Covid-19: norme igienico-sanitarie da adottare per ridurre il rischio di contagio

Domenico Di Noia La salute del cuore
Andria - venerdì 27 marzo 2020
L'igiene ai tempi del covid-19
L'igiene ai tempi del covid-19 © n.c.

Per prevenire il contagio e limitare il rischio di diffusione del nuovo coronavirus è fondamentale la collaborazione e l’impegno di tutti noi.

Adesso possiamo affermare con certezza che il coronavirus responsabile della malattia respiratoria COVID-19 può essere trasmesso da persona a persona tramite un contatto stretto ovvero diretto con un caso probabile o confermato, attraverso le goccioline del respiro (droplets), la saliva, tossendo e starnutendo o toccando con le mani contaminate (non ancora lavate) bocca, naso o occhi. È anche possibile che il virus venga depositato sugli oggetti da un individuo infetto in maniera inconsapevole.

Le superfici più esposte al contagio comprendono, per esempio: le maniglie delle porte; le pulsantiere degli ascensori; i bancomat, i sostegni per aggrapparsi sui mezzi pubblici. L’utilizzo di comuni disinfettanti è in grado di ridurre al minimo e annullare la capacità del virus di trasmettere l’infezione. In particolare, si consiglia di pulire le superfici utilizzando: disinfettanti contenenti alcol al 75%; o disinfettanti a base di cloro all’1%, come la candeggina.

Per pulire smartphone tablet e altri dispositivi anch'essi fonte di contagio, basta utilizzare una salvietta igienizzante o un panno morbido e privo di lanugine (quelli per gli occhiali vanno benissimo) evitando invece carta igienica e tessuti abrasivi contenente etanolo (alcol etilico). Uno studio recente indica che il coronavirus vive fino a tre giorni in certe superfici come plastica ed acciaio, e solo per poche ore in superfici come cartone e rame. Inoltre, l'eventuale contagio attraverso superfici è assolutamente marginale rispetto a quello interumano, che resta la vera modalità di trasmissione. Il sistema più valido per ridurre il rischio di contagio è quello di lavarsi le mani, spesso e bene, con acqua e sapone e per almeno 60 secondi. Se non sono disponibili acqua e sapone, è possibile utilizzare anche un disinfettante per mani a base di alcool (concentrazione di alcool di almeno il 60%).

La ventilazione degli ambienti è un modo straordinario ed efficacissimo per neutralizzare il virus. Le scarpe vanno tolte all’ingresso. Togliersi le scarpe all’ingresso è una buona norma igienica. A scatenare le ultime paure degli italiani sul coronavirus è stato un audio che qualche giorno fa ha fatto il giro delle chat in cui un “medico ?” di Milano consigliava caldamente di utilizzare un solo paio di scarpe per uscire di casa e lasciarle fuori dalla porta una volta rientrati. La motivazione? «Il virus rimarrebbe vivo nove ore sull’asfalto e quindi resterebbe anche sulle suole». Ad onor del vero, in queste condizioni, il virus può sopravvivere solo qualche giorno, ma con una carica virale irrisoria. Giubbotti, cappotti e abiti indossati per uscire è meglio che siano collocati al di fuori della camera da letto. E le mascherine? Ci sono diversi tipi di mascherine, che garantiscono vari gradi di protezione (mascherine chirurgiche e maschere dotate di filtri, chiamate respiratori con filtranti facciali, che sono l’unico dispositivo in grado di dare una certa protezione anche dai virus). Quindi, proteggersi con la sciarpa o con mascherine fai da te di tessuto non tessuto o di altro materiale (come la carta forno, ad esempio) non garantisce adeguata protezione e soprattutto può dare un falso senso di sicurezza che può farci allentare la guardia, per esempio, sulla distanza da mantenere.

Inoltre, tengo a precisare che, come spiegato sul sito del Ministero della Salute, nella sezione dedicata alle domande più frequenti sul Covid-19, "al momento non vi è alcuna evidenza scientifica - si legge - che gli animali da compagnia, quali cani e gatti, abbiano contratto l’infezione o possano diffonderla. Si raccomanda di lavare le mani frequentemente con acqua e sapone o usando soluzioni alcoliche dopo il contatto con gli animali".

Infine, normalmente le malattie respiratorie non si trasmettono con gli alimenti, che comunque devono essere manipolati rispettando le buone pratiche igieniche. Raccomando caldamente queste norme igieniche, soprattutto ai soggetti adulti affetti da diabete, ipertensione, cardiopatia ischemica, broncopneumopatia cronica ostruttiva, ictus, tumori, diabete, malattie respiratorie, malattie neurologiche e neurodegenerative. In genere, le infezioni da coronavirus riguardano le vie respiratorie superiori, tuttavia, non è escluso che l'agente infettivo virale possa raggiungere anche le vie respiratorie inferiori (dalla trachea ai polmoni). Nei casi più gravi, l'infezione può causare polmonite, sindrome respiratoria acuta grave, insufficienza renale e persino la morte. La prevenzione fondamentale resta quella del contagio interumano, e per questo è opportuno mantenere una distanza interpersonale di almeno un metro, ed evitare assolutamente la stretta di mano o l'abbraccio.

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I commenti degli utenti
  • E.I. ha scritto il 28 marzo 2020 alle 15:39 :

    Ieri su tg regione anche illustrato lo smaltimento dei riufiuti delle famiglie che sono in quarantena e positivi Questo per tutelare anche gli operatori del settore della raccolta rifiuti. E' bene, inserire i rifiuti in un DOPPIO SACCHETTO e adottare altre misure. Rispondi a E.I.