Alcolismo e adolescenza

Il binge drinking, ovvero la tendenza a consumare 5-6 drink nella stessa serata aumenta il rischio di andare incontro a infarto e ictus. 9 adolescenti su 10 bevono, il 40% si ubriaca

Domenico Di Noia La salute del cuore
Andria - venerdì 07 febbraio 2020
Alcolismo e adolescenza
Alcolismo e adolescenza © n.c.

I dati dell'ultimo rapporto dell'Istituto Superiore di Sanita' sui teenager (i ragazzi di 11-15 anni) parlano chiaro: nel 2018, il 43% dei 15enni italiani (erano il 38% nel 2014), e il 37% delle 15enni (il 30% nel 2014) ha fatto ricorso al binge drinking, cioè ha bevuto cinque o più bicchieri di uno o più mix alcolici in un’unica occasione con l'intenzione di sbronzarsi. Ogni anno, più di 3.000 minorenni finiscono al pronto soccorso per intossicazione etilica, e succede, di solito, le sere del fine settimana. Ma quelli che arrivano in ospedale sono la punta dell’iceberg. Almeno 700.000 adolescenti tra gli 11 e i 17 anni consumano alcolicie oltre 100.000 tra loro fanno binge drinking.

Se consideriamo anche la fascia d’età tra 18 e 25 anni (dove il consumo occasionale o quotidiano riguarda quasi l’80% dei maschi e il 65 % delle femmine), si contano complessivamente in Italia quasi 1.600.000 giovani bevitori, tra cui 900.000 che "si alcolizzano" in misura smodata. Il rapido espandersi di locali notturni ha favorito l’uso di alcolici e super alcolici da parte di molti adolescenti. L’alcol è sempre più diffuso tra i giovani e di solito, l’adolescente è un bevitore occasionale, ma se comincia a bere "forte", tra i 16/17 anni, si ritrova etilista a 20 anni. Sono circa ventimila i morti provocati ogni anno in Italia dall’alcol, più di quelli causati da droga e incidenti stradali. Il consumo eccessivo di alcolici viene oggi considerato un importante fattore di rischio per la salute: è il secondo responsabile di morte prematura e causa di malattia in Europa.

Alti consumi di bevande alcoliche sono associati a ipertensione arteriosa, ictus (Studi recenti mostrano una probabilità di circa il 56% in più di subire un ictus ischemico nell’arco di 10 anni in chi si sottopone a grandi bevute rispetto a soggetti che non eccedono mai), aneurismi cerebrali, insufficienza cardiaca da cardiomiopatia dilatativa e aneurisma dell’aorta. L'assunzione prolungata di alcool in grandi quantità indebolisce il muscolo cardiaco, causando una condizione nota come cardiomiopatia alcolica, una patologia tanto più grave quanto più l'abuso di alcol si è protratto nel tempoanni ed è stato quantitativamente rilevante. E' opportuno precisare,che, tra un alcolista uomo e un alcolista donna, l'alcolista donna ha maggiore probabilità di sviluppare la cardiopatia alcolica, in quanto le donne presentano, rispetto agli uomini, una maggiore difficoltà a metabolizzare l'alcol a livello epatico. La cardiopatia alcolica rientra nell'elenco delle cardiomiopatie dilatative. La cardiomiopatia dilatativa è una patologia che colpisce prevalentemente il ventricolo sinistro, la parte del cuore che invia il sangue nel resto dell'organismo attraverso l'aorta.La dilatazione del ventricolo, si associa a una ridotta capacità di pompare il sangue nell'organismo. Anche se in alcuni casi può essere asintomatica, la cardiomiopatia dilatativa è una malattia che, se non trattata, nel tempo può portare a scompenso cardiaco, una sindrome caratterizzata dall'accumulo di liquidi nei polmoni (congestione polmonare), nell'addome, nelle gambe e nei piedi, insufficienza (ossia incontinenza) valvolare mitralica e/o tricuspidale secondaria alla dilatazione ventricolare, embolie, e aritmie che possono anche causare morte improvvisa.

Tuttavia, il danno può essere parzialmente reversibile se la condizione viene diagnosticata precocemente e se il paziente interrompe il consumo di alcol. La guarigione dipende dalla durata dell'abuso di alcol e dal relativo consumo. Se il cuore è già danneggiato, la prognosi non prevede una guarigione completa. Nel cuore esiste un segnapassi interno che mantiene un’attività di costante di pompa alla giusta velocità; l’alcool interferisce con questo sistema e causa l’aumento o l’irregolarità della frequenza cardiaca. Queste anomalie sono chiamate aritmie. I due tipi di aritmie indotte dall’alcool sono: fibrillazione atriale e tachicardia ventricolare. La fibrillazione atriale è la più comune forma di aritmia cardiaca, ed è caratterizzata dalla presenza di un'attività elettrica atriale disorganizzata, molto rapida e meccanicamente inefficace.La tachicardia ventricolare è un’aritmia grave, caratterizzata da un’accelerazione dei battiti cardiaci oltre 100 pulsazioni al minuto, a volte anche 200-300 pulsazioni al minuto, e può causare arresto cardiaco e morte improvvisa.

"Il primo bicchiere è per la sete; il secondo, per la gioia, il terzo, per il piacere; il quarto, per la follia". (Apuleio)

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