Allacciate le cinture oggi si va a Portobello!

La mia collezione di cappelli ha il merito di farmi viaggiare con la fantasia

Lorena Fusiello Sagittario ascendente British
Andria - venerdì 09 luglio 2021
Lorena Fusiello
Lorena Fusiello © n.c.

29 Aprile 2011. Mezzo mondo era incollato alla tv. In Italia, Tg5 in collaborazione con Verissimo trasmetteva l’evento più seguito dalle ragazze di tutto il mondo che come me, ancora credono alle favole. D’altronde le aspettative erano tante. Già dodici mesi prima, l’evento era sulla bocca di tutti. Telegiornali e talk show ne parlavano tutti. La borghese Catherine Middleton per noi tutti Kate, sposava il futuro re di Inghilterra Prince Williams. Nella mia testa di diciannovenne cresciuta con latte e principesse Disney era un sogno dopotutto realizzabile. 

Se ci era riuscita lei, anche noi giovani e sconosciute potevamo avere una possibilità.

‘’Perché io no?’’ Ripetevo a mia madre sul divano anche lei incollata come me alla tv. Ma lei da tipica realista alzava le sopracciglia ignorandomi ed invitandomi a star in silenzio.

Ho dovuto indagare più a fondo nella vita di Kate per capire che se il sogno è stato più facile per lei da realizzare c’era un motivo anzi più di uno e che le casualità e la fortuna stile cenerentola non c’entravano granché in questa storia sebbene questa idea di  sogno facilmente realizzabile fosse bellissima e desse una speranza alle grandi sognatrici come me. Io a quasi 30 anni ho fatto i conti con la realtà. Io principessa andriese ho comunque avuto il mio principe: Lord Giovanni da Via Pascoli, dopotutto ad ogni principessa spetta il suo principe.

Ciò che mi colpì profondamente di quel evento globale fu la collaborazione di tutte le invitate ad indossare come richiesto dall’invito nunziale (Silvia Toffanin, docet) un cerchietto, un fermaglio o un fantastico cappellino con veletta. Le signore erano tutte perfette. Alcuni cappelli erano talmente stravaganti che sembravano la riproduzione in miniatura di monumenti. Altri erano semplici ma nella loro totale semplicità davano un tocco di diverso che ha attirato così tanto la mia attenzione tanto da diventare a detta di mia madre una delle mie ossessioni o in termini meno esasperati (di madre che non sa più metterli), la mia personalissima collezione. 

Colleziono pochissime cose. Fatine e cappellini con veletta spesso conosciuti come cappellini inglesi. Ne ho tantissimi, molto diversi per stile e colore. Li conservo in scatole o apposite cappelliere. Dopo ogni  mio viaggio di ritorno da Londra in valigia ce n’è sempre uno, o più di uno.

Il paradosso arriva ora. Non li ho mai indossati nella ‘realtà’. Il mio anticonformismo si ferma alla mia timidezza. Li colleziono, mi piace sistemarli, ogni tanto li tolgo via dalle scatole e li indosso per gioco davanti allo specchio. Scatto qualche selfie per aggiornare la mia pagina Instagram e poi di nuovo in scatola. 

Il mio coming out ufficiale è stato quando in un giorno di quarantena, in pigiama li ho mostrati ad un piccolissimo pubblico di whatsapp con lo scopo di intrattenere ed intrattenermi data la noia mortale di quei giorni. Siamo ad oggi che mi chiedono di saperne di più. Questo articolo non ha nessuna pretesa e non vuole lanciare alcuna tendenza fashion. La mission oltre a quella di intrattenere esattamente come le whatsapp stories di quel sabato sera è quella di portarvi in giro con me. 

Allacciate le cinture oggi si va a Portobello!

Portobello è dove io lascio il cuore ogni volta che torno a casa dopo un viaggio a London City. È il mio magico mondo ed io mi sento un po’ Alice in Wonderland quando sono lì.

Portobello Road è il quartiere dove sei a Londra ma concretamente sei in tutto il mondo. Dopo aver lasciato il quartiere di Notting Hill, famosissimo per le case a schiera le cui facciate  sono color pastello, la strada che  precedentemente è un rettilineo diventa una discesa. Il famosissimo mercato di Portobello Road si tiene lungo questa discesa. I migliori affari se si è appassionati del vintage si fanno il sabato mattina alle 8. Portobello è caos multietnico, in mezzo al mondo mi trovo bene, mi sento a casa. Questo squarcio di Londra è colore, è musica ed è movimento. Mentre ti senti nell’ombelico del mondo non manca il richiamo inglese attraverso i tipici pub che circondano il quartiere. Pub i cui prospetti  sono sempre pieni di fiori e qualche bandierina e riferimento a Queen Elizabeth c’è sempre. Qui trovi tutte le nazionalità. È come una fiera. Qualcuno che vende fish and chips e che ti passa velocemente sui piedi dicendono ‘sorry Madame o sorry Sir’ ti fa capire che Londra è il centro del mondo e che la lingua inglese è la soluzione di questo puzzle di immagini, persone e odori.

A Portobello c’è il mio negozio preferito di cappelli. È una piccola botteguccia. Dall’esterno sembra il tipico negozio di souvenir esattamente come tutti quelli che vendono le famose tazze con William & Kate stampati sopra. Un passo dentro e sei circondato da cappelli che sembrano finti per quanto siano originali e perfetti nella forma e nei colori.In questo negozio ho capito il trucchetto di come si reggono al capo. Alcuni sembrano sbocciare  direttamente dalla testa delle signore manco fossero dei fiori. Quante volte mi sono chiesta guardandoli in tv: ma come si tengono fermi? Amo tutti i miei cappelli. Li custodisco gelosamente ma I miei preferiti in assoluto sono due. Il mio primo acquisto a Londra nero con dei fiori e piume.Copre parte della faccia e mi diverte chiamarlo il cappello a forma di padella. Sembra sbucare una padella dal cerchietto. Il secondo è un acquisto più recente color bordeaux. Ha una forma particolare. Non so come faccia a rimanere in testa senza cadere. Molto simile ad un cappello da marinaio come forma, è super elegante per il colore e la rete che copre metà volto quasi sopra al naso. 

Indossare cappelli mi fa sentire diversa e mi catapulta in un mondo di lustrini. Un mondo ovviamente non reale ma che mi diverte ed indubbiamente ha un forte richiamo all’Inghilterra. È usanza tipica inglese indossare un cappello come ornamento del capo nelle occasioni importanti.

Spesso in metropolitana puoi incontrare qualche giovane o meno giovane donna inglese che tra una fermata e l’altra cambia le ballerine ed indossa i tacchi. Quando le vedevo entrare in metro con i loro cappelli erano la mia attrazione preferita. Confesso di aver perso qualche fermata per continuare a studiarli da lontano. 

Se in Inghilterra è facile vederli sicuramente in Italia è meno usuale. Per questo il mio rimane un mero divertimento domestico che mi fa viaggiare con la fantasia. Ogni cappellino inoltre, racchiude il ricordo di un viaggio,di  un avvenimento e di una persona incontrata. È proprio vero che anche gli oggetti a noi cari sanno comunicare. I miei mezzi seppur semplici mi fanno viaggiare e non c’è cosa più bella di poterlo fare anche attraverso i ricordi.

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