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63 milioni di bambine abortite o lasciate morire in India

La strage degli innocenti continua…condannate perché donne

Attualità
Andria mercoledì 07 febbraio 2018
di Geremia Acri
bambine indiane
bambine indiane © n.c.

Nei prossimi anni il fenomeno globalizzazione continuerà ad essere prevalente, perciò bisogna intraprendere un processo globale di realizzazione dei diritti universali della persona. Certo c’è il pericolo di una sovrabbondanza di diritti ma bisogna sintonizzarli tra loro.

La politica, l’economia e la religione sovente sono temi controversi e divergenti per l’intesa dei diversi Stati del mondo, invece la diffusione di diritti umani potrebbe diventare il veicolo di unificazione per la tutela della dignità di ogni persona.

Sono più di 63 milioni, in India, le bambine abortite, lasciate morire o abbandonate subito dopo il parto. A fornire questo sconvolgente dato è il governo di New Delhi nel suo report annuale sull’economia indiana. I dati risalgono al solo 2017, come rivela un rapporto governativo. La stima conferma l’esecrabile usanza indiana a preferire i figli maschi alle femmine e ad abortire se si scopre di essere incinte di una femmina o ad abbandonare o lasciare morire di stenti le neonate.

La ragione di questo "costume" è di tipo economico e culturale: in India la proprietà passa solo ai maschi e, anzi, le femmine comportano un costo, visto che è ancora in uso la “dote” quando una figlia si sposa. Per questo le famiglie indiane, soprattutto nelle campagne, ma anche nelle città e nelle regioni più avanzate, tendono a rifiutare le figlie femmine e a favorire invece i maschi. Da qui la diffusione degli aborti selettivi.

A questo aspetto si aggiunge poi un altro drammatico dato, sempre contenuto nel report governativo: sarebbero 21 milioni le figlie femmine indesiderate, ossia quelle che i genitori hanno tenuto comunque, pur desiderando un maschio. Queste donne sono costrette a vivere ai margini. Molti studi, inoltre, hanno dimostrato che in India le ragazze ricevono meno istruzione, hanno una nutrizione più povera e ottengono meno cure mediche rispetto ai maschi.

In questi giorni un nuovo orrore è stato denunciato nella capitale, dove un giovane ha violentato una bimba di otto mesi. Le condizioni della piccola sono molto gravi. Nel 2016, secondo i dati più aggiornati del National Crime Records Bureau, in India sono stati registrati ben 36.000 casi di stupro e aggressione sessuale.

Il senso della dignità della persona erompe nel riconoscimento della sua libertà spesso oltraggiato da un governo di uno stato dall’ordine politico, religioso ed economico perverso. Il valore intangibile della persona oggi deve essere salvaguardato con ogni mezzo e strumento in ottica di un bene globale.

Solo avendo uno sguardo universale potremmo varcare la soglia dell’altro nel rispetto della sua unicità è affermare il diritto della vita.

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