Lettera al Sindaco che verrà

Lettera al Sindaco che verrà

Serve riportare questo organismo-città al suo sano metabolismo

Mirella Caldarone Punto di vista
Andria - venerdì 10 luglio 2020
Comune di Andria
Comune di Andria © Mirella Caldarone

Caro/a Sindaco/a,

Grazie per aver accettato questo gravoso impegno. Candidarsi è già dimostrazione di coraggio: Andria, lo sa il nostro cuore e lo sanno le nostre tasche, è una città dolente e stremata.

Si tratterà di risalire una china in cui essa è rovinosamente scivolata. Servirà passione, competenza ed umiltà per riorganizzare la macchina amministrativa inceppatasi nelle sue funzioni vitali.

Sii il Sindaco di tutti e non l’espressione di accordi precostituiti e miopi con i portatori di voti indifferenziati.

Sii la figura istituzionale garante della crescita della comunità.

Volgi lo sguardo ai fermenti creativi che arricchiscono governanti e governati.

Soprattutto, sii presente.

La prolungata assenza istituzionale ha provocato un baratro nella nostra comunità, diventata una terra di nessuno in cui i comportamenti più maleducati e prepotenti hanno potuto mettere radici. Se manca l’istituzione, la sicurezza e la civiltà sono le prime vittime.

Dovrai avere la responsabilità di intervenire nei processi e non lasciare che si consumi una guerra tra poveri. La vita negli spazi comuni ha bisogno di regolamentazioni che garantiscano tutti.

Le periferie vanno raccordate e vitalizzate. Il centro storico è una comunità da tutelare nella sua intierezza. Proprio il vuoto istituzionale ha indotto una inopportuna guerra tra residenti e commercianti. Ed invece il centro storico è una comunità in cui tutti gli attori principali valorizzano l’ambiente con la propria presenza. L’istituzione intervenga a ripulire strade e comportamenti prepotenti che offendono chi passeggia, lavora o vi abita, costringendo le attività a chiudere ed i residenti a cambiare casa.

Sii il Sindaco che gira per le periferie e per il corso principale; che gira a piedi per rendersi conto che è pericoloso perché si può essere investiti dalle migliaia di bici elettrificate che fioccano a destra e a manca tra i passanti. Oppure cammina tra le auto che parcheggiano ovunque e nota di persona come sia impossibile evitare le gimcane per scansare le soste selvagge sui marciapiedi. Prova un giorno ad andare in carrozzella e ti accorgerai che è impossibile girare se le tue gambe non ti sostengono.

Pensa ai luoghi di pubblica utilità e, ora che tutti i nastri d’inaugurazione sono stati tagliati, prova a riempirli di contenuti e a progettarne di nuovi affidandoli in autogestione.

Serve attivare le risorse umane migliori, quelle che ora stanno soccombendo all’aggressione del brutto. Servono buone pratiche ed una visione per un vero sviluppo.

Andria deve tornare a somigliare alla piacevolezza, alla civiltà, alla speranza.

Serve quella bellezza che crei disagio ai violenti e agli incivili.

Tornino le strade del centro e della periferia a gremirsi di curiosità sane, di teatro, di progettualità culturali.

C’è sete di bellezza e la sete è già sintomo di scompenso organico. Serve riportare questo organismo-città al suo sano metabolismo.

Potrai contare sulle nostre energie pulite se avrai la capacità di attingervi coinvolgendoci in percorsi inclusivi.

Caro/a Sindaco/a, dovrai essere uno di noi. Grazie per l’impegno che ci vorrai mettere: esso non sarà stato invano.

(Una cittadina di Andria)

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I commenti degli utenti
  • Mimmo Campanale ha scritto il 10 luglio 2020 alle 10:49 :

    Vorrei un Sindaco con una maggioranza che ama la propria Città. Ormai non credo più a nessuno di qualsiasi colore e fede politica. Spero di essere smentito Rispondi a Mimmo Campanale

  • Dino Leonetti ha scritto il 10 luglio 2020 alle 07:34 :

    "Andria non è una città malata" dichiaravano sui giornali due assessori valenti della passata amministrazione. Noi dicevamo il contrario. Inascoltati. Quei titoli di giornale a tutta pagina sono la vergogna di queste donne e di questi uomini che hanno chiusi gli occhi della coscienza. Ed ora abbiamo le macerie. E chi si propone per risolvere, per cambiare, per salvare? Le stesse persone o i loro ventriloqui. Mi sento così triste... Rispondi a Dino Leonetti

    Lucia Sgarra ha scritto il 12 luglio 2020 alle 06:31 :

    Concordo in pieno chi si candida sono gli stessi.......... Andria non ha speranze...... Non sanno cosa dire cultura, catastrofe ferroviario, chi più ne ha più ne metta ...... Be serve ben altro se tiene DAVVERO AL SUO PAESE Rispondi a Lucia Sgarra