Racconti di carta “In cammino con Dante”

Viaggio tra le installazioni in cartapesta nel centro storico di Putignano

Mirella Caldarone Punto di vista
Andria - venerdì 12 novembre 2021
Inferno - Caronte
Inferno - Caronte © Mirella Caldarone

Dopo quattro mesi di esposizione si è chiusa recentemente la riuscitissima mostra interattiva all’aperto, un itinerario alla scoperta di installazioni in cartapesta fra vicoli, slarghi e piazzette del centro storico di Putignano: Racconti di Carta “In cammino con Dante”.

 A 700 anni dalla scomparsa del sommo poeta, il Comune e la Fondazione del Carnevale hanno portato i protagonisti della Divina Commedia negli angoli poco valorizzati del centro antico. L’idea nasce dalla volontà di promuovere l’arte della cartapesta destagionalizzandone la fruizione, al di là del carnevale. Così si è raccontata, a sua volta, la comunità di Putignano, patria dei maestri Cartapestai che conservano e tramandano la tradizione centenaria dei carri allegorici: meravigliose opere d’arte ottenute riciclando fogli di giornale che si modellano con una colla di acqua e farina. È la forza di questa comunità. Tutti i cittadini collaborano mettendo da parte i quotidiani e offrendo molto del proprio tempo per realizzare i carri.

Dodici installazioni interattive, ognuna nata dalla maestria degli artisti della cartapesta putignanese partendo dai dettagli che lo stesso Dante cita nelle sue terzine. Ogni installazione è il racconto di un’azione di cui sono protagonisti i personaggi danteschi dando vita alle opere in cartapesta. Una piattaforma digitale consente ai visitatori dell’esposizione di ascoltare le terzine dantesche riferite ad ogni opera scultorea. Versi in italiano, inglese e persino nel dialetto locale.

Proprio la modalità interattiva che permette al visitatore, in piena autonomia, di accedere ai contenuti extra, si è rivelata una strategia di coinvolgimento attivo e di approfondimento culturale.

Dapprima l’Inferno con Caronte (traghettatore dei dannati), Paolo e Francesca (gli amanti travolti da una bufera infernale), La Selva dei Suicidi (Uomini fummo, e or siam fatti sterpi), Lucifero (Io levai li occhi e credetti vedere Lucifero).

Poi il Purgatorio con Manfredi di Svevia (Io son Manfredi, nepote di Costanza imperadrice), l’Angelo Guardiano (con la punta della spada inciderà 7 “P” sulla fronte i Dante), i Superbi (condannati a portare grossi massi sulla schiena), i Golosi (tormentati dalla fame e dalla sete).

Ed, infine, il Paradiso con Beatrice (Beatrice e Dante trascendono i Cieli del Paradiso), Piccarda Donati (la sua scelta di essere clarissa le fu negata), Aquila degli spiriti dei giusti (fecesi voce quivi, e quindi uscissi per lo suo becco in forma di parole), San Bernardo (Bernardo m’accennava, e sorridea, perch’io guardassi suso).

La mostra interattiva ha avuto il pregio di catturare un pubblico trasversale, dal conoscitore dell’opera che si è ritrovato nei versi, al pubblico non esperto incuriosito e indotto all’approfondimento, senza parlare dei numerosi turisti stranieri coinvolti da testi e audio in inglese.

Una bella modalità per trasmettere la dimensione sublime della poesia in maniera empatica e non intellettuale. Personaggi ed evocazioni che si rincorrono lungo i vicoli. Versi immortali che riecheggiano rimbalzando tra fascino e stupore.

 

Ai residenti del borgo antico, per quattro lunghi mesi, sono state “affidate” le installazioni che loro hanno custodito con la stessa attenzione con cui curano il proprio borgo. Il risultato è una sempre maggior adesione tra la dimensione del pubblico e del privato, in un rinnovato spirito di collaborazione e crescita collettiva.

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