Il marciatore andriese delle Fiamme Gialle ha parlato ai nostri microfoni dopo la gara agli Europei di Berlino

Fortunato parla dopo Berlino: «​Deluso per il 16° posto, ma questa gara mi aiuterà a crescere»​

«​Il 2018 è stato un anno di alti e bassi, ma è solo una tappa di un percorso che spero mi possa portare a Tokio»

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Andria venerdì 31 agosto 2018
di Antonio Ventola
Francesco Fortunato a Berlino
Francesco Fortunato a Berlino © Michele Fortunato/trackarena.com

Esattamente venti giorni dopo quel traguardo tagliato in 1:23:04, Francesco Fortunato torna a parlare ai nostri microfoni degli Europei di Berlino ed in generale del suo 2018 che si concluderà il 7 settembre con i Campionati Italiani in programma a Pescara.

Un 16° posto, quello in Germania, che ha lasciato un po' di amaro in bocca al marciatore andriese: «Dopo 20 giorni la delusione resta per non aver rispettato le aspettative che mi ero creato per questa gara. Sono comunque convinto che da una brutta esperienza come questa posso uscirne più forte. Mi dispiace non aver dimostrato quel che mi sentivo di essere durante gli allenamenti. Questo è stato un anno un po' strano per me, durante il quale ho cambiato qualcosa in allenamento. Sono migliorato indubbiamente, ma è stata una stagione costituita da molti alti e bassi. Spero comunque di raccoglierne i frutti il prossimo anno»

Una stagione particolare quella di Fortunato, che comunque rappresenta una tappa importante della sua carriera: «Sicuramente salvo la gara in Cina. Il Mondiale a squadre mi ha regalato un 9° posto inaspettato, oltre che il risultato più importante della mia carriera. Mi dispiace non aver migliorato il mio personale per la prima volta da quando pratico questo sport. Sento comunque un miglioramento nelle gambe, ma dovrò dimostrarlo in gara. So di non aver ancora raggiunto il mio limite».

Un 2018 ormai a qualche chilometro dalla conclusione, ma fondamentale nella programmazione di un obiettivo a lungo termine: «Ai campionati italiani cercherò di fare il meglio possibile e di mettermi in gioco come sempre. Non nascondo, comunque, di essere già con la testa all'anno prossimo, con la consapevolezza di aver l'Olimpiade come obiettivo principale a lungo termine. Le gioie e le delusioni che raccoglierò nei prossimi due anni faranno parte di un percorso che spero mi possa portare a Tokio. Perché, in fondo, ogni atleta si allena per quella competizione».

Infine un giudizio sui risultati in generale della Nazionale: «Per l'Italia è stato un anno molto positivo per l'atletica. Abbiamo indubbiamente raccolto poco agli Europei, diversamente da quanto ci si aspettava, ma non è colpa degli atleti, dato che ci sono stati comunque parecchi risultati importanti. Dipende secondo me dal fatto che in Europa hanno fatto un passo in più in avanti rispetto a noi. Il livello medio della competizione è stato molto alto ed è per questo che non vedo una disfatta dell'atletica italiana. Bisogna fare più i complimenti agli altri, che criticare troppo noi stessi».

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