Maschere

Lo stereotipo è una dipendenza e, si sa, all'inizio è troppo facile caderci per rendersi conto della letalità dì qualcosa che sembra semplicemente darci un po' di sollievo

Stop and Change Stop and Change
Andria - venerdì 26 marzo 2021

2 Apparenze

Spot realizzato dai ragazzi del Liceo statale Carlo Troja e dall ITIS Jannuzzi di Andria per il Progetto Stop and Change per la prevenzione alla violenza di genere.
apparenze
apparenze © n.c.

* articolo di Mattia Di Tacchio

Parlare di maschere, in un periodo come questo è tutto fuorché fuori luogo.

In un periodo storico in cui, anche per chi ci sarebbe normalmente e quotidianamente accanto, è facile dimenticare le fattezze del nostro volto e, progressivamente, anche la nostra identità, è pacifico che anche noi, mancando dell'interazione con gli altri, potendo e dovendoci interfacciare unicamente con noi stessi, c’è il rischio che si stia smarrendo la nitidezza dell'immagine che abbiamo di noi.

Ciò che sembra essere ampiamente sostenuto da ognuno di noi recentemente è che di tempo per poter riflettere ne abbiamo avuto abbastanza, come se il procedere con ulteriori disamine del nostro più recondito io non possa far altro che smarrirci nella nostra psiche.

Con tutte le nostre conquiste ottenute durante quel primo proficuo (per alcuni) periodo di Lockdown, evidentemente, morte e sepolte da un anno che non ha fatto altro che metterle in discussione, insorge, la necessità di certezze ferree che paiono, agli animi più deboli, potersi cementificare solo con l'aderire a dei modelli plastici come il Moplen, che sanno di prefabbricati più di un Billy dell'IKEA, ma che, certamente, non possono essere tacciati di essere delle eccezionali maschere-fortino, le quali, se non utili come punto di partenza per riscoprire se stessi, almeno sembrano poterci preservare da qualsiasi problema non provenga dall'esterno.

O no?

Non esattamente, chi ha vissuto per più di 12 anni su questa terra sa che non esiste un "elisir per la pace in terra con sé stessi", non esiste qualcosa che riesca automaticamente a tacciare tutte quelle meravigliose vocine, te, in assenza di contraddittorio e senza troppi complimenti, controllano il nostro umore e decidono le sorti di ogni nostra giornata.

Purtroppo su nessuna delle frustranti incertezze giovanili funziona l'auto compilazione di Google.

Eppure decidere (decidere?) di aderire ad uno stereotipo-maschera non fa altro che accrescere il numero, l'entità e l'influenza di questi quesiti "quasi quasi preferirei il grillo parlante, guarda".

Non mentiamoci, non è più semplice aderire ai dettami della società, perché rappresentare il 'loro' volere è un'utopia.

Per quanto ci si sforzi di tenere aderente quella maschera a noi, questa sarà ancora troppo lontana dalla nostra pelle.

Ci sarà sempre qualcuno migliore di noi.

Più magr*
Meno scheletric*
Più muscolos*
Meno 'Big Jim'
Più femminile
Più mascolino
Ecc...

Fatto sta che qualcuno ha deciso di farsi trascinare dalla corrente (no, lo giuro non sto cantando Daniele Silvestri) perché lo stereotipo è una dipendenza e, si sa, all'inizio è troppo facile caderci per rendersi conto della letalità dì qualcosa che sembra semplicemente darci un po' di sollievo.

Il passo è poi breve dal piangere perché qualcun* indosserà delle scarpe, un vestito o (perché no?) un'auto, una stuoia, un cane più "cool" del nostro, o dall'ingerire delle pillole Made in Kamchatka per dimagrire perché "oddio amo... faccio schifo! Ho 'preso' 2 etti!" oppure perché, magari ci avranno 'umiliati' mostrando all'intera classe 'la foto di quella volta in cui per scherzo mi sono messo il rossetto'.

Lungi da me essere offensivo nei confronti di chiunque, anche perché ci sono persone per cui questi drammi casalinghi costituiscono la propria, immancabile, quotidiana dose di disperazione ed autocommiserazione e, non possiamo, poi, non convenire che oggi, in un momento in cui tutti siamo stanchi di perpetrare in millemila atti di coraggio, qualcuno, nel buio della propria casa, possa decidere di concedere finalmente 'loro' la vittoria, finché potrà rimanere chiusa in casa gli stereotipi non potranno farle del male.

Tanto poi smette quando vuole.

Lascia il tuo commento
commenti
Altri articoli
Gli articoli più letti