Covid-19: test diagnostici di laboratorio quali sono e come si eseguono

Solo un intervento diagnostico rapido può permettere di individuare soggetti infettati ed evitare di esporre altre persone al rischio contagio. Finora, il test più usato e affidabile per la diagnosi è il tampone o test molecolare

Domenico Di Noia La salute del cuore
Andria - venerdì 06 novembre 2020
covid19
covid19 © n.c.

Nella sua fase iniziale, l'infezione da COVID-19 si presenta spesso con sintomi molto simili a quelli influenzali e di altre infezioni respiratorie e quindi la rapidità del processo di identificazione e isolamento delle persone infette è fondamentale. All’Istituto nazionale per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani, ormai noto– come altri centri italiani – per aver rivestito un ruolo centrale nelle varie fasi della pandemia di Covid-19, arriverà presto un nuovo test per distinguere, in un unico esame, l’infezione Covid-19 dall’influenza. “Il test AG 19 Combo Rapid Test Swab – spiega l’azienda produttrice – si basa sul tampone naso-faringeo e dà una risposta rapida che consente il rilievo del virus in massimo 15 minuti dopo soltanto 24/48 ore dall’aver contratto l’infezione. Al tempo stesso si potrà conoscere se il paziente ha contratto soltanto l’influenza di tipo A o B”.

Test diagnostici. Tutti sappiamo quanto sia importante la fase diagnostica nella lotta alla diffusione del Covid-19, ma sappiamo quali sono le differenze tra tampone naso-faringeo e test sierologico e quali gli strumenti che più di tutti vengono utilizzati per la diagnosi rapida?. Il tampone o test molecolare può essere eseguito in laboratori autorizzati, serve a identificare i soggetti affetti e permette di identificare l’eventuale presenza del virus sia nei sintomatici, sia nei portatori asintomatici. Non è un esame invasivo, pertanto può essere eseguito a chiunque e a qualsiasi età da personale addestrato e munito di tutte le precauzioni del caso: guanti, mascherina, occhiali e camice monouso. Viene eseguito tramite l’ausilio di un cotton fioc posizionato all’estremità di un lungo bastoncino (può essere praticato in due diverse maniere o inserendo il bastoncino nel naso -tampone naso-faringeo o inserendo il bastoncino in bocca -tampone faringeo) e inviato in un laboratorio in grado di individuare, attraverso test molecolari, la presenza o meno del virus all’interno della faringe. L'analisi del tampone richiede in media dalle due alle sei ore. Se è negativo indica che non è stata rilevata la presenza del virus nel paziente, che pertanto in base all’analisi eseguita è risultato non affetto e non risulta essere contagioso. In rari casi, tuttavia, è possibile che risultati negativo anche in alcuni pazienti sintomatici; per tali soggetti si consiglia la ripetizione del test su secondo tampone e se questo è positivo significa che è stata rilevata la presenza del virus nel campione in esame, di conseguenza la persona è da considerarsi infetta e a rischio di trasmettere la malattia, per cui dovrà seguire le indicazioni del medico curante e osservare il periodo di isolamento domiciliare (o ospedaliero nel caso di sintomatologia grave). A seguito della guarigione clinica e/o del periodo di quarantena verranno effettuati due tamponi di conferma di avvenuta guarigione a distanza di 24 ore l’uno dall’altro. Se entrambi i tamponi risulteranno negativi la persona potrà riprendere le normali attività. Test sierologico standard e test sierologico rapido.

Mentre il test sierologico standard è un test quantitativo, che rileva cioè la quantità e la tipologia di anticorpi presenti, il test sierologico rapido è di tipo qualitativo, ovvero rileva solo la presenza degli anticorpi (positivo o negativo) e non la loro quantità, questo test analizza il sangue capillare prelevato dal polpastrello tramite un pungidito (simile allo strumento utilizzato dai pazienti diabetici) e rispetto al test sierologico standard che impiega circa 48 ore per dare una risposta, questo tipo di test garantisce una risposta in 15 minuti ma è meno affidabile. È doveroso sottolineare che il test sierologico standard non può essere considerato un sostituto del tampone, poiché è solo quest’ultimo a dimostrare la presenza o meno del materiale generico virale. Per questo motivo, il Ministero della Salute raccomanda di effettuare anche il tampone nel caso di risultato positivo del test sierologico. Quindi il tampone serve per diagnosticare la presenza del virus nell'organismo e scoprire se c'è un'infezione in corso, i test sierologici, invece, servono per identificare una persona che è già entrata in contatto con il nuovo coronavirus. Test antigenico (detto anche ‘tampone rapido’); viene somministrato con la stessa modalità del tampone nasofaringeo classico. Il test tuttavia, a differenza di quest’ultimo, non ricerca il genoma virale ma la presenza di proteine di superficie del virus, chiamate anche antigeni.

Ecco perché il tampone rapido rientra nella classe dei “test antigenici”. Se il tampone classico necessita in media di 24-48 ore per la sua elaborazione, i risultati del tampone rapido sono molto più rapidi: in circa 15 minuti si riceve l’esito. Purtroppo però la velocità ha un costo in termini di sensibilità: se la carica virale è bassa, il test potrebbe risultare erroneamente negativo e non riuscire a rilevare l’infezione anche se è presente. Di recente sono stati proposti anche nuovi test salivari che, come suggerisce la parola, rilevano tracce del virus dalla saliva stessa. Possono essere di due tipologie: il test salivare molecolare che rileva il materiale genetico del virus e, come nel caso del tampone classico, richiede un’analisi sofisticata, chiamata PCR, che può essere svolta per ora solo in laboratorio (questo allunga di molto i tempi per ottenere i risultati) e il test salivare antigenico che dà una risposta immediata ed esattamente come nel caso del tampone rapido, può essere elaborato nel giro di una decina di minuti e va a caccia delle proteine di superficie del virus all’interno della nostra saliva. In questo caso la precisione del test è però ancora più bassa, inferiore non solo al tampone normale, ma anche al tampone rapido. La strada del test salivare è quella giusta: è il test meno invasivo e più economico, ma richiederà ulteriori miglioramenti tecnici prima di poter essere impiegato in modo massiccio.

Non bisogna confondere la libertà con il diritto di far ammalare gli altri. Imparare a convivere con il virus non vuol dire comportarsi come se non ci fosse più. (Sergio Mattarella)

Lascia il tuo commento
commenti
I commenti degli utenti
  • Antonio memeo ha scritto il 06 novembre 2020 alle 14:42 :

    Più che un commento avrei una domanda per il sig. Di Noia autore dell'articolo. Potrebbe consigliare quale test è opportuno fare ad un soggetto che circa 10 giorni fà ha avuto un attacco febbrile durato meno di un giorno superato grazie alla tachipirina e che ha accusato nei giorni a venire solo faringite e raffreddore. Da premettere che il soggetto NON è stato in contatto con positivi al Covid 19. La ringrazio anticipatamente. Rispondi a Antonio memeo

    dottor Di Noia ha scritto il 06 novembre 2020 alle 18:12 :

    Gent.mo, intanto sarebbe auspicabile sapere l'età del soggetto se è affetto da patologie particolari. È chiaro che incide il suo stile di vita: quanta gente incontra e che mestiere fa. Premesso che di questi tempi è sempre auspicabile fare il tampone molecorale, se ritiene con certezza di non aver avuto contatto con positivi, non lo faccia. Il guaio è che in questo tempo sospeso avere certezza, talvolta anche di un figlio/a che a sua volta ha avuto contatti con asintomatici, è pura utopia, a meno che non ha deciso di fare vita asociale a prescindere... Intanto, le ripeto, sarebbe auspicabile fare il tampone. Sempre Rispondi a dottor Di Noia

    Antonio memeo ha scritto il 07 novembre 2020 alle 18:39 :

    Gentilissimo Dott. Di Noia, il soggetto ha 50 anni e non ha particolari patologie. Volevo quindi chiederLe se può bastare il test sierologico presso laboratorio analisi per evidenziare se il soggetto ha contratto il virus. E' chiaro che in caso di risultato positivo sarà obbligatorio ricorrere al tampone. Grazie. Rispondi a Antonio memeo

    mimmo di Noia ha scritto il 12 novembre 2020 alle 07:16 :

    intanto esegua il test sierologico e se positivo anche il tampone

Altri articoli
Gli articoli più letti