L'inaugurazione

Inaugurata la casa per padri separati: non una mera erogazione di servizi, ma qualcosa di più!

Due camere da letto, un soggiorno accogliente, una cucina, oltre ai servizi, in grado di garantire a 4 papà separati un tetto ed una vita dignitosa nell’attesa che la loro situazione economica e psicosociale possa migliorare

Attualità
Andria mercoledì 14 febbraio 2018
di Sabino Liso
Inaugurata la casa per padri separati: non una mera erogazione di servizi, ma qualcosa di più!
Inaugurata la casa per padri separati: non una mera erogazione di servizi, ma qualcosa di più! © AndriaLive

Inaugurata ieri, alla presenza di S.E. Mons. Luigi Mansi, di don Geremia Acri e dei volontari della comunità MigrantesLiberi, la casa per i papà separati intitolata a “Don Tonino Bello”. Un'iniziativa che nasce dall'insorgenza di una nuova necessità sociale: lo stato di difficoltà in cui versano alcuni uomini dopo che si separano.

Un appartamento accogliente ubicato in via Lorenzo Bonomo, nel centro della città. Due camere da letto, un soggiorno accogliente, una cucina, oltre ai servizi, in grado di garantire a 4 papà separati (per il momento) un tetto ed una vita dignitosa nell’attesa che la loro situazione economica e psicosociale possa migliorare.

Quattro storie dolorose a quattro persone che non hanno soltanto bisogno di un tetto, ma che hanno bisogno di ricostruire affetti e riacquistare autostima.

Il progetto, infatti, è supportato da un’equipe socio-psico-pedagogica e da operatori che si occuperanno di loro. Gli ospiti, dal canto loro, dovranno contribuire alle faccende di casa e saranno parte integrante di questa nuova “famiglia” inclusiva.

«Non una semplice erogazione di servizi -, commenta don Geremia Acri e Giuseppe Di Palo - ma la possibilità di offrire percorsi umano atti a stimolare le persone che abiteranno l’appartamento e che potranno riacquistare l'autonomia e l'indipendenza di cui necessitano per tornare nuovamente a sperare e a migliorare la loro esistenza».

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I commenti degli utenti
  • Paolo C. ha scritto il 14 febbraio 2018 alle 17:54 :

    se le leggi cambiassero non ci sarebbe bisogno di tutto questo! Rispondi a Paolo C.