamo sempre sottomettere a prescindere da quanto sia sbagliato allora in mare ci dovremmo buttare tutti Rispondi a Gabriele Losappio

    Gabriele Losappio ha scritto il 25 dicembre 2019 alle 11:12 :

    L'antisalvinismo è obbligatorio per un modo di fare politica disumano.. Se è vero che le sardine sono partite per contrastare le azioni di un uomo è vero anche che quello è diventato un pretesto per lottare contro un modo di fare politica e divulgazione aberrante in generale... Salvini ne è l'esempio più lampante ma ci sono dentro molte persone.. Non solo politici Rispondi a Gabriele Losappio

  • Franco ha scritto il 20 dicembre 2019 alle 14:41 :

    Dunque se abbiamo capito l' antisalvinismo è il collante e l'obiettivo reale. Ma non si può dire troppo in giro perché altrimenti si fa un favore al nemico? Rispondi a Franco