PhEST

See Beyond the Sea

Mirella Caldarone Punto di vista
Andria - venerdì 19 novembre 2021
Albino Beauty-Paola De Grenet
Albino Beauty-Paola De Grenet © Mirella Caldarone

Vedere oltre il mare. Contaminazioni dal Mediterraneo è stato il focus della sesta edizione del PhEST, Festival internazionale di fotografia e arte svoltosi a Monopoli per tre mesi e fino al 1^ novembre scorso. Il linguaggio dell’arte, e della fotografia in particolare, intende dar voce alle mille identità che si affacciano e navigano sul Mediterraneo: un palcoscenico liquido che mette insieme esistenze e trame di vita creando nuovi immaginari. Un mare che unisce, anziché dividere, crea, invece di immobilizzare.

La fotografia è il linguaggio di elezione per provare a rappresentare il nostro universo in rapido movimento, l’arte che meglio rappresenta la caducità delle cose della vita perché essa stessa racconta, sempre, un inesorabile passato. Il PhEST, dal 2016, offre uno spazio importante alla fotografia contemporanea in continua ridefinizione per dinamiche di mercato, nuove tecnologie e inclinazioni del pubblico. Preziosa è stata quest’anno la collaborazione con LensCulture, un collettivo globale di fotografi e professionisti del settore, una grande comunità online per la scoperta della fotografia contemporanea con ottime opportunità per l’esposizione globale. Proprio con LensCulture, il PhEST ha lanciato una open call Pop-up, un contest internazionale sul tema dell’edizione 2021 del festival: CORPO. Alla open call hanno risposto più di 500 progetti giunti da 56 paesi del mondo: due i vincitori, tra cui un residente in Puglia.

Tanti gli artisti in esposizione nei luoghi del Festival. Prestigiose le sedi delle 16 mostre Indoor: Palazzo Palmieri, Chiesa di SS. Pietro e Paolo, Chiesa di San Salvatore. Le 15 mostre Outdoor, da fruire gratuitamente, hanno puntinato lo splendido centro antico di Monopoli che si affaccia sul mare, regalando tante visioni suggestive.

Tra gli ospiti illustri, Mario Cresci con il suo progetto Ritratti Reali, Tricarico 1967-72, una trentina di trittici bianco e nero nei quali gruppi familiari posano all’interno degli spazi domestici tenendo in mano vecchie fotografie di loro stessi o dei loro antenati: risalta il ruolo delle fotografie come oggetti dotati di biografia sociale che resiste al tempo.

E come non citare Mustafa Sabbagh dalla brillante carriera come fotografo di moda riconosciuto dai magazines più prestigiosi del mondo ed ora concentrato sull’arte contemporanea per mezzo della fotografia e della video-arte. Ospite a Monopoli per una settimana di lavoro, Sabbagh ha realizzato Corpus Fugit fotografando adolescenti e sottolineando la necessità che essi siano ‘individui’, senza pregiudizi e omologazione. Notevole anche la sua bellissima mostra Onore al Nero, la serie di scatti che vuole superare il simbolismo negativo solitamente associato a questo colore.

L’artista visiva Nancy Floyd ha esposto Weathering time, una serie di autoritratti realizzata nel corso di 39 anni per sottolineare l’invecchiamento del corpo femminile, il passare del tempo ed il rapporto con l’ambiente.

Per parlare di alcuni altri dei tantissimi in esposizione, ecco Claudia Amatruda, vincitrice pop-up open call, categoria Puglia e Wozu Dongwook Lee, categoria internazionale. Eliška Sky con il suo Womaneroes raffigura donne che non hanno paura di mostrare il proprio corpo in maniera giocosa, con ironia e leggerezza in contrasto con lo stile pubblicitario. E poi, Milan Gies con State of Identity racconta chi è alla ricerca della propria identità di genere e sta attraversando una fase di transizione fisica. Il giapponese, in arte Photographer Hal, parla di amore: ha realizzato il suo progetto confezionando ‘sottovuoto’ diverse coppie, gli ambienti e i paesaggi intorno a loro. 

La lunga passeggiata tra le opere finisce su lungomare di Via Portavecchia con le bellissime fotografie dell’italiana Paola De Grenet che, con Albino Beauty, rappresenta una bellezza di canoni distinti ritraendo persone affette da albinismo.

Dall’estate all’autunno inoltrato, il PhEST 2021 ha celebrato un’intera stagione di nuovi sguardi. Restiamo in attesa, con trepidazione, della prossima edizione.

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