Memorie di Federico - VII parte

La curiosità mi ha messo in contatto con il mondo, con la gente di ogni tipo, così ho avuto l’opportunità, rara per un imperatore, di conoscere la vita e il pensiero del mio popolo, per esperienza diretta

Domenico Tangaro Capire la Puglia
Andria - venerdì 06 agosto 2021
Memorie di Federico
Memorie di Federico © Domenico Tangaro

Sono sempre stato un lettore onnivoro, appassionato studioso della natura e dell’universo intero. Nella mia avidità di conoscenza, mi ponevo domande, parlavo, discutevo con chiunque mi interessasse.

Il mio insegnante, Guglielmo Francesco, cominciò a darmi lezioni di latino; egli mi sviluppò un amore per la cultura che, da allora, ho sempre cercato nella conoscenza e ne ho respirato i balsamici profumi.

Più tardi ho imparato l’arabo, ed ho conosciuto il mondo estetico intorno ad esso, da cui ho sviluppato le mie prime convinzioni e l’amore per gli studi scientifici influenzati da Gregorio di Galgano.

La Palermo in cui fui libero di vivere era, per mè, una citta da Mille e una notte; la Corte in cui vivevo era il centro universale di arte, scienza, sapere e cultura, fondata sulle traduzioni dal greco e dall’arabo, di opere scientifiche, letterarie e filosofiche.

Eugenio da Palermo e Enrico Aristippo, in particolare, mi tradussero dal Greco in latino, gli scritti di Tolomeo, Platone e Aristotele su cui mi sono formato.

L’intero stle di vita era più orientale che occidentale e riguardava il fasto della vita, le raffinatezze e i piaceri del modo di vivere.

Vivevo come un sultano, possedevo un harem sorvegliato da eunuchi, in palazzi con cortili circondati di portici e colonne che racchiudevano giardini e fontane decorate con leoni.

I miei appartamenti erano decorati di scintillanti mosaici raffiguranti uomini, animali, uccelli dove, nelle serate estive, mentre scorreva in abbondanza il dolce vino moscato, assistevo agli svaghi notturni al suono di nenie arabe che avvolgevano ancheggianti e splendide danzatrici orientali.

Alcuni padiglioni, in particolare, sorgevano su piccole isole artificiali fra palmizi, dove la luce della luna e gli aloni dorati delle torce si riflettevano nelle acque calme, mentre nell’aria risuonavano le canzoni d’amore arabe accompagnate dai liuti, e le danzatrici ritmavano le danze con il battito dei piedi nudi e lo schioccare delle dita; Abu al Hasan, un poeta arabo siciliano, scrisse: “ …la mia gioia, quando io bacio le labbra della mia amata, è simile a lunghi sorsi d’acqua di sorgente…il suo alito è profumato di ambra e la sua fragranza mi rivela la sua presenza…”.

Nelle dimore erano coltivati, oltre ai palmizi, varie specie di alberi profumati e cespugli aromatici come l’alloro e il mirto; l’aria, a primavera, era ricca del profumo acuto degli agrumeti – aranci, limoni, cedri – affiancati da chiome rosate di mandorli in fiore che si riflettevano, di giorno, nelle acque fresche delle fonti, dei ruscelli e dei laghi artificiali. Il ricordo di tanto splendore, vive ancora nella mia memoria.

In quei giardini mi sottraevo alla vista, condividendo il mio tempo con animali esotici e uccelli fantastici. Vivevo una solitudite fantastica, ricca di bellezze naturali.

I luoghi di svago e le residenze di caccia che ho costruito in Puglia, dove vado a riposarmi, sottraendomi alle cure dello Stato, sono i luoghi in cui amo fuggire per allontanarmi, momentaneamente, dale tensioni del mondo rifugiandomi nella armonia della natura; è un’eredità della mia infanzia.

La curiosità mi ha messo in contatto con il mondo, con la gente di ogni tipo, così ho avuto l’opportunità, rara per un imperatore, di conoscere la vita e il pensiero del mio popolo, per esperienza diretta.

Come ogni ragazzo, veglio di notte per leggere libri di avventure, ma queste avventure sono la storia delle imprese dei miei antenati, colte nei resoconti vivi dei cronisti. Di giorno invece, alleno il mio corpo in ogni pratica e scuole d’armi, tiro di spada, tendo archi per tirar frecce con precisione, cavalco cavalli di razza veloci tenendoli a freno o lanciandoli alla corsa.

Lascia il tuo commento
commenti
Altri articoli
Gli articoli più letti