L'Alta Murgia barese

Culla di un patrimonio naturale di inestimabile valore, nonché storico-paesaggistico e culturale, l’alta Murgia necessita di un concreto piano di tutela

Matteo Lai One world – spazio ambiente
Andria - venerdì 07 gennaio 2022
Alta Murgia
Alta Murgia © n.c.

Delimitare il territorio della Murgia non è facile perché è un’area molto estesa che occupa gran parte della Puglia, concentrandosi sulle province di Bari e di Barletta-Andria-Trani, fino a comprendere parti di quella di Taranto e Brindisi e sconfinando in Basilicata in provincia di Matera.

Il nome murgia deriva dal latino murex, che indica una pietra appuntita e calza perfettamente per battezzare questo particolare altopiano della Puglia. La roccia calcarea che caratterizza l’intera area ha dato origine a numerosi fenomeni erosivi denominati carsismo, epogeo quando interessa le rocce affioranti in superficie ed ipogeo quando agisce in profondità creando le doline, le gravine, le lame e le grotte. Il territorio è caratterizzato dalla totale assenza di corsi d’acqua superficiali a carattere permanente, ma è ricco di corsi d’acqua sotterranei che offrono una ricca falda profonda e numerose falde superficiali.

Il paesaggio della Murgia è il risultato della lunga e costante presenza dell’uomo che, insieme al clima, ha delineato la struttura di uno dei luoghi più singolari dell’area mediterranea: la sensazione più ricorrente è quella di essere in un grande spazio aperto in cui vagare verso orizzonti infiniti caratterizzati da odori pungenti e godendo di colori unici.

La terra dei boschi è stata spogliata del suo manto verde per accogliere i pastori transumanti delle regioni limitrofe e l’erosione meteorica ed eolica hanno contribuito a modellare il territorio evoluto in praterie steppiche, che oggi rappresentano il bacino di alimentazione di numerosi rapaci tra cui il bellissimo nibbio reale, simbolo del parco.

Il Parco Nazionale dell’Alta Murgia, istituito nel 2004, rende quest’area particolarmente interessante: un’estensione di 68.000 ettari, popolata da 350.000 abitanti ed estesa sul territorio di 13 comuni.

All’interno di questo territorio sono presenti circa 1.500 specie vegetali spontanee (un quarto delle 6.000 presenti in Italia), 14 specie di rettili, 17 specie di mammiferi e circa 88 specie di uccelli nidificanti.

Le formazioni boschive più diffuse sono costituite soprattutto da specie quercine come il leccio e il cerro, la quercia spinosa e la quercia di Palestina, il farnetto, il raro fragno e soprattutto la roverella, che in aree particolari, come la tenuta Cocevola, nel territorio di Andria, crea querceti imponenti con un sottobosco caratterizzato da caprifoglio, biancospino e numerose specie erbacee ed arbustive tra cui la peonia, la clematide, il gigaro e il ciclamino. Sono diffusi anche impianti artificiali a prevalenza di Pino d’Aleppo e Cipresso comune con un sottobosco di lentisco e ilatro.

La vegetazione arboreo-arbustiva, che caratterizza i pascoli naturali, è costituita da olivastro, mandorlo selvatico, nespolo, prugnolo, perastro e biancospino. Mentre tra le specie arbustive spiccano l’ormai sempre più raro timo arbustivo, il timo spinosetto, il lentisco, il terebinto, la fillirea, il ginepro rosso e tra le piante rare, la salvia argentea e l’euforbia spinosa.

Nel territorio del Parco, l’azione perenne della natura si mescola e convive con quella millenaria dell’uomo che, se da un lato ha comportato l’estrema riduzione dei boschi, dall’altro ha costituito la ragione principale della diffusione delle specie erbacee creando quella tipica vegetazione a pseudosteppa che comprende specie prioritarie e numerose varietà di orchidee selvatiche. Questi ambienti rivestono un ruolo di grande importanza nella biodiversità del territorio murgiano proprio per la grande ricchezza di specie che colonizzano queste aree aperte e libere dalla vegetazione arborea.

Il territorio dell’alta Murgia accoglie una fauna tra le più interessanti della Puglia e d’Italia con alcune delle più importanti popolazioni delle aree steppiche e semiaride del bacino del Mediterraneo che approfittano della tranquillità che deriva da un territorio ancora in parte incontaminato dall’uomo. Tra l’avifauna ricordiamo la calandrella e la calandra, che hanno un particolare rilievo essendo le popolazioni più numerose dell’Italia peninsulare, e ancora, l’allodola, l’occhione e la cappellaccia. La murgia accoglie diverse specie di rapaci diurni tra cui una delle più importanti popolazioni a livello mondiale di falco grillaio. Altre specie di grande importanza sono il nibbio reale, il biancone, l’albanella, la poiana, il gheppio e il prezioso capovaccaio, il più piccolo avvoltoio europeo. Tra i rapaci notturni vi sono il barbagianni, il gufo comune e la civetta. È anche l’habitat di anfibi quali il tritone italiano, l’ululone dal ventre giallo, il ramarro, il cervone, la vipera e la testuggine di Hermann. Tra i mammiferi vanno citati la volpe, il riccio, la donnola, la faina, il tasso, l’istrice e la presenza sporadica del lupo.

Una fauna molto ricca e variopinta, grazie soprattutto al carattere scosceso e selvatico del territorio, che non ha favorito la totale antropizzazione a vantaggio di una natura che invece vi ha trovato le condizioni ideali per la propria sopravvivenza.

Culla di un patrimonio naturale di inestimabile valore, nonché storico-paesaggistico e culturale, l’alta Murgia necessita di un concreto piano di tutela. Il territorio è tristemente afflitto dall’umiliante fenomeno dell’abbandono dei rifiuti nonché dalla grave problematica della presenza di specie vegetali aliene, infestanti e dannose per la flora autoctona. Data la natura carsica della zona, tutta l’area è particolarmente vulnerabile a quelle pratiche antropiche dannose che prevedono il rilascio sul suolo di inquinanti liquidi come l’abusivo o poco scrupoloso smaltimento di acque reflue, lo spandimento di pesticidi e fertilizzanti.

L’alta Murgia barese, un territorio tutto da difendere e scoprire.

 

Matteo Lai, fondatore di One World

 

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