Finalmente il vaccino: quanta gioia!

C'è chi vede sempre il meglio, predisponendosi alla felicità in un modo talmente spontaneo che alle volte diventa contagioso

Marilù Liso Una finestra su Ben-essere
Andria - venerdì 23 aprile 2021
alcuni ospiti delle comuntà di Riabilitazione Psichiatrica Epass
alcuni ospiti delle comuntà di Riabilitazione Psichiatrica Epass © n.c.

In questo periodo di restrizioni, di paure, fatto più di sguardi che di abbracci, abbiamo tutti imparato a riconoscere di più le nostre emozioni, la gioia confusa con la felicità, la preoccupazione mista all’ansia, ma soprattutto abbiamo imparato ad usare una volta in più la parola ”Grazie”. Nessun dovere è più urgente di quello di restituire un “Grazie”. È un attimo, la gratitudine apre il cuore.

Ed è proprio la gratitudine quella che gli ospiti delle Comunità di Riabilitazione Psichiatrica Epasss hanno restituito in tutti questi lunghi mesi a chi è stato accanto a loro, a chi ha permesso di alleggerire almeno un po’ le loro paure.

In tutti questi lunghi mesi noi specialisti della Riabilitazione Psichiatrica abbiamo parlato con loro a cuore aperto, le nostre emozioni coincidevano con le loro. Come potevamo spazzare via la nebbia dai loro pensieri se non facevamo loro dono dei nostri? Come potevamo dir loro di non aver paura se con umiltà non parlavamo della nostra di paura?

 La frase che ripetevamo loro più spesso era “se siete attenti voi, se rispettate le norme, se usate la mascherina, ci permettete di ritornare a casa dai nostri familiari”. E noi grazie a loro dai nostri cari siamo tornati ogni giorno. Un solo triste episodio abbiamo vissuto tutti insieme, quello in cui il Covid ci ha portato via Nicolò, il nostro buono, allegro e spiritosissimo Nicolò.

Si dice che “si soffre per un motivo e si gioisce senza motivo”.  È un’idea rivoluzionaria, ma a noi ha fatto bene invertire la rotta, provando comunque a sorridere anche quando c’era qualcosa dentro che ci impediva di farlo. Anche pensare a Nicolò adesso non ci rattrista più, il suo pensiero è collegato solo alle cose divertenti e “folli” che solo lui poteva permettersi di fare.

Questo è il nostro lavoro, la nostra missione è quella di praticare l’arte del buon senso in ogni cosa, come quando tutti insieme abbiamo vissuto la mattinata dedicata alla “Scrittura Creativa” con l’espertoTommy Di Bari, al mare dove l’aria fresca ci accarezzava il volto e i sorrisi accarezzavano il cuore.

E poi è arrivato finalmente lui, il tanto atteso vaccino. Il giorno dedicato ai vaccini per i pazienti psichiatrici sembrava non arrivasse mai, ma grazie alla collaborazione stretta con l’Ufficio di Igiene di Barletta ce l’abbiamo fatta. Non sembrava affatto che gli ospiti andassero a vaccinarsi, non avevano paura di quel quarto d’ora di attesa, non si sono chiesti quale vaccino stessero per ricevere, non hanno mai chiesto quanto grande fosse l’ago, sembrava piuttosto che uscissero per fare finalmente una gita con gli operatori. E noi sì, eravamo con loro.

E sì, perché loro vedono sempre il meglio, predisponendosi alla felicità in un modo talmente spontaneo che alle volte diventa contagioso.

“Non mi sembra vero di aver ricevuto il vaccino”: questa la frase di alcuni di loro, accompagnata da un sospiro di sollievo. Il loro pensiero è andato subito ai loro familiari che in questi mesi si sono mostrati comprensivi, anche quando sono stati costretti a vivere fisicamente lontani dai propri cari a cui va anche il nostro “grazie” per aver aspettato con noi questo momento.

Doveroso da parte nostra un ringraziamento a coloro che hanno gestito la vaccinazione di queste persone meravigliose, ma fragili; preziosa la loro capacità di accoglienza, le loro parole prima di quel “scopri il braccio”, la chiacchierata postvaccino per tranquillizzarli. Il lavoro ormai lo sappiamo tutti è tanto, ma farlo senza fretta e con la giusta passione è altra cosa. Nel ringraziare tutta l’equipe dell’Ufficio di Igiene di Barletta, medici ed infermieri, gli ospiti delle Comunità Psichiatriche Epasss il loro “grazie” lo rivolgono soprattutto al dott. Giuseppe Dimastrochicco che non ha mai negato la sua presenza, tempestivo negli interventi che purtroppo in qualche occasione si sono resi necessari.

Secondo noi la sfida possiamo coglierla, possiamo provare a gioire senza riserve, perché c’è sempre qualcosa di cui essere grati e le cose belle non ci sono solo nelle vite degli altri.

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I commenti degli utenti
  • Angela Magliocca ha scritto il 29 aprile 2021 alle 21:24 :

    Che bella realtà....quante volte il paziente sente lontano il suo medico perché si pone su un piedostallo! L'unico contatto é la malattia. Questo é ciò che avviene spesso nel mondo dei così detti sani di mente. Invece la dottoressa Liso ha descritto col cuore quello che accade, in un mondo dove la realtà ha altre forme, altre regole. Le regole della fragilità....dove il cuore prende il posto della ragione. Grazie dottoressa per il suo racconto. Rispondi a Angela Magliocca

  • Riccardo Basile ha scritto il 23 aprile 2021 alle 20:49 :

    Spesso le persone che vivono una malattia mentale hanno un rapporto speciale con la realtà: sono capaci di essere estremamente spontanei, semplici e pieni di gratitudine. Queste persone fragili, in molti casi, dimostrano di aver preso coscienza di una verità sepolta nel cuore di ognuno di noi, ovvero solo l'amore può salvare gli uomini. Grazie agli operatori sanitari e in modo particolare alla dott.ssa Liso Marilù per il lavoro che svolgono con grande umanità. Rispondi a Riccardo Basile

  • Dott. Fabio Russo ha scritto il 23 aprile 2021 alle 11:33 :

    Bellissime le parole della dottoressa Liso, che svolge il suo lavoro con professionalità e competenza, ma soprattutto con il cuore sempre pieno di tanta gratitudine. Rispondi a Dott. Fabio Russo

  • Saverio costantino ha scritto il 23 aprile 2021 alle 11:05 :

    Valido il contributo di questa rubrica la sanità ha anche lati positivi Rispondi a Saverio costantino

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