Gli auguri

Buon anno di verità, giustizia e bellezza

Possa ogni persona, ravvedersi nella propria coscienza e andare incontro al nuovo anno con slancio altruista anziché individualista

Attualità
Andria domenica 31 dicembre 2017
di Geremia Acri
Una foto di Henri Cartier Bresson
Una foto di Henri Cartier Bresson © Henri Cartier Bresson

Il Vangelo di Matteo invita ad aprirsi al nuovo, a non mettere il vino nuovo negli otri vecchi, ma “vino nuovo in otri nuovi” (Mt. 9, 17), altrimenti, mette in guardia Gesù “nessuno poi che beve il vino vecchio desidera il nuovo, perché dice: il vecchio è gradevole!” (Lc 5,39). Gesù diverse volte, ci richiama ad essere pronti e vigili nel tempo della nostra vita. Indicazioni evangeliche che ci fanno ben comprendere l’importanza dell’utilizzo del tempo, in opere che santificano il quotidiano.

Possa ogni persona, ravvedersi nella propria coscienza e andare incontro al nuovo anno con slancio altruista anziché individualista per costruire micro-relazioni sane, belle, vere, che si riverberano con grazia nel tessuto sociale.

Possa la comunità ecclesiale andare incontro al nuovo anno con prospettive di nuova evangelizzazione, slancio pastorale, dialogo con le altre religioni, promozione della persona, misericordia per i più deboli, separati e condannati.

Possa la comunità sociale e politica andare incontro al nuovo anno e rispondere con responsabilità e lungimiranza alle esigenze di ogni cittadino, ripristinare laddove è impossibile la legalità, favorire percorsi culturali e civici per un incremento del bene comune.

Il nuovo è un opportunità da considerare, con coraggio ed equilibrio per esperire come artisti di strada, quando le innumerevoli impossibilità, diventano possibilità di crescita per un futuro migliore. Il nuovo è una scommessa per il futuro, da affrontare senza paura ma con timore e intelligenza, per fare spazio al tam tam quotidiano, che non ci lascia respirare e sognare. Il nuovo è uno sconosciuto, mai incontrato, mai classificato fuori dalle nostre norme mentali, sociali e culturali, che ci ferma e ci consegna un invito, per entrare nelle nostre esistenze sempre più prive di senso e significato. Il nuovo è un attesa, che mai coincide con le nostre aspettative, ci sorprende e non ci lascia mai uguali, ci trasforma, ci rende diversi. Il nuovo è il disegno della nostra vita, in cammino e in ricerca inquieta per l’amore dell’umanità in verità, giustizia e bellezza.

Ma come ben sappiamo il nuovo allarma, ci rende meno sicuri e più incerti e spesso e volentieri ci rifugiamo, nel vecchio e stantio compromesso del passato, diventato oramai una roccaforte dei nostri egoismi più profondi e amati.

L’anno che verrà sarà un giorno: di paure sventate, di pallottole spuntate, senza povertà e di vera umanità. Un giorno di bambini sorridenti e di bambini che non morranno di fame, di conflitti naufragati e di “furbastri” azzittiti. Un giorno di stipendi pagati e di giustizia fatta.

Soprattutto un giorno di politiche sagge e di governanti non compromessi e pregiudicati, di lavoro onesto e che arrivi presto a tutti, giovani e non più giovani! Senza inutili rimpianti, un giorno privo di sogni infranti. Senza bugie e furbizie, senza frivole malizie. Senza stupide parole dette solo per ingannare il cuore. Che non sia solo un giorno ma valga per tutti gli altri giorni senza escludere nessuno.

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