La PEC delle imprese e professionisti diventa domicilio digitale: regole per professionisti e imprese

L’indirizzo PEC diventa domicilio digitale per le imprese e professionisti. Aggiornamento costante degli indirizzi. Sanzioni e sospensione dall’Albo

Fedele Santomauro Economia, lavoro & fisco
Andria - venerdì 11 settembre 2020
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Il decreto semplificazioni (D.L. 16 luglio 2020, n°76 ) recante “Misure urgenti per la semplificazione e l’innovazione digitale” semplificazioni è intervenuto a gamba tesa sull’obbligo - già esistente - per professionisti e imprese di comunicare il proprio domicilio digitale al Registro delle imprese o all’albo di appartenenza.

A partire dal 01 ottobre, infatti, il DL 76/2020 (art. 37) prevede apposite sanzioni (raddoppiate o triplicate rispetto al passato) a carico di coloro che non adempiono in merito alla comunicazione del proprio domicilio digitale al registro delle imprese:

le imprese incorreranno nella sanzione pecuniaria prevista nei casi di "omessa denuncia"

i professionisti saranno passibili di sospensione dall’albo o elenco di appartenenza.

Le imprese costituite in forma individuale e collettiva già iscritte al registro delle imprese, i professionisti e i revisori legali che non hanno ancora comunicato il proprio domicilio digitale, hanno tempo per mettersi in regola, fino al 30 settembre 2020.

Previste sanzioni anche per i domicili digitali inattivi, che saranno verificati dal Registro delle imprese.

All’art. 37 del decreto semplificazioni – in vigore dal 17 luglio 2020 – , titolato “disposizioni per favorire l’utilizzo della posta elettronica certificata nei rapporti tra Amministrazione, imprese e professionisti” con modifiche ai commi 6, 6-bis, 7 e 7-bis dell’articolo 16 del D.L. n. 185/2008, convertito dalla L. n. 2/2009 e al comma 2, dell’articolo 5 del D.L. n. 179/2012, convertito dalla L. n. 221/2012 – sostituisce tra le altre cose la dicitura “posta elettronica certificata” con il più specifico “domicilio digitale”, cosi come descritto dal CAD (Codice Amministrazione Digitale) che precisamente recita: “domicilio digitale”: un indirizzo elettronico eletto presso un servizio di posta elettronica certificata o un servizio elettronico di recapito certificato qualificato, come definito dal regolamento (UE) 23/07/2014 n°910 del Parlamento europeo e del Consiglio in materia di identificazione elettronica e servizi fiduciari per le transazioni elettroniche nel mercato interno e che abroga la direttiva n° 1999/93/CE, di seguito “Regolamento eIDAS”, valido ai fini delle comunicazioni elettroniche aventi valore legale”.

Ora con domicilio digitale si definisce meglio il perimetro del servizio, trattandosi di un “indirizzo di posta elettronica certificata” oppure di un “servizio elettronico di recapito certificato qualificato”,

il cosiddetto domicilio digitale assume un’importante funzione di sostituire la residenza fisica per il recapito delle comunicazioni ufficiali, presso il quale la Pubblica amministrazione invia comunicazioni, atti e notificazioni.

Alle imprese inadempienti o che utilizzano un domicilio digitale inattivo, oltre alla sanzione amministrativa, verrà assegnato d’ufficio un nuovo e diverso domicilio digitale, acquisito tramite gara nazionale bandita dalla Consip S.p.A., i cui costi saranno coperti dalle relative sanzioni erogate e riscosse.

L’iscrizione del domicilio digitale nel registro delle imprese e le sue successive eventuali variazioni sono esenti dall’imposta di bollo e dai diritti di segreteria.

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