Siamo pronti a sconfiggere il coronavirus e a voltare pagina?

Clorochina, tocilizumab e remdesivir, sono i farmaci attualmente in sperimentazione per contrastare il virus

Domenico Di Noia La salute del cuore
Andria - venerdì 20 marzo 2020
Coronavirus
Coronavirus © n.c.

Non si contano più ormai le fake news che ogni giorno intasano chat e social sull’emergenza COVID-19 e per questo mi è sembrato opportuno fare chiarezza su fake news e realtà.

Nelle ultime settimane l'opinione pubblica si sta chiedendo: quanto tempo ci vorrà perché sia utilizzabile un vaccino o si trovi una cura per il coronavirus? È certo che per il trattamento delle epidemie virali, i vaccini sono certamente la soluzione migliore perché abbattono la diffusione dell’infezione e riducono il numero delle persone contagiate. Occorre del tempo prima che questi vaccini possano essere disponibili per un uso clinico; proprio come prevede l’Oms, ci vorrà ancora più di un anno. Oltre agli italiani, stanno sperimentando vaccini, gli israeliani, i cinesi e gli americani.

Per quanto riguarda i farmaci, in questo periodo, medicinali utilizzati per altre malattie, vengono sperimentati sui pazienti per capire se possano avere effetti positivi anche per il nuovo coronavirus.

Clorochina, tocilizumab e remdesivir, sono i farmaci attualmente in sperimentazione per contrastare il coronavirus.

Da alcuni giorni sta circolando un video su WhatsApp in cui un uomo viene filmato mentre acquista un farmaco all'aeroporto di Mosca. L’uomo sostiene che il farmaco, chiamato Arbidol, possa curare l’attuale infezione da coronavirus (SARS-CoV-2), e si chiede polemicamente perché non venga venduto in Italia. La notizia è falsa: non esiste alcun farmaco miracoloso che prevenga o curi la malattia COVID-19, come invece lascia intuire il protagonista del video. In realtà questo farmaco, Arbidol è il nome commerciale dell’Umifenovir, è un farmaco antivirale molto popolare in Russia e in Cina per curare l’influenza ma non approvato per la vendita né nell’Unione Europea, né negli Stati Uniti.

Ancora, nei giorni scorsi è comparso sul web un sito che aveva messo in vendita, alla modica cifra di 634 euro a confezione, il Kaletra, un farmaco antivirale reclamizzato come l'unico farmaco contro il Coronavirus (COVID-19), sta di fatto che non ci sono evidenze scientifiche che mostrino la correlazione tra questo prodotto e la cura del Covid-19. Il farmaco in questione viene utilizzato per il trattamento delle infezioni da Hiv. Il 17 marzo 2020, è stato avviato un procedimento istruttorio e disposto in via cautelare l’oscuramento del sito web.

In Olanda è pronto il primo farmaco specializzato per aggredire il coronavirus. È un anticorpo monoclonale, specializzato nel riconoscere la proteina che il virus utilizza per aggredire le cellule respiratorie umane. I ricercatori hanno comunicato alla Bbc che saranno necessari mesi prima che il farmaco sia disponibile perché dovrà essere sperimentato per avere le risposte su sicurezza ed efficacia.

Una delle prime molecole utilizzate nella lotta al coronavirus è la clorochina, un farmaco antimalarico che ha dimostrato un'attività antivirale, soprattutto con i retrovirus e i coronavirus. Sperimentata nei malati cinesi ha portato ad un netto miglioramento della sintomatologia e nella riduzione del periodo di degenza. Questi risultati fanno ben sperare per il futuro. È invece ormai di comprovata efficacia il tocilizumab, farmaco biologico contro l'artrite reumatoide prodotto da Roche e che sembra dare buoni risultati nel contenere l'infiammazione polmonare da coronavirus poiché blocca l’eccesso di infiammazione scatenata nei polmoni dal Covid-19. Il farmaco già in uso in diversi reparti di Malattie Infettive del nostro Paese, viene distribuito gratuitamente dalla Roche ormai da giorni alle Regioni che ne fanno richiesta. È risultato efficace anche il Remdesivir, un farmaco antivirale somministrato con successo alla coppia cinese passata per Verona a fine gennaio e poi ricoverata allo Spallanzani e sul ricercatore 29enne emiliano rientrato da Wuhan e trattato nello stesso Istituto. Tutti e tre sono guariti. Remdesivir, spiegano i medici che lo stanno utilizzando uccide proprio il coronavirus.

In merito al presunto effetto di terapie a base di medicinali anti-ipertensivi sulla trasmissione e sull’evoluzione della malattia da coronavirus, l’Agenzia Italiana del Farmaco ha diramato un comunicato, facendo chiarezza sul tema: «è opportuno non modificare la terapia in atto con anti-ipertensivi, qualunque sia la classe terapeutica, nei pazienti ipertesi ben controllati, in quanto esporre pazienti fragili a potenziali nuovi effetti collaterali o a un aumento di rischio di eventi avversi cardiovascolari non appare giustificato».

“Nulla impedirà al sole di sorgere ancora, nemmeno la notte più buia. Perché oltre la nera cortina della notte c’è un’alba che ci aspetta”. K. Gibran

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I commenti degli utenti
  • Dv ha scritto il 21 marzo 2020 alle 07:00 :

    Vorrei fare una domanda purtroppo non so a chi Se l'Italia avesse la poosibilta di fare venire dalla Cina un numero importante di cinesi già contagiati e in via di guarigione e farli circolare liberamente quali potrebbero essere i scenari per il contagio? Io penso che anticiperò di molto la curva di discesa perché è come se spostiamo lo stato di contagio a quello cinese dove il virus ha perso di potenza Rispondi a Dv

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