La rotta dei due mari

Lo si impara. Si scopre che viaggiare a piedi è possibile. Lasciare alle spalle un mare per ritrovarne un altro di fronte: si può fare

Mirella Caldarone Punto di vista
Andria - venerdì 16 ottobre 2020
La rotta dei due mari
La rotta dei due mari © Mirella Caldarone

Il viatore può dirsi uno scrittore che fa della strada la metrica dei suoi componimenti. Egli predilige il movimento lento dell’andar per via, fuori città, coprendo lunghe distanze. Camminare: se prima era una necessità, oggi è una scelta. Una scelta etica.

Andare a piedi in un pellegrinaggio, un viaggio o un’escursione ci restituisce la dimensione umana del tempo, ci rimette in contatto con l’essenziale. Ad ogni passo si rinnova il sacro privilegio di esistere. Le evoluzioni di un corpo nello spazio in cui si muove ricordano la naturale capacità di raggiungere, attraversare e superare una meta o un’incognita.

Auto-condursi nel paesaggio e aver per tetto il cielo è una grande metafora della vita. Un corpo impegnato nel continuo ticchettìo dei passi consente al pensiero di vagare libero. Si lasciano per strada le ansie della quotidianità e l’energia negativa. Camminare è un esercizio di adattabilità, di resilienza, di gestione delle risorse. Si impara a distinguere il superfluo dal necessario. Andar per via non è competere, è vivere al nostro ritmo.

Lo si impara. Si scopre che è possibile. Viaggiare, sì, viaggiare a piedi, è possibile. Lasciare alle spalle un mare per ritrovarne un alto difronte: si può fare. Si segue una rotta. Ne ho seguito un pezzo, a dire il vero.

Dal mare che affaccia ad oriente, l’Adriatico, fino allo Ionio, la Rotta dei due mari è un itinerario che si snoda sui sentieri affiancati da muretti a secco, ulivi secolari e manufatti architettonici che rasentano la fiaba: i trulli.

Ai viandanti è data occasione di conoscere una Puglia autentica passando tra alcuni dei paesi più suggestivi della Regione. Partendo da Polignano a Mare, si attraversano Castellana Grotte, Alberobello, Locorotondo, Martina Franca, Crispiano e, infine, Taranto. Un itinerario ben segnalato di 126 km in sei tappe, percorribili a piedi e/o in bicicletta tra straordinarie bellezze paesaggistiche e culinarie, con tanto di passaporto del viaggiatore (Per informazioni e supporto logistico c’è una pagina fb all’indirizzo: https://www.facebook.com/La-Rotta-dei-due-Mari-2035608339824947).

A malincuore, ho dovuto lasciare gli amici viandanti a Locorotondo, per tornare indietro. Non mi rimaneva che seguire le ultime tappe attraverso l’esperienza dei miei splendidi compagni di viaggio, giunti sulla costa jonica ed ora in possesso del meritevole Passaporto del coaster.

Buen camino è l’augurio migliore!

Lascia il tuo commento
commenti
Altri articoli
Gli articoli più letti