La conferenza stampa

Fidelis, Roselli sul futuro: «Resto e iscrivo la squadra. Gli altri soci? Al capolinea»

Il presidente del club federiciano tiene sempre la porta a nuovi sostenitori

Calcio
Andria venerdì 20 maggio 2022
di la redazione
Fidelis, Roselli sul futuro: “Resto e iscrivo la squadra. Gli altri soci? Al capolinea”
Fidelis, Roselli sul futuro: “Resto e iscrivo la squadra. Gli altri soci? Al capolinea” © n.c.

Un bilancio del passato recente, ma soprattutto uno sguardo al prossimo futuro della Fidelis Andria. La conferenza stampa indetta dal presidente della Fidelis Andria Aldo Roselli è soprattutto questo, con un occhio particolare alla situazione societaria, da lui monitorata con grande attenzione. Prima di addentrarsi su tali questioni, però, Roselli si concede un excursus generale dell’annata appena conclusa, togliendosi anche qualche sassolino dalle scarpe. «La stagione appena conclusasi è stata piuttosto travagliata, ma noi ce l’aspettavamo. Le scelte fatte inizialmente sono state abbastanza obbligate. Le responsabilità, nel bene e nel male, sono sempre di tutti, nessuno escluso, mai del singolo. Oggi possiamo dire con soddisfazione che la Fidelis è ancora in Serie C».

Roselli ci tiene a precisare alcuni aspetti secondo lui travisati. «Per quanto mi riguarda sarebbe stata una doppia beffa: non solo per il risultato sportivo negativo, ma anche a livello finanziario visto lo sforzo economico che ho fatto per il ripescaggio. Lo ricordo perché qualcuno l'ha dimenticato, perché noi abbiamo partecipato a questo campionato perché il sottoscritto ha versato il fondo perduto. Devo fare delle precisazioni sul discorso Catania: ho sentito dire che siamo stati favoriti da quella situazione, ma non è una ricostruzione esaustiva. Sono stato l’unico a metterci la faccia in un comunicato in cui chiedevo chiarezza sulla questione. Ho letto anche di qualcuno che ha commentato il mio silenzio degli ultimi mesi: non volevo generare confusione, visto il momento molto delicato. Volevo che la squadra fosse concentrata unicamente sul campo». Il patron dell’Andria conclude questa prima parte con i dovuti ringraziamenti. «Ringrazio tutti, ho vissuto una giornata indimenticabile: all'ansia delle due settimane precedenti è seguita una gioia enorme, con un “Degli Ulivi” spettacolare. Bisogna ringraziare i tifosi, con i quali ho sempre avuto un rapporto molto diretto. Loro hanno sempre sostenuto la squadra, contestando solo alla fine in alcune situazioni. Hanno incitato la squadra fino all'ultimo. Li ringrazio, perché così è stato, anche se è apparso uno striscione che forse andava evitato, ma ciò non mi farà cambiare idea sulla Curva di Andria».

Roselli, dunque, passa alle tematiche societarie. «Sappiamo che l'Andria è una srl partecipata al 90% dalla Uniti della Fidelis e al 10% dall’azionariato popolare rappresentato da Riccardo Dell’Olio. Qualche settimana fa ho acquisito le quote rimanenti di Vincenzo Pastore e Rosario Zagaria, cosicché un eventuale acquirente non si trovasse una situazione di quote frastagliate per l'acquisto della società. Lo stesso avevo chiesto ai soci Pomo e Di Bari, detentori del 14% delle quote totali, i quali avevano annunciato due anni fa che non avrebbero più sostenuto aumenti di capitale, rendendosi disponibili a cedere le loro quote anche a titolo gratuito, tuttavia con l'accordo di sottoscrivere per i due anni seguenti un accordo di sponsorizzazione (cosa che è stata fatta solo nel secondo anno).

Al termine del campionato indetto un'assemblea ordinaria per una proposta di modifica dello statuto e per un eventuale aumento di capitale sociale, ma l'assemblea è andata deserta, con la sola presenza del sottoscritto e dell’amministratore unico. Al momento detengo circa il 65% delle quote della Uniti per la Fidelis, mentre il 22% restante appartiene a Giuseppe Catapano, che ha espresso al direttore generale Camicia la volontà di lasciare la società perché si sente stanco. Forse soffre di qualche condizionamento esterno che ha portato la sua fiducia nei miei confronti ad affievolirsi, spero nel caso che cambi idea. In un Consiglio di Amministrazione di qualche settimana fa mi è stata data autorizzazione a procedere ad eventuali trattative di cessione della Fidelis. Ho sempre detto che qualora si fosse avvicinato qualcuno con più possibilità, io avrei lasciato il passo per il bene della Fidelis. Chiunque dovesse eventualmente arrivare deve rispettare i requisiti di stabilità e serietà: non consentirò che si avvicinano a questa società speculatori e personaggi poco seri. Posso informare che al momento ci sono dei colloqui in corso che io sto portando avanti, ma d’altro canto posso garantire che il 22 giugno la Fidelis Andria si iscriverà al campionato di Serie C 2022/2023 senza se e senza ma. Si cercherà di fare tesoro degli errori commessi, perché si è speso un po' male, ma questa volta abbiamo il tempo di programmare con anticipo».

Colloqui ancora allo stadio preliminare, che dunque portano Roselli a doversi occupare dei prossimi impegni economici e amministrativi. «Io porterò avanti sia il discorso societario che quello tecnico, ma questo avrà bisogno dei suoi tempi. Sto avendo dialoghi con imprenditori tutti esterni ad Andria, anche se ieri mi è stato detto che un andriese vorrebbe parlarmi. Mi piacerebbe essere affiancato da qualche imprenditore andriese; è vero che anch'io sono forestiero, però a livello sportivo mi sento più andriese di molti andriesi. Sento che se fossi affiancato da qualche imprenditore andriese sarebbe un bel segnale. Qualora ci siano variazioni societarie oltre il 10% la Lega dovrà fare i suoi controlli. Dovremo inoltre completare gli adempimenti di aprile e maggio, che saranno pagate regolarmente entro il 22 giugno e partiremo con una nuova fidejussione. Lo scorso luglio, grazie anche alle garanzie prestate dal notaio D'Alesio, abbiamo avuto due fidejussioni. È stato inoltre chiesto un mio versamento come pegno, mentre quest'anno necessiteremo solo un versamento di 350 mila euro a titolo di fidejussione. Porterò quindi avanti sia le trattative che gli adempimenti. Mi dispiace che D'Alesio abbia espresso volontà di lasciare la società, perché penso sia una perdita per tutta Andria. Mi auguro che la situazione possa rientrare: D'Alesio ha tanti difetti, ma la serietà e l'amore per il calcio non gli mancano; è stato il più presente dei dirigenti in spogliatoio».

Parentesi sul capitolo tecnico: «I tecnici hanno fatto un lavoro enorme: le prestazioni ci sono state quasi sempre, a fronte di tanti problemi. Ci sono dei dialoghi in corso in questo momento. Di Leo ha la sua età, e va capita bene la situazione di Vito Di Bari, che sta lavorando per raggiungere il patentino UEFA A. Ovviamente questo a patto che rimarrò io con la maggioranza del pacchetto. Con Logiudice ho avuto incontri e dibattiti duri, ma resta una persona competente e lo dice la sua storia. Il direttore ha fatto un ottimo lavoro: abbiamo cominciato già a lavorare soprattutto sul parco under, ciò che ci è mancato questa stagione perché avevamo solo De Marino come giocatore valorizzato. Anche per lui vale lo stesso discorso. Entro dieci giorni chiarirò anche questa situazione». Roselli affronta anche la questione Stadio. «È un peccato avere un manto erboso ridotto così.

Chiederemo un incontro all'amministrazione comunale, con cui ci sono stati già i primi dialoghi, per gestire direttamente la manutenzione del tappeto di gioco. L'accordo attualmente in essere scade a giugno, dopodiché incontreremo i dirigenti coinvolto e gli chiederemo di gestire questa situazione. Sicuramente se si aprisse anche la possibilità di altri interventi allo Stadio noi saremmo a disposizione: quello è un discorso a medio termine, ma questo Stadio ha grandi potenzialità per ospitare anche altri eventi extra-sportivi. Lavoreremo step by step: io non ho interessi di natura politica né imprenditoriale. Sono qui per passione, ma devono cambiare diverse cose, perché con i soci attuali siamo arrivati al capolinea».

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